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Consulenza psicologica on line su Skype e Whatsapp

 

A cura del dott. Marco Salerno

Roma 16 ottobre 2020

La psicoterapia online su Skpye  è una forma di terapia che viene fatta attraverso due dispositivi connessi a internet: da una parte c’è il terapeuta, e dall’altro c’è il paziente. Il terapeuta e cliente si vedono e si sentono grazie a una webcam,  a un microfono e  a degli altoparlanti o auricolari. I programmi piu’ usati per  svolgere la psicoterapia on line o una consulenza psicologica  sono Skype, Zoom, Whatsapp video, Webex. Personalmente uso  molto spesso Skype e Whatsapp video oltre alla terapia vis a vis.

La psicoterapia online e’ tanto efficace quanto quella vis-a-vis.  Non a caso la letteratura scientifica mostra come la consulenza psicologica on line   o la psicoterapia online  sono molto efficaci nella promozione del benessere psicologico (Manicavasagar et al., 2014), nella gestione dei momenti di  cambiamento, nel superare i traumi e portano ad un significativo miglioramento psicologico del paziente (Mallen et al., 2005).

Inoltre, la psicoterapia online e’ molto utile alle persone che:

  • hanno bisogno di appuntamenti in orari particolari e non hanno tempo di recarsi presso lo studio del professionista
  • non hanno modo di spostarsi dalla loro abitazione a causa di condizioni psicologiche difficili come attacchi di panico, agorafobia, timidezza
  • risiedono in zone da cui e’ difficile raggiungere lo studio professionale
  • sono italiani residenti all’estero
  • dopo aver iniziato una terapia di persona decidono di trasferirsi in un’altra città o in un altro paese, il passaggio alla terapia online è una buona soluzione per non interrompere una relazione terapeutica che funziona e dover ricominciare tutto da capo con un nuovo professionista
  • sono abituate fin da piccole a una comunicazione mediata da chat e chiamate, per cui la terapia online risulta più rassicurante di un incontro di persona (pazienti giovani)

Le strategie emotive del narcisista per sedurre la propria vittima

Roma 19 settembre 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Quando incontri un narcisista psicopatico non lo riconosci subito, la maggior parte delle volte ti sembra di aver trovato un tesoro, la persona che hai sempre desiderato, l’uomo o la donna che ti capisce davvero, che prova quello che hai provato tu, l’altra metà della mela. Sfortunatamente queste impressioni durano ben poco ma quanto basta per innescare un processo irreversibile che vi condurrà nelle braccia del vostro aguzzino. Quanto più il narcisista vi elogia e vi desidera tanto più si rifornisce di energia e colma il proprio vuoto emotivo attraverso la vostra presenza e il vostro amore fino a quando il vostro cuore non e’ nelle sue mani e lui/lei ne potrà disporre come vorrà facendovi patire un dolore che mai avreste immaginato. Il processo che conduce alla creazione di una relazione con un narcisista si articola lungo tre fasi:

 

