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Modelli di relazione di coppia con un narcisista patologico

 

Roma 3 aprile 2021

A cura del dott. Marco Salerno

 

Una relazione di amore sana si caratterizza per la presenza di una eccitazione sessuale che si trasforma in desiderio erotico per il partner, oltre ad essere presente la tenerezza nei confronti dello stesso. La capacità di empatia consente di identificarsi con l’altro e di comprendere i suoi stati d’animo e si accompagna ad una forma matura di idealizzazione insieme ad un profondo impegno nei confronti dell’altro. Infine, è presente il carattere passionale della relazione d’amore nei seguenti aspetti: la relazione sessuale, l’investimento sulla coppia e la relazione affettiva ed emotiva.  In questi ambiti il narcisista mostra i suoi limiti perché l’unico investimento affettivo che attua e’ su se stesso amplificando in modo grandioso il proprio sé e tenendo emotivamente lontano il partner. La conseguenza di questa situazione è l’impossibilitàdi passare dall’eccitazione al desiderio condiviso, di provare tenerezza e di identificarsi con il partner. Il narcisista si ferma ad una attrazione sul piano estetico/fisico ma non riesce ad entrare nella dimensione affettiva dell’altro e della coppia. Inoltre, spesso ha più relazioni contemporaneamente per evitare di dipendere da una unica persona, mostra una incapacità di provare gratitudine e condivisione sia reale che ideale,nonché una incapacità di perdonare e di essere grati. Le varianti più severe della tipologia del narcisismo presentano anche tratti aggressivi fino ad arrivare ad aspetti sadici che si traducono in violenze fisiche e psicologiche. Il narcisista pretende che il partner diventi come lui lo desidera, per tenere a freno i sentimenti di invidia e di svalutazione. Imposta la relazione in una dinamica di sudditanza e di subordinazione, pretendendo dal partner che lo rispecchi nella sua grandiosità e che si assuma le responsabilità dei problemi della relazione che sono sempre attribuiti alle mancanze del partner stesso.

Le possibili interazioni tra soggetti che hanno tratti narcisistici e soggetti con altri assetti sono numerosi tanto da determinare differenti combinazioni di coppia. Alcune coppie tipiche possono essere costituite da due narcisisti che esaltano l’uno le doti dell’altro o che condividono la forte tendenza a innamorarsi costantemente o a essere sensibili agli aspetti estetici (apparenza fisica). Oppure e’ possibile che si crei una coppia tra il narcisista e il partner con aspetti di dipendenza affettiva che appare inizialmente gratificato ed è poi incapace di ribellarsi. Una ulteriore combinazione può essere tra una persona con disturbo narcisistico e un’altra con disturbo borderline di personalità. Entrambe le strutture di personalità  sono caratterizzate da un ‘organizzazione simile ( senso di vuoto e di non appartenenza), inoltre è presente in forme diverse il timore di entrare in relazione intima con l’altro. La differenza sostanziale tra  le due e’ che il narcisista ha una struttura grandiosa di sé rispetto al borderline più coesa e unitaria che gli permette di mettere meno in atto comportamenti abbandonici ed impulsivi. Un narcisista può essere attratto da un borderline perché le forme di idealizzazione che questi mette in atto lo portano ad una totale ammirazione nei confronti del partner, spesso visto in modo distorto rispetto alle sue caratteristiche positive o negative.  Il borderline non conosce sfumature emotive per cui il narcisista verrà lusingato ed adulato al fine di prevenire un possibile abbandono. Inoltre, il soggetto borderline nonostante abbia paura di essere lasciato, si trova a suo agio in una relazione priva di una reale intimità che lo spaventerebbe, per cui riesce a tollerare l’andare e il venire del narcisista. L’iniziale clima di equilibrio nel quale sia il narcisista sia il borderline si pone come colui che colmerà il vuoto dell’altro, e’ destinato a terminare poiché nessuno dei due soggetti ha il potenziale per costruire una relazione d’amore matura e nessuno dei due si fida dell’altro. Questi presupposti sono destinati ad esplodere in litigi nei quali, alla svalutazione e al disprezzo che il narcisista mostrerà nei confronti del partner, seguiranno reazioni rabbiose di quest’ultimo che a sua volta svaluterà il narcisista, salvo poi tornare sui suoi passi. Infatti i soggetti con disturbo borderline sono caratterizzati da bassa autostima e forti vissuti di colpa alternati ad un senso grandioso di sé. In caso di rottura della relazione, si attribuirà le cause della fine della relazione e tornerà a cercare di riconquistare il narcisista in ogni modo. Il narcisista essendo a sua volta svalutato e rifiutato, accetterà le nuove lusinghe e il ritorno nella relazione eciòinnescherà una dinamica perenne di reciproca distruzione.

