tradimento

Quando la coppia va in crisi

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Roma 21 ottobre 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno

 

A volte gli aspetti che hanno fatto innamorare di una persona, le sue qualita’, i suoi pregi assumono un’aura negativa, arrivano ad essere insopportabili fino al punto di generare una vera e propria insofferenza. Lo psicologo F. Walsh ha evidenziato attraverso i propri studi che la differenza tra una coppia funzionale ed una disfunzionale sta nel grado di collaborazione tra i rispettivi partner, le regole stabilite e il loro mantenimento determinano il grado di stabilita’ e di aggregazione della coppia. Uno degli elementi che possono determinare la crisi di coppia e’ una distribuzione asimmetrica nel potere all’interno della coppia. Tale condizione crea una condizione di stanchezza e un calo dell’attrazione e del desiderio sessuale. Inoltre la capacita’ di esprimere le proprie emozioni reciprocamente, favorisce un clima di coesione e di ascolto grazie a cui ognuno si sente libero di essere se stesso. La principale causa che Walsh ha identificato per determinare una separazione e’ la mancanza di capacita’ di problem solving, poiche’ i partner non riescono ad individuare il problema che li affligge e ad esprimere il conflitto per paura di incrementarlo e di non essere piu’ capaci di gestirlo alla lunga. Tale tipo di coppie possono evolversi in due differenti direzioni, o si allineano al fatto di andare d’accordo a tutti i costi, trasformandosi in una coppia che non comunica ma si adatta passivamente l’uno all’altro o diventano i peggiori nemici.

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I colori dell’amore: teorie della vita amorosa

slide_9Roma 9 settembre 2015

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Psicologi e ricercatori hanno proposto un numero di differenti teorie sullamore, considerato una emozione umana di base non comprensibile facilmente pur coinvolgendo ogni persona. Lo psicologo ZickRubin sostiene che l’amore è composto da tre elementi di base che sono: l’attaccamento, il prendersi cura e l’intimità. Per attaccamento si intende il bisogno di ricevere cure, approvazione e contatto fisico con un’altra persona, il prendersi cura invece si riferisce ad una azione attiva tramite cui ci si prende cura di chi si ama, valutandone i bisogni nello stesso modo con cui si valutano i propri, mentre con il termine intimità si intende la propensione di condividere pensieri, desideri e sentimenti con un’altra persona. Oltre  a questo modello dell’amore è possibile individuare quello della psicologa Elaine Hatfield la quale rintraccia due tipi di amore di base: l’amore compassionevole e l’amore appassionato. L’amore compassionevole è caratterizzato da rispetto reciproco, attaccamento, affetto e fiducia e si caratterizza per sentimenti di comprensione e reciprocita’. L’amore appassionato invece si distingue per emozioni intense, attrazione sessuale, affettività e bisogno di vicinanza, per cui quando queste emozioni intense sono corrisposte, le persone sono felici e appagate.

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Relazioni liquide: perche’ e’ difficile mantenere una relazione di coppia duratura

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Roma 28 luglio 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno Psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Zygmunt Bauman filosofo e sociologo polacco, una delle personalita’ piu’ influenti degli ultimi decenni, ha affrontato nel suo libro, Amore Liquido, il tema delle relazioni di coppia  e  “come amarsi e rimanere insieme tutta la vita”. Bauman  sottolinea come la tecnologia non ha favorito il mantenimento di quell’impegno che un tempo sembrava, pur con difficolta’, piu’ facile da mentenere. Chat, social network, siti per dating on line, e agenzie virtuali di incontri hanno trasformato i sentimenti in merce da vendere ed acquistare, regalando la folle illusione che innamorarsi si altrettanto facile come acquistare un paio di scarpe. Tale meccanismo si basa sull’idea che e’ potenzialmente possibile conoscere milioni di persone nella rete ma questo ha portato ad un rapido consumo delle relazioni e ad un continuo bisogno di provare emozioni nuove e forti come se l’amore adulto coincidesse costantemente con una eterna fase di innamoramento. Bauman afferma che l’ “amore liquido” e’ un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura di un legame profondo e duraturo ed  e’ proprio il bisogno di essere amati che  spinge le persone ad una continua ricerca di appagamento pur non sentendosi sicuri di essere mai amati abbastanza.

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Il triangolo relazionale

Roma 16 gennaio 2014

A cura del Dott. Marco Salerno

Il triangolo relazionale è un tipo di relazione che si caratterizza per la mancanza di esclusività e di linearità del rapporto. Vivere una relazione a tre porta a sperimentare una sorta di ebbrezza e di felicità in un primo momento per poi realizzare il limite di questa situazione dovuta a fattori  come il fatto che la persona desiderata è sposata o che sta cercando qualcun altro. Le persone sane evitano i triangoli relazionali quando si rendono conto di viverne uno mentre il dipendente affettivo spera in ogni modo che il triangolo si risolva magicamente nel tempo. Il suo atteggiamento è guidato da una profonda difficoltà nell’interrompere una relazione e nell’incapacità di tollerare l’ansia di separazione poiché la fine di una relazione equivale a morire. In alcuni casi il dipendente affettivo può adottare atteggiamenti autolesivi come il suicidio o anche uccidere per interrompere la triangolazione, compiendo un vero e proprio “crimine del cuore”.

Il dipendente affettivo ha un alto livello di tolleranza alla sofferenza che origina da un vissuto affettivo disfunzionale, sperimentato nella relazione con i genitori quando era bambino. Il bambino/a è stato rifiutato da uno dei genitori mentre l’altro ha stabilito con lui un rapporto affettivo molto vincolante ed “emotivamente incestuoso”. L’esperienza edipica di amore e di identificazione con uno dei genitori non si è sviluppata in modo sano, radicalizzandosi in modo disfunzionale secondo uno schema di rifiuto e di accettazione continua.

Il triangolo relazionale è una condizione  che paradossalmente fa sentire al sicuro il dipendente affettivo che  si caratterizza per un alto livello di tolleranza al dolore e alla sofferenza emotiva. Alcuni dipendenti affettivi tendono inconsapevolmente a rivivere il triangolo relazionale della propria infanzia nelle relazioni adulte. Sperano che ci possa essere un finale diverso dal precedente ma si trovano sempre nella medesima condizione di dolore, sofferenza e frustrazione. Alcune persone accettano consapevolmente di vivere il triangolo relazionale per le forte sensazioni che questo fa provare loro, oscillando tra una condizione in cui immaginano di essere i prescelti ad un altra in cui provano un profondo senso di abbandono e di paura. Tali emozioni ricalcano quelle provate nelle prime esperienze edipiche durante le quali il bambino cerca di attirare in ogni modo l’attenzione di un genitore e di farsi scegliere rispetto all’altro. Nel caso in cui si viva un triangolo relazionale è fondamentale tenere presente che è una situazione molto dannosa per cui è fortemente consigliato chiedere un aiuto terapeutico per uscirne il prima possibile.

Ricordo ai lettori che dal mese di febbraio inizierà a Roma un percorso di gruppo su come affrontare efficacemente e liberarsi dalla dipendenza affettiva. Per ricevere le informazioni necessarie potete collegarvi al seguente link:

http://goo.gl/WN7mSq

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