Lui non ti telefona? L’assenza di un segnale e’ essa stessa un segnale

untitledRoma 12 ottobre 2016

Intervista sul quotidiano on line “La Voce” sulla comunicazione di coppia a cura di DanielaCavallini.

La mia posta è colma di mail e/o messaggi Fb, di Amiche che lamentano la “latitanza” maschile proprio di quest’ultima categoria.

Ho visitato alcuni siti web inerenti l’argomento e purtroppo ho rilevato molta superficialità di giudizio oltre ad un’infarcitura di epiteti nei confronti di questi soggetti, accompagnati dall’oramai storica frase “se si comporta come se non gl’importasse nulla di te, è perché non gliene importa nulla”.

Una “sentenza senza possibilità d’appello”? Ci risponde il Dott. Marco Salerno – Psicoterapeuta –nuovamente mio ospite.

Daniela Cavallini:

Ciao Marco, bentornato! So che sei molto impegnato, ma per me ed i miei lettori ti sei “inventato” il tempo per rispondere ad una breve intervista. Grazie… lo apprezzo molto.

Dott. Marco Salerno:

Ciao Daniela, in effetti ricevo pazienti fino a tarda sera, ma ad un’amica non nego certo la mia disponibilità. E’ un piacere ritrovarci dopo la pausa estiva…

Daniela Cavallini:

Marco, a volte – se considero la posta che mi perviene… devo dire “spesso” – accade che un uomo dichiari di tenere ad una donna, ma la ignori. Non le telefona; chatta in modo sfuggente con lei, dedicandosi ad altre persone dei vari social; in caso di distanza logistica promette – o non esclude – incontri, tuttavia con astratta pianificazione. Una sorta di palese distonia tra il dichiarare interesse ad una donna e… lanciarle ogni tanto un osso come ad un cane randagio. “Non gli piaci abbastanza”, è l’unica percezione che mi sovviene, ma è davvero così?

Dott. Marco Salerno:

Daniela, ti ringrazio di avermi coinvolto in questa breve intervista. E’ un argomento che spesso tratto con le pazienti. Invito i nostri lettori e lettrici a soffermarsi sul fatto che oggi più che in passato le persone hanno il bisogno sempre piu’ marcato di ricevere continuamente conferme, ricorrendo ai molteplici strumenti telematici a disposizione che consentono di mantenere un contatto virtuale costantemente attivo. Il limite di questa “connessione permanente” e’ quello di contribuire a creare l’illusione che l’altro, pur stando in contatto con noi, abbia maturato un reale interesse verso la nostra persona. La realtà invece e’ che spesso l’eccesso di informazione e di comunicazione non veicola contenuti di valore. Per cui, quando una persona si chiede perché nonostante centinaia di messaggi, non c’è un reale desiderio di incontrarsi o perchè a volte scompare, la risposta e’ che il contenuto di quei messaggi, non e’ costituito da reali intenzioni. L’interesse dichiarato alimenta il bisogno narcisistico di essere apprezzato e riconosciuto come persona capace di amare ma che in realtà non desidera realmente l’altro, bensì vuole solo alimentare il circuito virtuale del corteggiamento a cui non segue la traduzione dell’intenzione in azione. Posso consigliare a chi ci legge di non crearsi aspettative magiche nei confronti di chi promette troppo ed e’ sfuggente, ma di rimanere ancorati alla realtà dei fatti e di chiudere la corrispondenza se alle parole non segue una azione. Inseguire non paga mai perchè non fa altro che alimentare il circuito della dipendenza affettiva e della frustrazione di non sentirsi corrisposti, facendo scivolare in una spirale di ostinazione continua che va interrotta sul nascere. Inoltre ci troviamo spesso a generare nella nostra mente l’idea di una persona solo in base a quello che ci ha scritto o detto ma questo non corrisponde alla persona vera e propria la quale, al dunque, appare essere diversa da quello che abbiamo immaginato. Per cui teniamo presente che realtà ed immaginazione, sono due dimensioni ben distinte e separate, dove la realtà è tale proprio perché può essere verificata e vissuta in prima persona, altrimenti rimane solo una fantasia.

Daniela Cavallini:

In un tentativo di dialogo con il possibile partner, una lettrice – in particolare – mi scrive che l’uomo “portatore insano” della distonia sopracitata, dichiara di provare emozioni nei suoi confronti, ma, proprio perché tiene a lei, si pone molte domande sino a “frenarsi”, chiudendo così il canale comunicativo quando avverte che il tono dei loro dialoghi diviene dolce, scegliendo di ritirarsi nel suo “guscio” . Ho pensato all’esempio dell’elastico e della caverna – ben spiegato da J. Grey – o ad un atteggiamento autopunitivo, tu – Marco – cosa ne pensi?

Dott. Marco Salerno:

A costo di sembrare duro consiglierei alla signora che ti ha scritto di lasciare perdere, perchè rischia di diventare la mamma o la psicologa dell’uomo in questione. Quando una persona presenta questa significativa difficoltà nel vivere le proprie emozioni e non riesce a tradurle in azione, probabilmente ha rilevanti nodi affettivi da risolvere, per cui chi le sta accanto si troverà a confrontarsi con ostacoli di cui non conosce l’entità. Se poi l’uomo in questione e’ disposto ad affrontare questi ostacoli, cambia completamente la situazione, poiché mostrerà la motivazione a mettersi in discussione, che puo’ costituire un buon punto di partenza per affrontare eventualmente il nodo irrisolto. Sfortunatamente, invece, ci si ostina a voler comprendere stati d’animo che neanche il diretto interessato conosce o si fantastica che grazie al proprio amore si potrà aiutare l’altro, dimenticando invece che, ogni cambiamento, necessita di determinazione e motivazione per raggiungere la consapevolezza di sè.

Ben diversa è la situazione in cui ci si trova di fronte ad una persona che non mostra alcuna propensione a mettersi in discussione, che si isola nelle problematiche o che non riesce ad affrontarle. In questo caso mi domanderei perché ostinarsi a perseguire una relazione con una persona non disponibile. Molte persone hanno la difficoltà ad abbandonare l’idea iniziale che avevano maturato durante i primi incontri e a prendere atto che la persona che avevano immaginato non esiste. Tutto questo e’ molto doloroso perché fa loro prendere contatto con la solitudine che non hanno ancora affrontato, mentre e’ fondamentale imparare a stare da soli in contatto con se stessi ed eventualmente solo dopo incontrare l’altro che non può essere la medicazione delle nostre mancanze.

Daniela Cavallini:

Marco, ti ringrazio anche a nome dei lettori, soprattutto delle lettrici, per le tue risposte che – scevre dai riferimenti prosaici, cui ho fatto riferimento nell’introduzione – percepisco molto costruttive e che offrono comunque apertura al prosieguo di un rapporto, esclusivamente là dove vi sia un potenziale partner “di spessore e valore”.

Colgo l’occasione per parteciparvi che, il Dott. Marco Salerno ed io, stiamo programmando un seminario dedicato alle problematiche di coppia, che si terrà a Milano, con data ancora da definire. Nel frattempo, voi tutti, preparate le domande che più vi stanno a cuore.

Un abbraccio!

Webgrafia:

http://www.lavoce.be/index.php/parlare-d-amore-con-amore/8797-lui-non-ti-telefona-l-assenza-di-segnale-e-essa-stessa-un-segnale

One Response to Lui non ti telefona? L’assenza di un segnale e’ essa stessa un segnale
  1. lEnzo luana Rispondi

    Interessante discussione

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