Una altra combinazione di coppia e’ quella tra un soggetto narcisista e’ uno masochista. Nelle relazioni sentimentali i masochisti tendono a legarsi a partner fortemente idealizzati ma che poi  si dimostrano frustranti e deludenti. Solitamente le personalità masochiste hanno sperimentato in adolescenza una prima esperienza amorosa non corrisposta verso qualcuno di irraggiungibile e il sentimento provato non diminuisce con il passare del tempo ma si amplifica. Di solito portano avanti relazioni insoddisfacenti con partner maltrattanti poiché inconsciamente nascondono una tendenza all’autodistruttività e un sentimento di piacere legato alla sofferenza. Questo aspetto si manifesta anche nelle relazioni sessuali in cui l’eccitazione erotica può essere catalizzata da esperienze fisiche dolorose. Questi individui possono instaurare relazioni con persone narcisiste che presentano una componente sadica marcata, i quali provano piacere a infliggere sofferenza e sono caratterizzati da una sessualità egoista ed aggressiva. Sia durante l’atto sessuale sia durante la relazione, si instaura una dinamica di ruolo che richiama la forma di dominante e dominato: in una coppia sposata il soggetto narcisista può mettere in atto atteggiamenti violenti a livello sia fisico che psicologico ed intrattenere relazioni extraconiugali, frustrando e ferendo il partner ma questi difficilmente interromperà la relazione, giustificando la scelta di restare con motivazioni poco chiare del tipo “il bene dei figli”. Quando la diade coniugale e’ caratterizzata da due individui affetti da una patologia conclamata, la relazione può degenerare in una più grave situazione psicopatologica di entrambi i partner. La dipendenza affettiva può essere anche considerata la risultante delle proiezioni narcisistiche sul partner che finiscono per farlo sentire un’appendice dell’altro svuotato e privo di senso senza la persona amata, conseguenza delle lesioni profonde inflitte alla sua autostima. Il partner del narcisista attribuisce a se stesso la responsabilità dell’indifferenza dell’altro e del suo atteggiamento così diverso dalle prime fasi della relazione, senza rendersi conto che in precedenza si stava relazionando con una falsa identità.  La tendenza del narcisista ad evitare il confronto, genera confusione e i contenuti del pensiero del partner finiscono per essere completamente orientati verso il tentativo di chiarire l’ambiguità’ che le discussioni si lasciano dietro. Spesso l’ansia generata dalla relazione si manifesta attraverso somatizzazioni (inappetenza, cefalea, ecc.). Il rapporto con un narcisista può generare un’esperienza traumatica che lascia segni profondi sul partner, il quale si sentirà sempre più vulnerabile provando la paura di provocare reazioni negative nel partner e finirà per sentirsi impotente e privo di risorse.

Il narcisista grandioso non percepisce i suoi aspetti disfunzionali come negativi anzi cerca di mantenere questi aspetti disadattavi intatti.  Il modello “Agency Model” (Campbell, Foster, Green, 2008) considera le relazioni narcisistiche come parte di un processo funzionale alla regolazione dell’autostima del soggetto. Il modello individua cinque caratteristiche:

  1. L’attenzione rivolta al dominio sull’altro anziché alla creazione di relazioni basate sull’intimità;
  2. Un’immagine di sé grandiosa;
  3. Il mantenimento e l’incremento di una autostima ipertrofica;
  4. Un senso di diritto;
  5. La reiterazione a mantenere la sua condizione inalterata.

