Medicare le ferite dell’anima: come rinascere dopo la fine di un rapporto con un narcisista

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Roma 28 gennaio 2016

 

a cura del dott. Marco Salerno
Il passo piu’ importante da compiere per riprendersi emotivamente dopo aver avuto una relazione con un/a narcisista e’ quello di mettersi al centro del proprio mondo, prendendo coscienza che non puo’ esserci altra persone se non se stesso che puo’ prendersi cura, rispettare e garantire protezione e stabilita’ emotiva.  Trattare se stessi come vorremo che gli altri facessero con noi e’ l’unico modo per tenere lontano le persone che intossicano la propria esistenza con ricatti, manipolazioni e sensi di colpa.
Dopo aver interrotto la relazione con un/a narcisista e’ indispensabile  non farsi piu’ riagganciare e ritornare a verificare se la persona e’ cambiata per alleviare il senso di vuoto e la sua mancanza. Il narcisista patologico nella maggioranza dei casi non cambia mai. Quando e’ presente il desiderio di tornare ad avere una relazione con un narcisista si innesca un processo di scissione e di rimozione, secondo il quale si separano i ricordi negativi  da quei pochi positivi e si rimuove tutto cio’ che ha fatto stare male, ricordando solo la sensazione di inebriamento e di piacere che le sue parole procuravamo quando  raccontava quanto amava e teneva alla relazione. Tali parole pero’ non si sono mai tradotte in azioni e tanto meno hanno costituito la base per avviare un progetto di vita comune. Il ritornare sui propri passi su spinta della nostalgia e della mancanza puo’ essere evitato solo ricordando il dolore  e le aggressioni verbali e fisiche ricevute, in questo modo si evitera’ di confondere la dipendenza e l’ossessione con la mancanza di un rapporto sano.

Come si vive il periodo successivo alla fine di una relazione con un narcisista?

 

 Il periodo che segue la fine di un rapporto con un narcisista e’ molto complesso e doloroso da attraversare, puo’ essere paragonato al disturbo post traumatico da stress. Il Disturbo Post Traumatico da Stress si manifesta come conseguenza di un fattore traumatico estremo, in cui la persona ha vissuto o assistito ad un evento che ha implicato morte, o minaccia di morte, una minaccia all’integrità fisica e psicologica propria o di altri. La risposta si caratterizza per paura intensa, sentimenti di impotenza e di paura,  l’evento traumatico viene rivissuto frequentemente con ricordi spiacevoli che si manifestano sotto forma di immagini, pensieri, incubi, sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando, un  disagio psicologico rispetto ad eventi che assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico, difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, irritabilità o scoppi di collera o pianto, difficoltà a concentrarsi, ipervigilanza ed esagerate risposte di allarme. L’insorgenza del Disturbo Post Traumatico da Stress può presentarsi anche a distanza di mesi dall’evento traumatico e la sua durata può variare da un mese alla cronicità.  I sintomi di chi vive il trauma da narcisismo assimilabili al DPS sono:

 

  1. Forte agitazione, paura, nervosismo, ansia, rabbia, senso di perdita, timore
  2. Perdita di appetito
  3. Depressione, scarso o nessun interesse nel raggiungere i propri obiettivi di vita, perdita di entusiasmo e nei casi piu’ gravi mancanza di volonta’ di vivere
  4. Difficolta’ nelle relazioni sociali, significativa diminuzione della socialita’, e paura di incontri con potenziali partner
  5. Comportamenti autodistruttivi come abuso di alcool e droghe, promiscuita’ sessuale, pensieri ossessivi, per attenuare il dolore della perdita
  6. Isolamento, diminuzione o azzeramento delle relazioni amicali e familiari
  7. Instabilita’ emotiva
  8. Significativa diminuzione delle strategie di coping (difesa): difficolta’ a prendere decisioni nella vita quotidiana, sentirsi travolti da sensazioni di disperazione, percezione di essere paralizzato e bloccato
  9. Disturbi fisici come cambi di umore repentino, indebolimento del sistema immunitario, scompensi ormonali, emicrania
  10. Disturbi del sonno: letargia o insonnia
  11. Pensieri ossessivi: pensare continuamente alla relazione con il narcisista, cosa fa , con chi sta, gli manco, mi pensa, ecc.
  12. Perdita di fiducia in se’
  13. Irritabilita’ e sensazione di perdere la testa
  14. Forte dipendenza dal narcisista pur sapendo che questa persona non e’ salutare per se’ ma allo stesso tempo incapacita’ di farne a meno
  15. Percezione di non riuscire a sopravvivere senza il narcisista
Come posso affrontare la fase traumatica dopo che ho interrotto la relazione con un/a narcisista?

