Il senso di colpa

Roma 12 novembre 2013

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta umanistico integrato a Roma

Perche’ ci sono alcune persone con cui ci sentiamo incapaci di rispondere, di fronte alle quali tutto il discorso che avevamo in mente si dissolve appena sentiamo le loro parole? Perche’ con loro proviamo un forte senso di colpa? La risposta e’ semplice, sono abili ricattatori. Sembrano persone innocue, bisognose di affetto al primo impatto ma appena viene negato loro quello che chiedono, diventano minacciose e distruttive. Le loro relazioni si caratterizzano per l’incapacita’ di tollerare la rabbia e la frustrazione e per un atteggiamento di remissivita’ che la vittima adotta per mantenere la pace. Arrendersi e andare incontro ai suoi bisogni crea l’illusione che il ricattatore capira’, che arrivera’ il momento in ci si rendera’ conto di cosa sta facendo. Sfortunatamente questa consapevolezza non matura mai poiche’ il ricattatore agisce sempre a spese di un altro. L’elemento su cui fa leva e’ il ricatto morale secondo cui minaccia in modo piu’ o meno velato di punire il proprio interlocutore se non esaudisce ogni suo desiderio. La frase che riassume il nucleo di questa dinamica e’: “se non fai quello che ti chiedo, ti puniro’ prima o poi”. Le leve che un ricattatore aziona sono quelle affettive, che colpiscono li dove siamo piu’ vulnerabili, sottraendoci amore e sostegno, facendoci sentire in colpa perche’ etichettati come egoisti. I tre strumenti a cui un ricattatore ricorre sono la paura, il senso del dovere e il senso di colpa. Secondo la psicologa S. Forward, siamo ostaggi di un ricattatore affettivo se rispondiamo affermativamente ad una sola delle seguenti domande:


1) Minacciano di rendervi la vita difficile se non fate quello che vogliono?

2) Minacciano sempre di concludere la relazione con voi se non fate quello che vi chiedono?

3) Vi dicono, o vi fanno capire, che si trascureranno, si faranno del male o si sentiranno depressi se non fate quello che vogliono?

4) Vogliono sempre di piu’, indipendentemente da quello che avete gia’ dato loro?

5) Sono sempre certi che sarete sempre voi a cedere?

6) Ignorano e sottovalutano i vostri sentimenti e desideri?

7) Vi fanno grandi promesse legate al vostro comportamento e poi raramente le mantengono?

8) Se rifiutate di cedere vi accusano di essere egoisti, malvagi, freddi ed indifferenti?

9) Vi ricoprono di lodi quando cedete, ma sono pronti a riprendersele quando non lo fate?

10) Usano il denaro per ottenere quello che vogliono?

Alla base del ricatto morale vi e’ sempre l’azione congiunta dei soggetti che determinano la relazione e si caratterizza per la presenza di sei elementi:

1) Richiesta: il ricattatore esprime in modo chiaro quello che vuole o lo puo’ lasciare ad intendere attraverso un comportamento
2) Resistenza: la vittima esprime la propria opposizione alla richiesta del ricattatore in modo piu’ o meno chiaro ma indipendentemente dal modo in cui lo fa la risposta e’ sempre negativa
3) Pressione: il ricattatore mette in atto dei comportamenti che hanno l’obiettivo di esercitare pressione sulla vittima evitando di comprendere in modo autentico i suoi sentimenti
4) Minacce: il ricattatore non molla la presa ma continua a combattere la resistenza della vittima, minacciandola che se non asseconda le sue richieste ne paghera’ le conseguenze
5) Resa: la vittima non vuole che la relazione si deteriori e cede al senso di colpa indotto dal ricattatore
6) Ripetizione/Schema richiesta-pressione-capitolazione: quando il ricattatore ha ottenuto cio’ che vuole allenta la morsa del ricatto e la relazione sembra raggiungere un nuovo equilibrio. La vittima e’ ancora a disagio ma si sente sollevata poiche’ non avverte piu’ l’angoscia dovuta alla pressione del ricatto e crede di aver salvaguardato il rapporto. A questo punto il circuito si e’ innescato, poiche’ il ricattatore ha compreso che se fa sentire la vittima colpevole ottiene quello che vuole, mentre la vittima crede che cedere e accondiscere alle richieste del ricattatore e’ l’unico modo per allentare la pressione.
Ma come si  riconosce un ricattatore? Quando una persona e’ autenticamente interessata a risolvere un conflitto vuole comprendere i motivi del contrasto e scoprire i sentimenti e le preoccupazioni che vive il suo interlocutore. Inoltre vorra’ capire perche’ chi ha di fronte non vuole assecondare la richiesta che ha posto e si assumera’ la responsabilita’ in ugual misura di aver contribuito a creare un attrito. Se invece l’obiettivo e’ vincere a tutti i costi, ci si trovera’ di fronte ad un ricattatore che ha messo in atto una manipolazione attraverso cui cerca di controllare la propria vittima e ne ignorera’ le richieste, sottolineando che i suoi motivi sono piu’ validi, per cui non si prendera’ alcuna responsabilita’ per i problemi che ne derivano. Il ricattore morale si puo’ declinare in quattro diversi sottotipi che si distinguono per modalita’ e tipologie di comportamento. I punitivi esprimono con chiarezza quello che vogliono e le conseguenze a cui il loro interlocutore va incontro se non esaudisce le loro richieste; la rabbia e’rivolta direttamente a chi non li asseconda. Gli autopunitivi non minacciano gli altri ma sottolineano che si infliggeranno del male se non ottengono cio’ che vogliono. Le vittime invece manipolano in modo subdolo chi hanno di fronte poiche’ non esprimono quello che desiderano ma cercando di spingere il loro interlocutore a capirlo, il quale si sentira’ l’unico in grado di soddisfare il loro bisogno. Infine i seduttori promettono doni meravigliosi a chi li asseconda ed esaudisce le loro richieste, inducendo nelle persone con cui si rapportano fantasie magiche  che sistematicamente non si avverano mai.