Per un soggetto narcisista la certezza di essere interessante agli occhi degli altri si accompagnerà ad un atteggiamento estroverso e alla convinzione di essere ammirato e questo aumenterà a sua volta l’autostima, di conseguenza il senso di grandiosità del narcisista aumenta. Le persone che lo circondano sono il carburante per l’autostima del narcisista e sono funzionali al suo modo di essere. I modi in cui utilizza le persone a lui vicine passano per lo sfruttamento della loro ammirazione oppure del loro successo. Infine, li usa come contenitori in cui depositare la sua rabbia e i suoi fallimenti. Il narcisista di solito nasconde i suoi tratti disfunzionali quando si trova in situazioni nuove e suscita simpatia ed interesse negli altri per il fascino che lo contraddistingue. Con il passare del tempo le persone che lo iniziano a conoscere, avanzano richieste che il narcisista non riesce a soddisfare anche a causa dell’eccessiva sicurezza in se stesso. Il narcisista prende decisioni rischiose e superficiali e diventa meno attraente agli occhi degli altri anche per le sue maniere arroganti.

Chi sta in relazione con un  narcisista entrerà in una spirale  discendente che Campbell rappresenta con il modello “Chocolate Cake model”. In tale modello il narcisista è paragonato ad una torta al cioccolato in virtù del suo fascino iniziale che viene preferito al cibo salutare (relazione sana) ma che crea dipendenza e alla lunga nuoce alla salute come il narcisista che attrae e distrugge. Il partner narcisista inizialmente sembra una persona affascinante e attraente mentre con il passare del tempo si rivela egocentrico, materialista, ingannevole, controllante, provocando la sensazione di sentirsi usati. La percezione del partner narcisista cambia in peggio con il progredire della relazione e lascia pesanti strascichi sul piano emotivo con una significativa presenza di rabbia, impotenza e dolore.

 

 

 

Le motivazioni per cui un narcisista vuole chiudere una relazione: noia, ricatto, mancanza di empatia

Roma 15 febbraio 2021

A cura del dott. Marco Salerno

 

Quando il partner vuole dedicare tempo a se stesso, a coltivare attività ed
interessi o a riposarsi, lo psicopatico non lo accetta. I momenti di solitudine lo
turbano profondamente poiché non avendo una coscienza non ha nulla a cui
pensare per cui se chi gli sta accanto non lo ricopre di attenzioni, la noia e’ in
agguato. L’individuo tossico tende ad annoiarsi ed e’ alla continua ricerca di
stimoli per distrarsi da questa condizione persistente. Non sopporta di stare solo
per lunghi periodi a differenza dei soggetti sani che sanno apprezzare
l’introspezione e il contatto con le proprie emozioni. Lo psicopatico non ha una
propria identità definita e trascorre il tempo ad imitare gli altri creando un falso
. E’ mancante di empatia per cui non e’ in grado di entrare in contatto con
alcuno, costretto a stare da solo o ad impiegare il tempo ricorrendo al sesso,
alcool, droga o alla manipolazione degli altri.

Le relazioni sentimentali sono l’unico
mezzo che lo psicopatico ha per combattere la noia e per ricevere attenzioni.
Inizia a maltrattare la propria vittima quando ne trova una nuova di cui immagina
di essere innamorato. La fase di idealizzazione per lo psicopatico e’ solo un
momento transitorio per combattere la noia ed infliggere abusi per ricaricarsi
emotivamente. Dopo l’idillio iniziale la vittima si sente esausta perché’ ha
l’impressione di non sentirsi mai sola, sempre indaffarata a programmare impegni
per riempire il vuoto dello psicopatico che si circonda di persone con uno spiccato
senso genitoriale che lo sostengono in continuazione. Ha bisogno di circondarsi di
molte persone per ricevere continuamente attenzione e per non passare molto
tempo da solo. La noia più dolorosa arriva quando perde ogni interesse verso il
partner e le qualità che ammirava in lui/lei sono diventati solo difetti insostenibili.
Il coinvolgimento e la passione del passato sono solo un lontano ricordo e la
vittima si sente abbandonata ed isolata senza ragione, ridotta ad essere una delle
alternative a sua disposizione pur di non chiudere la relazione.
Lo psicopatico ha una personalità litigiosa ma non lo ammette mai, accusa sempre
gli altri di non capire mai i suoi bisogni. Provoca continuamente litigi pur
mantenendo un’aria innocente e non assumendosi mai la responsabilità delle sue
azioni. Fa osservazioni impercettibili mentre gli altri si arrabbiano e vengono feriti
ma lo psicopatico non si sente toccato in alcun modo da queste reazioni. La
modalità comunicativa che usa con le persone si caratterizza per maldicenze ed
insulti dopo averli idealizzati per un certo tempo. In ogni caso si dipinge sempre
come vittima di persone che gli fanno un torto senza che lui abbia fatto o detto nulla.