 

Quando si interrompe la relazione con un narcisista si acutizza la reazione di dipendenza e di ansia da separazione che diventa tanto piu’ forte quanto piu’ tempo trascorre dall’ultima volta che lo si e’ visto. Probabilmente dopo aver tentato piu’ volte di separarsi da un narcisista, pur non riuscendo nell’intento, perche’ il senso di solitudine  e i pensieri ossessivi  hanno spinto nuovamene verso lui/lei , si arriva ad immaginare che quello che si prova sia vero amore, poiche’ non si riesce a farne a meno ma in realta’ e’ solo dipendenza.  Un amore autentico e’ un sentimento sano, sicuro, non ossessivo e reciproco dove non si viene svalutati e ricattati e soprattutto dove le parole sono seguite da azioni. L’unico modo per liberarsi da un narcisista e’ quello di evitare qualunque  contatto con lui/lei e chiedere aiuto ad uno specialista per lavorare sulle proprie emozioni e pensieri disfunzionali che non consentono di interrompere questo circolo vizioso.

 

Quali sono i pensieri che rendono difficle separarsi da un narcisista?

 

  1. Nessuna persona si puo’ sostituire a te ed aiutare a liberarti da un narcisista, e’ una battaglia che devi condurre da solo/a
  2. E’ solamenete una perdita di tempo aspettarsi che il narcisista cambi o modifichi o riconosca i propri comportamenti; il narcisista non cambia
  3. E’ solo in tuo potere uscire dal tunnel emotivo in cui ti trovi e risalire
  4. Non credere di riuscire ad affrontare questa situzione
  5. Non immaginare alcuna alternativa alla relazione con il narcisista
  6. Il dolore della perdita e’ troppo forte per cui e’ meglio prendere quello che il narcisista da nella relazione (nulla, poiche’ il narcisista illude)
  7. Non riusciere ad accettare l’idea che la persona amata sia un narcisista senza possibilita’ di cambiamento
Passare in rassegna questi pensieri disfunzionali permette di mettere a confronto quello che pensiamo con quello che sentiamo, prendendo contatto con le nostre emoozioni e la realta’ che stiamo vivendo. Il processo di liberazione passa per l’assunzione di responsabilita’ delle proprie azioni e per l’accettare che nessuno ha il potere di rendere felici ma che siamo noi gli unici in grado di individuare ed appagare i nostri bisogni e  successivamente di condividere parte della nostra vita con una persona sana e non con qualcuno che vuole sostituirsi a noi ma che in realta’ vuole solo piegarci al suo volere. Il partner di un narcisista non viene visto come e’ realmente ma e’ una pedina, uno strumento funzionale a colmare i vuoti che il narcisista vive. La strada per la liberazione e’ quella di partire da se’ stessi.