Bibliografia:

Il senso di colpa;  Susan Forward, Donna Frazier. Tea Editore

      8 Responses to Il senso di colpa
      1. rosanna Rispondi

        Mia mamma. Si divide tra il ricattatore autopunitivo ed il ricattatore vittima, ma questo meccanismo lo mette in atto solo con me, in modo naturalmente inconsapevole.

      2. Luca Rispondi

        La mia ex compagna mi obbliga a crescere mia figlia con i miei genitori perché non vuole lasciare il suo lavoro da marittima quando io ho provato a fargli notare che non me la sentivo di crescere mia figlia dasolo e quando mia mamma le ha fatto notare che lei é la mamma e doveva crescere sua figlia nello stesso modo e tempo in cui lo faccio io “quindi costretta ad abbandonare il suo lavoro lei ha minacciato di farci togliere mia figlia facendola affidare ad un’altra famiglia giocando sul fatto che io non l’abbandonerei mai secondo voi sono o no vittima di un ricatto morale

      3. Alessandra Rispondi

        Quindi in un rapporto di amicizia frasi come: “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così” e simili…possono essere considerate manipolazione/ricatti emotivi?

      4. Alessandra Rispondi

        In un rapporto di amicizia frasi come: “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così” e simili…possono essere considerate manipolazione/ricatti emotivi?

        • Marco Salerno Rispondi

          Sono ricatti e manipolazione emotive a tutti gli effetti

          • Alessandra Rispondi

            La ringrazio molto

      5. Sandra Rispondi

        in un rapporto di amicizia frasi come “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così”, “io non ho mai detto di esser perfetta, però”, “pensa come vuoi, visto che non mi credi” e dopo che tu rispondi “posso anche crederti ma vedo i fatti, che non sono molto diversi da come ho scritto”, sentir dire “non meriti altre risposte”… e simili come possono essere considerati?

      6. Pamy Rispondi

        Salve, io vivo un rapporto particolare con una persona con cui sono stata fidanzata per quasi 4 anni. In questo periodo lui non si è comportato sempre bene: aveva una brutta situazione a casa in quanto il padre era molto malato e lui, sentendosi in colpa nei suoi confronti per non essersi comportato bene negli anni passati, viveva con molto dolore questa situazione. Dopo pochi mesi dal suo lutto, l ho lasciato perché stanca del suo comportamento: era sempre nervoso (da sempre.), Violento, mi trattava male (tutti se ne accorgevano)… Io lo amavo e non volevo rendermi conto di cosa stesse accadendo. Da quando l’ho lasciato, ha iniziato a minacciarmi di farsi del male se non torno. Lo so che mi ama davvero. So che lui pensa davvero di nn avere altre possibilità senza di me (purtroppo ha un problema psichiatrico che tiene sotto controllo con i farmaci).
        Io, nel frattempo, ho conosciuto un altro ragazzo, bravissimo che mi adora, ma non è riuscito a farmi togliere dalla testa il mio ex… Infatti ogni tanto mi lascio convincere e vado da lui.
        Il problema è che mi sembra di vivere due vite distinte e separate. Mi piacciono entrambe e non so cosa fare… Mi sento solo maledettamente in colpa nei confronti di tutti.
        Il mio ex mi invia foto in cui piange o di boccette di gocce finite ed io, dopo un po’, corro da lui.
        Ho l’impressione di non riuscire a stare senza di lui, anche se so che sarebbe difficile vivere con lui per sempre, anche perché non so se possa davvero chiare un po’… Vorrei che imparasse a gestire la rabbia, ricominciasse a lavorare, fosse meno inopportuno con le battute tra la gente, che si dedicasse di più a me…
        L’altro ragazzo con cui mi vedo è buono e bravo, mi sostiene, mi ama, vuole una famiglia, solo che c’è poca sintonia mentale e fisica: mi piace la persona che possa acculturarmi, che sappia tutto… Mi fa sentire sicura e protetta… Inoltre con il mio ex c’è una grande intesa fisica, cosa che ancora non ho con il nuovo… Questo è un altro aspetto che mi spinge verso il mio ex…
        Non so cosa fare, cosa scegliere… A volte sento di impazzire…

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