Lo psicopatico dopo aver criticato le sue vittime, le cerca a distanza di
tempo, suscitando in loro compassione senza che venga condannato il suo
comportamento. Durante la relazione la vittima ha potuto anche sperimentare
rabbia ed antipatie verso terzi di cui lo psicopatico le ha parlato negativamente
senza alcuna ragione, causando invidia e dissapori verso persone che non hanno
compiuto nulla di grave, generando un diffuso risentimento reciproco. Durante
l’idealizzazione e il “love bombing” la vittima considera lo psicopatico una persona
normale e che tutti gli altri siano invidiosi e malintenzionati; la relazione con lui
sembra unica poiché viene visto come la persona a lungo desiderata. Dopo
qualche tempo la realtà cambia, lo psicopatico inizia a parlare male di chi gli sta
accanto, la sensazione che il soggetto tossico vuole infondere e’ che la realtà sia
contro di lui in modo tale da diventare l’unica fonte di felicità. Si definisce una
vera e propria realtà fittizia in cui la vittima deve inventarsi sempre giustificazioni
per tutelare lo psicopatico che si sente vittima di chi lo circonda. Dopo aver
interrotto la relazione con lo psicopatico e durante il processo di guarigione, la
vittima si rende conto che la realtà che aveva vissuto fino ad allora era solo un
inganno. Prende coscienza che il partner non era quella persona unica che
credeva ed inoltre inizia anche a dubitare di tutte le persone che la circondano,
sentendosi profondamente sola. Gradualmente si ristabilisce la fiducia con le
persone vicine che non sono inaffidabili come lo psicopatico aveva fatto credere e
grazie a questo si medicano le ferite che la relazione con un individuo tossico ha
provocato nel tempo. Alla fine la vittima si rende conto che l’unica persona
negativa e disturbata era il proprio partner e non chi la circondava.

Bibliografia:

J.Mckenzie, Questo amore fa male, Giunti Editore 2019

I comportamenti di un narcisista psicopatico: come riconoscerli e starne alla larga

Roma 10 dicembre 2020

 

A cura del dott. Marco Salerno

 

Lo psicopatico priva la propria vittima della dignità negando quello che ha finto di
provare durante il periodo di idealizzazione ed insinua che non siete piu’ la
persona giusta. Dopo aver creato una relazione dipendente, sfrutta questo potere
per creare disperazione e desiderio fino a che il desiderio della vittima diventa un
vero e proprio incubo. Gli aguzzini emotivi generano nelle vittime un senso di
vergogna, instabilità ed inferiorità poiché sono incapaci di relazioni sane. Gli
individui tossici non riescono a controllare i loro partner, per cui demoliscono
l’autostima con lo scherno e la gelosia costruita ad arte. La vittima può avere
tendenze perfezioniste per soddisfare le aspettative dello psicopatico. In questo
modo si configura una dinamica bizzarra in cui l’aguzzino viene idealizzato benché
sia bugiardo ed infedele mentre la vittima viene svalutata, pur avendo investito
più energie in questa relazione che in qualunque altra.
Il soggetto tossico logora l’autostima fino al punto in cui la vittima e’ grata di quel
poco che riceve e si accorge dell’accaduto solo quando e’ troppo tardi. La vittima
si trova a giustificare le reazioni del partner ma ha difficoltà nel prendere atto che
e’ cambiato qualcosa nel rapporto. Si passano ore accanto al telefono, si
annullano gli impegni della giornata, lo si cerca frequentemente nella speranza di
essere ascoltati e di rigenerare l’idillio iniziale soltanto per ottenere risposte
scostanti, fino ad arrivare ad amplificare gli aspetti positivi della sua personalità
per continuare a mentire a se stessi. Nella vittima si genera un’ansia senza fine e
si è incapaci di mettervi un freno, accettando qualunque cosa pur di ricevere l’
attenzione del partner. Il suo giudizio sull’aspetto fisico diventa sempre più severo
senza farsi scrupolo a sottolinearne i presunti difetti. Lo psicopatico e’ affascinato
dai complessi legati all’esteriorità facendo complimenti saltuari per farvi aspirare
alla perfezione. L’autostima della vittima dipende dalle sue opinioni altalenanti,
per cui il suo umore diventa instabile. Oltre a sminuire in privato, l’individuo
tossico umilia anche di fronte agli amici, seppure nascondendosi dietro un intento
scherzoso fino al punto in cui gli altri si schierano a volte dalla sua parte poiché
non comprendono la gravità della situazione. Lo psicopatico non prova il minimo
rimorso quando esagera con le battute e liquida le eventuali proteste accusando
la vittima di ipersensibilità. La vittima asseconda il suo carnefice, accettando il
ruolo del partner pazzo e stupido, il cui unico scopo e’ accontentare l’amato.
Intanto lo psicopatico tiene buona la vittima attraverso l’utilizzazione di ricordi
sporadici della fase dell’idealizzazione.

