Come interpretare il comportamento non verbale

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Roma 30 giugno 2014
A cura del Dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma
La comunicazione verbale è il canale più diffuso attraverso cui gli esseri umani comunicano tra loro e regolano le loro relazioni. Vi sono alcuni contenuti che sono veicolati non solo attraverso la parola ma  con un insieme di comportamenti espressi attraverso modalità non verbali. Le modalità della comunicazione non verbale sono lo sguardo, l’espressione del volto, la gestualità, i movimenti del corpo, la postura, il contatto corporeo, il comportamento spaziale, gli abiti e l’aspetto esteriore. Poiché le interazioni vengono stabilite e interrotte attraverso segnali non verbali, ciò che viene percepito di un discorso verbale è influenzato in modo significativo da pensieri, sentimenti e emozioni veicolati attraverso i gesti, le espressioni facciali, la postura e il contatto fisico.

Uno dei comportamenti non verbali più importanti è lo sguardo comunemente descritto come porta di accesso agli aspetti più intimi di un individuo. Di solito guardare direttamente negli occhi una persona crea, a livello fisiologico, uno stato di eccitazione che può assumere connotazioni positive o negative a seconda del contesto di riferimento. Quando un estraneo ci guarda insistentemente negli occhi, possiamo valutare il suo comportamento come una minaccia e provare una emozione di paura e di fuga. Lo sguardo fisso di un potenziale partner può essere interpretato invece come un invito e un interesse corrisposto. Lo psicologo Paul Ekman ha sottolineato che uno sguardo può dirci se un sorriso è spontaneo oppure forzato, se non esprime una gioia autentica ma è funzionale a mascherare altre emozioni. Di solito un sorriso è sincero quando gli occhi si stringono e creano delle piccole rughe verso gli angoli esterni della cavità oculare. Inoltre quando una persona prova un interesse sincero, le sue pupille si dilatano. Quando l’interesse è reciproco si genera la condizione per cui entrambe le persone si guardano simultaneamente negli occhi a lungo. Colui che invece mente e sta cercando di raggirarvi ricorrerà insistentemente ad un contatto oculare prolungato non reciproco per cercare di convincervi della veridicità delle sue parole e per apparire credibile.
Un altro importante indicatore della comunicazione non verbale è la stretta di mano. Secondo una ricerca di W. Chaplin e J. Philips, la stretta di mano influisce significativamente sulla percezione che le persone hanno di noi e contribuiscono a formare una idea della personalità del proprio interlocutore. I partecipanti che avevano una stretta di mano ferma erano descritti con una personalità aperta, estroversa e positiva e meno ansiosi rispetto a chi aveva una stretta di mano meno decisa.
Di seguito una lista esaustiva dei comportamenti non verbali e del loro significato  riportata dal sito: http://www.comunicazionenonverbale.org/esempi-di-comunicazione-non-verbale.php:

 

COMPORTAMENTO SIGNIFICATO
Camminata eretta e decisa Confidenza, sicurezza
Stare in piedi con le mani sui fianchi Prontezza nel reagire, aggressività
Stare seduti a gambe accavallate con i piedi che scalciano leggermente Noia, disinteresse
Stare seduti con le gambe non accavallate e Apertura, disponibilità
Tenere le braccia incrociate sul petto Difesa, chiusura
Poggiare la mano al mento/guancia Riflessione, pensiero
Toccarsi/sfregarsi leggermente il naso Dubbio, bugia
Sfregarsi l’occhio Dubbio, incredulità
Mani giunte dietro la schiena Frustrazione, sottomissione, rabbia
Testa appoggiata alle mani, sguardo basso Noia, compunzione
Sfregarsi le mani Aspettativa, pregustazione
Mani incrociate dietro la testa, busto eretto o gambe incrociate Autostima, superiorità
Mani aperte, palmi in mostra Sincerità, innocenza
Sfregarsi/pizzicarsi la parte superiore del naso Dubbio, valutazione negativa
Tamburellare con le dita Impazienza
Unire i polpastrelli delle mani Autorità, sicurezza, valutazione
Toccarsi continuamente i capelli Insicurezza oppure narcisismo
Piegare/sporgere la testa in avanti Interesse
Accarezzarsi il mento Riflessione, processo decisionale
Sguardo verso il basso e testa leggermente voltata Incredulità
Mangiarsi le unghie Insicurezza, nervoso
Tirarsi leggermente o toccarsi le orecchie Indecisione

 

 

 

 

 

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