 

Bibliografia

 

M.T. Evans, Self care when recovering from narcissist abuse. www. Melanie Tonia Evans.com

 

5 Responses to Medicare le ferite dell’anima: come rinascere dopo la fine di un rapporto con un narcisista
  1. Gaia Rispondi

    Desidero ricevere questo articolo via email e se possibile i titoli di qualche testo che tratti il tema relaz con un narcisista…come troncare,come difendersi,come riconoscerli…perché si cade nella tela.grazie

  2. elisa principe Rispondi

    Ottimo articolo.Purtroppo troppe persone sono attratte da soggetti problematici. http://Www.psicologaprincipe.wordpress.com

  3. Angela Rispondi

    Salve,ho vissuto esattamente tutto ciò attraverso la relazione con la mia psicoterapeuta. Tutti i sintomi e le descrizioni fatte combaciano,ed ora mi trovo nella tremenda situazione di non saper decidere se affrontare l ultima seduta con lei oppure evitarla come la peste,disdicendo l ultimo appuntamento tramite mail.Ho il terrore possa riagganciarmi,sono in uno stato di confusione,dolore e sofferenza.

  4. trilli Rispondi

    buongiorno
    ho letto e apprezzato con attenzione tutti gli argomenti trattati da dr Salerno, tutti i vostri commenti e
    desidero condividere la mia esperienza con chi ha avuto o ha una relazione con un narcisista manipolatore
    prima di tutto voglio dire che ce la si fa ad uscire da questo tunnel, non bisogna arrendersi non bisogna cedere alla tentazione di ricontattare il carnefice, prendersi cura di noi e curare le ferite ricevute nell’anima.
    la mia esperienza è stata “breve” ma intensa…circa 18 mesi di montagne russe & calvario. sentivo che c era qualcosa che non andava ma non mettevo a fuoco non riuscivo.
    ho permesso tutto, consenziente e cosciente di tutto, avevo paura di perderlo, paura di perdere il nulla , mi aggrappavo ai primi 2 mesi di frequentazione in cui il mio aguzzino mi aveva fatta sentire speciale. io avevo bisogno di sentirmi speciale dopo anni di solitudine sentimentale e un matrimonio finito e quindi sono entrata nella sua tela tessuta da lui con vera maestria e precisione, a me sembrava il paradiso….
    i primi segnali ha cominciato a mandarmeli il mio fisico, iniziando a dimagrire e cominciando a soffrire d’insonnia.
    una persona invidiosa di tutto e tutti, senza sentimento e pietà.
    ho fatto cose per lui di cui provo ancora vergogna, mi sono umiliata anche sessualmente, tutto per compiacere lui per la paura di perderlo.
    non mi dilungo sulle dinamiche in quanto sono simili a tutti i casi che ho letto sul sito
    poi per fortuna ho deciso di occuparmi di me e della mia salute perché in 12 mesi sono dimagrita 10kg.
    cercavo spiegazioni patologiche ma dagli esami non risultava nulla, poi ho iniziato a non mangiare più se non quando ero con lui. non dormivo più e mi sentivo come una pezza da piedi. poi di colpo la mia bambina di 8 anni che lo ha conosciuto purtroppo, mi ha parlato dicendomi che a lei non piaceva quella persona che era troppo cattiva, lei è il mio angelo io non ero accorta di come la trattava male come la offendeva e spero di riuscire a perdonarmi questa leggerezza…in quanto ero presa a non deludere lui, ad adorarlo.
    dopo quasi un anno di osservazione e di giusitificazioni ai suoi comportamenti ho chiuso la relazione e ne sono stafelice. attualmente peso 40kg. sono una persona sana empatica che sorride alla vita e voglio rimettermi in forza per me stessa e per lamia bambina
    una domanda vi rivolgo : quali tipi di sentimento riescono a trovare questi individui così malati?
    grazie

    • maite Rispondi

      trilli ho letto la tua storia ed è esattamente la mia
      uguale identica…ho letto con i brividi …
      anche io dimagrita anche io insonnia anche io mangiavo solo con lui…anche io con la mia bambina ..uguale
      io sono in una fase critica, è passato un mese da quando l ho lasciato ma ancora è presente nella mia sfera emotiva. nn so quanto tempo ci vorrà.
      questi individui non provano sentimenti autentici credo che facciano tutto per un tornaconto personale, non si accontentano mai sono sempre alla ricerca del meglio per loro. una persona normale i sentimenti li manifesta anche in piccoli gesti senza dover parlare, loro invece recitano un copione, sono vuoti dentro, un buco nero

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