Se si raggiunge il punto di rottura, lo psicopatico e’ pronto a ripiombare addosso

alla vittima con promesse di amore e affetto illimitate. Anche se non si assume mai

la responsabilità della propria condotta, queste distrazioni superficiali bastano

alla vittima per convincerla che e’ ancora la persona di cui si e’ innamorata.
Durante la relazione con il soggetto tossico nascono emozioni mai provate prima:
ansia, paranoia, gelosia e paura della perdita. Il senso di colpa si presenta nella
vittima con maggiore frequenza ogni qual volta lo psicopatico la accusa di qualche
errore che ha generato in lui rabbia e malessere. E’ un vero provocatore seriale
che identifica le persone flessibili ed accomodanti, sfrutta queste qualità
provocando senza sosta la vittima con mortificazioni e svalutazioni. La preda cerca
di evitare conflitti mostrandosi affabile e scegliendo di perdonare queste
condotte per il quieto vivere. Il provocatore si ostina a tormentarla fino a farla
esplodere e solo a quel punto si finge sorpreso e si meraviglia di quanto l’altro sia
aggressivo e volubile, costringendolo a sentirsi in colpa e a chiedere scusa. La
differenza e’ che la vittima prova rimorso, deve essere calma e tollerante
qualunque cosa accada mentre l’aguzzino non sente nulla, si sente in diritto di
fare tutto quello che gli passa per la testa. Spesso la vittima crede di comprendere
e sopportare tutti i problemi della relazione, cercando di razionalizzare e trovare
una spiegazione ai comportamenti irrazionali dello psicopatico. Nella fase iniziale
della relazione l’individuo tossico lusinga la vittima e si complimenta per i pregi e
la perfezione della vittima la quale non si oppone mai alle provocazioni dello
psicopatico. Ad un certo punto si inizia ad annoiare e l’idealizzazione perde di
valore finché le qualità della vittima diventano strumenti da usare contro di lei.
Quando lo psicopatico si sente minacciato o si annoia, usa spesso la schizofasia o
insalata di parole per distrarre la vittima. In realtà non dice nulla ma si limita a
blaterare e ad elencare affermazioni senza alcun senso. La schizofasia
comprende:

1) Le conversazioni circolari durante le quali la vittima immagina di aver risolto
un problema ma in realtà si ritrova a discutere sempre dello stesso tema
poiché lo psicopatico ignora ogni argomentazione e vuole imporre le
proprie.

2) Lo psicopatico richiama sempre gli errori passati della vittima ed ignora i
propri. Se viene evidenziato un suo comportamento scorretto, il soggetto
rispolvera un vecchio errore della vittima che non ha alcun nesso con la
situazione attuale.

3) Il tono condiscendente. Per tutta la conversazione lo psicopatico mantiene
un atteggiamento imperturbabile, valutando le reazioni della vittima per
vedere fino a quale punto può spingersi. Quando la vittima si arrabbia, la
critica e le dà della pazza. Lo scopo della schizofasia e’ quello di disorientare
l’interlocutore e la conversazione e’ vissuta come una competizione.

4) Accusa la vittima di cose che fa in prima persona. Durante una discussione,
lo psicopatico non si fa scrupolo ad attribuire alla vittima caratteristiche
orribili, tale comportamento non e ‘ solo una proiezione ma e’ un atto
volontario di calunnia per suscitare una reazione nella vittima.

5) Le personalità multiple. Durante la conversazione schizofasia e’ probabile
trovarsi di fronte a diverse personalità che userà in funzione delle reazioni
della vittima. Fa leva sul senso di colpa, la lusinga, la seduce, la svaluta, a
seconda delle reazioni della vittima.

6) L’eterna vittima. I tradimenti e le menzogne dello psicopatico devono
essere compresi, vuole essere compatito e compreso poiché c’e’ sempre
una ragione e una giustificazione per i suoi comportamenti. L’individuo
tossico fa la vittima ma l’unico ad essere maltrattato e’ la vittima.

