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Roma 22 gennaio 2014

 

a cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta

 

Quando si parla di figli in Italia si dipinge  un quadro non particolarmente rassicurante perche’ le nascite sono in continua diminuzione. Nel 2013 ci sono state 511mila e 430 nascite, 60 in meno dell’anno precedente, un andamento che rende l’Italia uno dei paesi con meno nascite al mondo anche se un dato di nuova lettura e’ che un figlio su 4 nasce da una coppia di fatto. Le ricerche piu’ recenti sdoganano la gravidanza come una condizione che fino ad oggi e’ stata considerata di appannaggio esclusivamente femminile sia a livello biologico, che psicologico e sociale, rispetto alla quale l’uomo era collocate a margine. Alcune ricerche statunitensi,  tra cui una pubblicata sull’American Journal of Human Biology, rivista scientifica ufficiale che si occupa di biologia umana, ha studiato i cambiamenti che avvengono dal punto di vista ormonale nella coppia quando e’ in corso una gravidanza. La ricerca e’ inziata osservando i cambiamenti biologici nella donna che aveva in corso una gravidanza per poi spaziare e verificare se e quali cambiamenti avvengono anche nei futuri padri.

5 rimpianti prima di morire

levitra 20mg tablets priceRoma 13 gennaio 2014

 

a cura del dott. Marco Salerno

 

Alcuni mesi fa mi sono imbattuto in un articolo sull’Huffington Post che mi ha molto colpito perché raccoglieva le testimonianze di Bronnie Ware,  infermiera che assisteva malati terminali, per Unbounded Spirit  . E’ emerso che i rimpianti più frequenti per molti malati sono stati quelli di avere perso tempo ad inseguire obiettivi effimeri che non hanno permesso loro di stare in contatto con sé stessi e con i propri desideri più profondi. I cinque rimpianti più frequenti sono:

 

a) Avere il coraggio di vivere la propria vita e di realizzare i propri sogni: troppo spesso ci adattiamo e ci perdiamo compiacendo chi ci circonda senza mai chiederci come realmente vogliamo vivere. Prendiamo in prestito mille scuse e giustificazioni, tra cui “è più facile a dirsi che a farsi”, “non è facile”, “la crisi”, ecc. Siamo sprovvisti della capacità di guardarci dentro e prendere il coraggio a quattro mani per chiederci: “se questo fosse l’ultimo giorno della mia vita lo avrei vissuto così?” Proviamo a porci questa domanda e a vedere se la risposta che ci diamo ci soddisfa, non dimenticando che non abbiamo un tempo infinito a disposizione.

 

 b) Lavorare di meno: renderci conto di avere investito la maggior parte delle nostre energie nel lavoro, nel fare carriera, inseguendo il riconoscimento del nostro valore esclusivamente attraverso la crescita professionale. A questo punto alcuni potrebbero muovere l’osservazione che senza lavoro non si sopravvive, ed è vero ma il problema ormai è aver fuso e confuso l’ambito lavorativo con quello personale, privandoci degli spazi e del tempo che potremo dedicare a chi amiamo, in primo luogo a noi stessi.

 

Come smettere di rimandare: vincere la procrastinazione

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Roma 12 gennaio 2014

 

a cura del dott. Marco Salerno

 

Quante volte avete detto: “lo faccio domani!” e avete rimandato una decisone, un’azione che potevate fare oggi. Questo comportamento assume il nome di procrastinazione e consiste nel rimandare nel tempo quello che sarebbe auspicabile portare a termine oggi, come se, attraverso questa azione alleviassimo l’ansia che porta con sé prendere una decisione nel presente. In realtà la procrastinazione  implica rimandare una decisione nell’immediato,  consegnandoci a quel benessere illusorio di aver allontanato da noi il problema che non vogliamo affrontare ora.  In questo modo il presente che viviamo ci sembra un po’ più vivibile e accettabile anche se dimentichiamo che il futuro sarà compromesso dal peso delle decisioni che abbiamo rimandato oggi.  Hal Hershfield, professore alla Stern School of Business delle New York University, ha condotto una serie di studi sul modo in cui le persone considerano il presente e il loro futuro. Hershfield ha effettuato una analisi cerebrale attraverso la risonanza magnetica funzionale, monitorando la corteccia prefrontale e rilevando come attiviamo differenti aree cerebrali quando pensiamo al nostro presente o al nostro futuro.