dipendenza relazionale

Liberarsi dalla manipolazione e dalla dipendenza affettiva: gruppo di aiuto a Roma

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Il Dott. Marco Salerno e la Dott.ssa Ilaria Monticone conducono esclusivamente a Roma dal  1 ottobre 2014, il gruppo di aiuto per liberarsi dalla manipolazione relazionale e dalla dipendenza affettiva.

 

Le persone affette da dipendenza affettiva sono terrorizzate di perdere chi amano, poiché lo considerano l’unica persona che può donare loro amore e affetto.  I dipendenti affettivi chiedono amore a chi non lo sa dare, dedicano la loro vita a soddisfare le richieste del manipolatore e rinunciano a ogni bisogno e desiderio pur di essere amati. La relazione che si instaura tra dipendete e manipolatore affettivo è un circolo vizioso che può essere interrotto solo quando il dipendente affettivo recupera l’autostima, inizia ad ascoltare le proprie emozioni e soprattutto impara a sentirsi finalmente una persona degna di essere amata che non ha bisogno di elemosinare amore.
L’esperienza della manipolazione affettiva devasta chi la vive che si sente sempre meno adeguato e capace di affrontare la vita, facendo dipendere il proprio valore dal giudizio del manipolatore.
Il manipolatore affettivo può essere il partner, o un familiare, un amico, un collega di lavoro che “utilizza” il bisogno di affetto della propria vittima suscitando in lei il senso di colpa, criticandola e aggredendola costantemente quando le sue richieste non vengono soddisfatte. Questo comportamento alla lunga scardina l’autostima della vittima, la quale si sente sempre meno adatta e degna di essere amata. Le conseguenze di questa spirale distruttiva sono devastanti per il dipendente affettivo che sviluppa una serie di sintomi, sia psicologici sia fisici come aggressività, ansia, paura della solitudine, tristezza, emicranie, disturbi digestivi, mancanza di appetito, disturbi del sonno, attacchi di panico e rabbia incontrollata.

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Il ciclo della dipendenza affettiva

  • Roma 28 gennaio 2014

A cura del Dott. Marco Salerno

La dipendenza affettiva può essere annoverata come una vera patologia che impedisce di instaurare una relazione stabile e soddisfacente. Lo psicologo Stephen Arterburn ha identificato le dieci fasi che definiscono il ciclo della dipendenza affettiva.

  1. Ossessione:  il soggetto è pervaso da pensieri romantici, la concentrazione è scarsa, la capacità di giudizio è assente ed emerge una marcata propensione ad alimentare fantasie romantiche ossessive. Questa fase si caratterizza per la presenza di una ossessione continua che spinge l’individuo a ricercare una persona con cui vivere una storia romantica. Il processo ossessivo può essere innescato da diversi episodi come l’incontro con una persona attraente o il vivere una fase di autocommiserazione  o depressione. Inoltre qualunque tentativo che il dipendente fa per non cadere nella dipendenza non fa altro che alimentare la dipendenza stessa.
  2. Caccia: inizia la ricerca di qualcuno o di qualcosa che possa placare il pensiero ossessivo. La ricerca influenza significativamente la vita del dipendente affettivo e terminerà solo quando avrà trovato la persona o la cosa che lo soddisferà o nel caso in cui venga scoperto.

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