7) Iniziare a spiegare le emozioni umane fondamentali. La vittima si trova nella
condizione di spiegare concetti come empatia e gentilezza, ma questi non
attecchiscono nella mente dello psicopatico. La domanda più frequente che
la vittima si pone e’ che se lo psicopatico capisse come si sente la vittima
non si comporterebbe in quel modo ma non e’ così. Nella fase iniziale della
relazione appare buono e gentile ma non sente tali emozioni per cui si
annoia con facilità.

8) Le giustificazioni. Lo psicopatico non riconosce di fare brutte figure e non
accetta critiche, snocciola più giustificazioni che promesse. Le azioni non
corrispondono mai alle parole, e quelle volte che accade questo sembra
essere un miracolo.

9) Conversazioni che prosciugano. E’ possibile passare ore a discutere e a
rimuginare sulla discussione. La vittima arriva al punto di esaurire l’energia
emotiva e non riesce più a concludere nulla, passa in rassegna
argomentazioni per capire cosa e’ accaduto e sente il bisogno di difendersi
in una condizione di perenne allerta. Cerca una soluzione diplomatica che
distribuisca equamente le colpe e dia ad entrambi, vittima e psicopatico, di
scusarsi e fare pace ma alla fine la vittima e’ l’unica a chiedere scusa.

Consulenza psicologica on line su Skype e Whatsapp

 

A cura del dott. Marco Salerno

Roma 16 ottobre 2020

La psicoterapia online su Skpye  è una forma di terapia che viene fatta attraverso due dispositivi connessi a internet: da una parte c’è il terapeuta, e dall’altro c’è il paziente. Il terapeuta e cliente si vedono e si sentono grazie a una webcam,  a un microfono e  a degli altoparlanti o auricolari. I programmi piu’ usati per  svolgere la psicoterapia on line o una consulenza psicologica  sono Skype, Zoom, Whatsapp video, Webex. Personalmente uso  molto spesso Skype e Whatsapp video oltre alla terapia vis a vis.

La psicoterapia online e’ tanto efficace quanto quella vis-a-vis.  Non a caso la letteratura scientifica mostra come la consulenza psicologica on line   o la psicoterapia online  sono molto efficaci nella promozione del benessere psicologico (Manicavasagar et al., 2014), nella gestione dei momenti di  cambiamento, nel superare i traumi e portano ad un significativo miglioramento psicologico del paziente (Mallen et al., 2005).

Inoltre, la psicoterapia online e’ molto utile alle persone che:

  • hanno bisogno di appuntamenti in orari particolari e non hanno tempo di recarsi presso lo studio del professionista
  • non hanno modo di spostarsi dalla loro abitazione a causa di condizioni psicologiche difficili come attacchi di panico, agorafobia, timidezza
  • risiedono in zone da cui e’ difficile raggiungere lo studio professionale
  • sono italiani residenti all’estero
  • dopo aver iniziato una terapia di persona decidono di trasferirsi in un’altra città o in un altro paese, il passaggio alla terapia online è una buona soluzione per non interrompere una relazione terapeutica che funziona e dover ricominciare tutto da capo con un nuovo professionista
  • sono abituate fin da piccole a una comunicazione mediata da chat e chiamate, per cui la terapia online risulta più rassicurante di un incontro di persona (pazienti giovani)

Le strategie emotive del narcisista per sedurre la propria vittima

Roma 19 settembre 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Quando incontri un narcisista psicopatico non lo riconosci subito, la maggior parte delle volte ti sembra di aver trovato un tesoro, la persona che hai sempre desiderato, l’uomo o la donna che ti capisce davvero, che prova quello che hai provato tu, l’altra metà della mela. Sfortunatamente queste impressioni durano ben poco ma quanto basta per innescare un processo irreversibile che vi condurrà nelle braccia del vostro aguzzino. Quanto più il narcisista vi elogia e vi desidera tanto più si rifornisce di energia e colma il proprio vuoto emotivo attraverso la vostra presenza e il vostro amore fino a quando il vostro cuore non e’ nelle sue mani e lui/lei ne potrà disporre come vorrà facendovi patire un dolore che mai avreste immaginato. Il processo che conduce alla creazione di una relazione con un narcisista si articola lungo tre fasi:

 

  • L’idealizzazione: durante questa fase vi sentirete come mai prima, pensate solo a lui/lei, volete condividere ogni momento insieme, la sua persona vi coinvolge sul piano emotivo, sessuale, affettivo, vorreste scrivergli e sentirlo in ogni momento dello giornata. Tutto il resto perde di importanza, iniziate a pensare ad un futuro insieme perché e’ lui l’uomo della vostra vita. Tutto questo viene alimentato dal narcisista psicopatico che vi dirà ciò che vorrete sentirvi dire, le sue parole sono la risposta perfetta ai vostri desideri. In realtà dietro a quelle parole non ci sono gli stessi sentimenti che provate voi, sono solo parole vuote per farvi innamorare, un vero bombardamento emotivo che vi porta ad aprire il cuore e a confidarvi con lui. Si innesca in voi un procedimento chimico che va a stimolare i centri del piacere e vi fa abbassare le difese, le insicurezze sembrano finalmente aver trovato pace grazie all’incontro con una persona da cui vi sentite capiti.  Il narcisista psicopatico imita e riproduce quello che la vittima gli dice di sé, si appropria dei vostri desideri e sogni  e vi illude facendovi credere che sono anche i suoi. Niente di più falso, non capisce nulla di quello che imita ma cerca in ogni modo di illudervi con l’idea che non incontrerete mai più nessuno come lui. Lo psicopatico non avendo una sua personalità prende in prestito quella altrui, la imita in modo superficiale e quando ne trova un’altra le getta via senza alcun rimorso mentre voi vi contorcete dal dolore senza capire perché si e’ comportato in questo modo. Vi parla di convivenza e matrimonio dopo poco tempo, siete solo voi gli unici con cui vuole  avere dei figli e creare una famiglia. Intercetta le insicurezze della vittima e le fa proprie riproducendole per farsi compatire, perché i suoi problemi sono più gravi dei vostri. Questo e’ un punto fondamentale perché vi sentirete quasi in dovere di doverlo comprendere e supportare, i prescelti, gli unici che possono davvero capirlo ed aiutarlo. Lo psicopatico apprezza i vostri sforzi e la vostra dedizione e vi spinge a fare sempre di più, lo vedete come una persona fragile e bisognosa che vi ha scelto e che ha bisogno del vostro supporto. Tutto questo però e’ falso perché si basa su una vera simulazione emotiva che il narcisista mette in atto ogni giorno nei vostri confronti solo per legarvi sempre più a lui/lei.  Sul piano fisico il narcisista vi copre di complimenti e vi fa sentire unici, vi adora e vi riempie di elogi, alimenta la vostra autostima e accresce la fiducia in modo artificiale e falso.  Questi complimenti diventeranno dopo poco tempo un lontano ricordo perché le critiche e la svalutazione inizieranno a prendere il sopravvento nella fase successiva quando l’idealizzazione sarà finita.  Il vero cavallo di battaglia del narcisista psicopatico e’ il concetto di anima gemella con cui vi bombarda nella fase iniziale della relazione. Vi convince che siete destinate a stare insieme per sempre, che un volere superiore, a cui non potete sottrarvi,desidera tutto questo. E voi gli credete perché siete persone amorevoli, indulgenti ed empatiche ma soprattutto perché il narcisista psicopatico riproduce le fantasie e i desideri più intimi della sua vittima, convincendola di essere la persona giusta da tempo desiderata. A questa fase farà tra poco da contraltare il processo di svalutazione, durante il quale la vittima si addosserà ogni colpa per ricostruire il ricordo perfetto di quella persona che una volta sosteneva di essere l’anima gemella. Ma ancora peggio sarà quando la vittima si illuderà che lo psicopatico potrà tornare ad essere la persona che era in passato grazie al suo amore. Il vero dolore sarà quello di rendersi conto che l’anima gemella non e’ mai esistita, era solo una illusione generata dalle parole di un essere disturbato e dal nostro bisogno di amore.

 

Come riconoscere un individuo tossico

Roma 30 agosto 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Ritrovarsi in una relazione con uno psicopatico e’ un vero dramma ma puo’ diventare anche un’occasione per prendere in mano la propria vita e dare una decisa sterzata ad una esistenza flagellata da chi la intossica ogni giorno  per non trovarsi più circondati da persone simili.

Chi sono gli psicopatici?

Tra questi si annoverano i narcisisti, i sociopatici, i manipolatori, un nutrito gruppo di persone che si caratterizzano per la totale assenza di responsabilità,  di empatia e di senso di colpa, danneggiano gli altri anche di proposito in modo sadico e allo stesso tempo li illudono. Non e’ un caso che il ciclo relazionale di tutte queste personalità e’ molto simile e si distingue per le seguenti fasi: idealizzazione, svalutazione ed abbandono. Approfittano della disponibilita’  di chi si innamora di loro, danno sempre risposte vaghe, manipolano la compassione per poi sferrare i colpi quando viene chiesta loro chiarezza e spiegazioni del loro comportamento. Inducono dubbi sulla capacità di amare, umiliano e mortificano le vittime, inducendo ansia e minando l’autostima fino alle fondamenta. I loro comportamenti si spingono talmente oltre che chi sta insieme a loro, vive in  una condizione di perenne terrore di dire le parole sbagliate o di agire in modo non gradito. Una condizione che si riassume nella costante paura dell’abbandono, di essere colpevoli e di rovinare la relazione.

Il primo passo da fare per liberarsi da uno psicopatico e’ quello di imparare a riconoscerlo a distanza o come si dice in gergo ad annusarlo. Per riconnoscere uno psicopatico dovete fidarvi delle vostre emozioni, delle sensazioni che il vostro corpo vi trasmette ma soprattutto dovete fidarvi di voi.

Come posso fidarmi di me?

Smetti di guardare cosa fa l’altro, di chiederti cosa pensa, perché reagisce in un certo modo ed inizia a chiederti cosa senti e pensi TU. La vera svolta e il passaggio dal TU all’IO. Da ora in poi  sarai tu il protagonista di ogni istante della tua vita e non più lui o lei. Lo psicopatico cade dal piedistallo su cui TU lo hai collocato.

Gli psicopatici relazionali secondo J. Mckenzie  si riconoscono attraverso i seguenti segnali:

Come affrontare la fine di una relazione


 

Roma 3 agosto 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Spesso ci fissiamo su una relazione senza futuro o finita da tempo perché non vogliamo accettare il fatto che sia arrivata al capolinea, il dolore che vediamo all’orizzonte sembra essere troppo da sopportare e abbiamo paura di affrontarlo. Rimanere in una situazione ormai stagnante non ci aiuta in alcun modo, anzi rimandare il momento del distacco e prendere atto del fatto che sono rimasti solo i ricordi di una storia, amplifica la paura della fine.

La fine di una storia equivale ad un lutto, e’ una perdita vera e propria, una separazione definitiva ed irreversibile che ci porta a volte a ricordare solo i momenti belli e a dimenticare le ragioni che ne hanno decretato la fine. Ripercorriamo con la mente ogni momento della relazione, andiamo alla ricerca del “colpevole”, di quel fatto o di quella situazione o persone che hanno incrinato in modo irreparabile il rapporto. Ma la realtà e’ che una storia inizia a finire quando entrambi i partner non si rendono conto che i sentimenti di uno o di entrambi stanno cambiando, che alle parole non seguono più  i fatti e che si sta diventando sempre  estranei l’un l’altro. Non ci sono strategie per affrontare la fine di una storia ma esiste una strada per riprendere in mano la propria vita e per liberarsi dal dolore. Ogni evento doloroso che ci capita ha un significato, sono segnali che ci indicano che quello che stiamo vivendo non era adatto a noi, non consentiva di esprimere le parti più profonde della nostra persona e ci relegava ad adattarci ad una situazione  a volte anche comoda pur sempre soffocante e limitante.

Il dolore può essere visto come un’ingiustizia oppure come uno strumento che aiuta a crescere: spetta a noi decidere come sfruttarlo. Bisogna lasciarlo andare, fluire, attraversare, evitare di continuare a chiedersi chi ha sbagliato cosa o darsi tutte le colpe. E’ finita e bisogna ripartire perché la vita e’ una e abbiamo sempre un’altra possibilità di stare bene. Nella fase iniziale della rottura e’ importante imparare a riconoscere e a convivere con le emozioni di rabbia, tristezza e gelosia, non ricercando i motivi della fine della storia, di cosa si avrebbe potuto fare di più o di chi e’ la colpa. L’importante e’ stare nel presente, nel qui e ora, a contatto con le proprie emozioni anche se dolorose.