  • L’idealizzazione: durante questa fase vi sentirete come mai prima, pensate solo a lui/lei, volete condividere ogni momento insieme, la sua persona vi coinvolge sul piano emotivo, sessuale, affettivo, vorreste scrivergli e sentirlo in ogni momento dello giornata. Tutto il resto perde di importanza, iniziate a pensare ad un futuro insieme perché e’ lui l’uomo della vostra vita. Tutto questo viene alimentato dal narcisista psicopatico che vi dirà ciò che vorrete sentirvi dire, le sue parole sono la risposta perfetta ai vostri desideri. In realtà dietro a quelle parole non ci sono gli stessi sentimenti che provate voi, sono solo parole vuote per farvi innamorare, un vero bombardamento emotivo che vi porta ad aprire il cuore e a confidarvi con lui. Si innesca in voi un procedimento chimico che va a stimolare i centri del piacere e vi fa abbassare le difese, le insicurezze sembrano finalmente aver trovato pace grazie all’incontro con una persona da cui vi sentite capiti.  Il narcisista psicopatico imita e riproduce quello che la vittima gli dice di sé, si appropria dei vostri desideri e sogni  e vi illude facendovi credere che sono anche i suoi. Niente di più falso, non capisce nulla di quello che imita ma cerca in ogni modo di illudervi con l’idea che non incontrerete mai più nessuno come lui. Lo psicopatico non avendo una sua personalità prende in prestito quella altrui, la imita in modo superficiale e quando ne trova un’altra le getta via senza alcun rimorso mentre voi vi contorcete dal dolore senza capire perché si e’ comportato in questo modo. Vi parla di convivenza e matrimonio dopo poco tempo, siete solo voi gli unici con cui vuole  avere dei figli e creare una famiglia. Intercetta le insicurezze della vittima e le fa proprie riproducendole per farsi compatire, perché i suoi problemi sono più gravi dei vostri. Questo e’ un punto fondamentale perché vi sentirete quasi in dovere di doverlo comprendere e supportare, i prescelti, gli unici che possono davvero capirlo ed aiutarlo. Lo psicopatico apprezza i vostri sforzi e la vostra dedizione e vi spinge a fare sempre di più, lo vedete come una persona fragile e bisognosa che vi ha scelto e che ha bisogno del vostro supporto. Tutto questo però e’ falso perché si basa su una vera simulazione emotiva che il narcisista mette in atto ogni giorno nei vostri confronti solo per legarvi sempre più a lui/lei.  Sul piano fisico il narcisista vi copre di complimenti e vi fa sentire unici, vi adora e vi riempie di elogi, alimenta la vostra autostima e accresce la fiducia in modo artificiale e falso.  Questi complimenti diventeranno dopo poco tempo un lontano ricordo perché le critiche e la svalutazione inizieranno a prendere il sopravvento nella fase successiva quando l’idealizzazione sarà finita.  Il vero cavallo di battaglia del narcisista psicopatico e’ il concetto di anima gemella con cui vi bombarda nella fase iniziale della relazione. Vi convince che siete destinate a stare insieme per sempre, che un volere superiore, a cui non potete sottrarvi,desidera tutto questo. E voi gli credete perché siete persone amorevoli, indulgenti ed empatiche ma soprattutto perché il narcisista psicopatico riproduce le fantasie e i desideri più intimi della sua vittima, convincendola di essere la persona giusta da tempo desiderata. A questa fase farà tra poco da contraltare il processo di svalutazione, durante il quale la vittima si addosserà ogni colpa per ricostruire il ricordo perfetto di quella persona che una volta sosteneva di essere l’anima gemella. Ma ancora peggio sarà quando la vittima si illuderà che lo psicopatico potrà tornare ad essere la persona che era in passato grazie al suo amore. Il vero dolore sarà quello di rendersi conto che l’anima gemella non e’ mai esistita, era solo una illusione generata dalle parole di un essere disturbato e dal nostro bisogno di amore.

 

Come riconoscere un individuo tossico

Roma 30 agosto 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Ritrovarsi in una relazione con uno psicopatico e’ un vero dramma ma puo’ diventare anche un’occasione per prendere in mano la propria vita e dare una decisa sterzata ad una esistenza flagellata da chi la intossica ogni giorno  per non trovarsi più circondati da persone simili.

Chi sono gli psicopatici?

Tra questi si annoverano i narcisisti, i sociopatici, i manipolatori, un nutrito gruppo di persone che si caratterizzano per la totale assenza di responsabilità,  di empatia e di senso di colpa, danneggiano gli altri anche di proposito in modo sadico e allo stesso tempo li illudono. Non e’ un caso che il ciclo relazionale di tutte queste personalità e’ molto simile e si distingue per le seguenti fasi: idealizzazione, svalutazione ed abbandono. Approfittano della disponibilita’  di chi si innamora di loro, danno sempre risposte vaghe, manipolano la compassione per poi sferrare i colpi quando viene chiesta loro chiarezza e spiegazioni del loro comportamento. Inducono dubbi sulla capacità di amare, umiliano e mortificano le vittime, inducendo ansia e minando l’autostima fino alle fondamenta. I loro comportamenti si spingono talmente oltre che chi sta insieme a loro, vive in  una condizione di perenne terrore di dire le parole sbagliate o di agire in modo non gradito. Una condizione che si riassume nella costante paura dell’abbandono, di essere colpevoli e di rovinare la relazione.

Il primo passo da fare per liberarsi da uno psicopatico e’ quello di imparare a riconoscerlo a distanza o come si dice in gergo ad annusarlo. Per riconnoscere uno psicopatico dovete fidarvi delle vostre emozioni, delle sensazioni che il vostro corpo vi trasmette ma soprattutto dovete fidarvi di voi.

Come posso fidarmi di me?

Smetti di guardare cosa fa l’altro, di chiederti cosa pensa, perché reagisce in un certo modo ed inizia a chiederti cosa senti e pensi TU. La vera svolta e il passaggio dal TU all’IO. Da ora in poi  sarai tu il protagonista di ogni istante della tua vita e non più lui o lei. Lo psicopatico cade dal piedistallo su cui TU lo hai collocato.

Gli psicopatici relazionali secondo J. Mckenzie  si riconoscono attraverso i seguenti segnali:

Come affrontare la fine di una relazione


 

Roma 3 agosto 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Spesso ci fissiamo su una relazione senza futuro o finita da tempo perché non vogliamo accettare il fatto che sia arrivata al capolinea, il dolore che vediamo all’orizzonte sembra essere troppo da sopportare e abbiamo paura di affrontarlo. Rimanere in una situazione ormai stagnante non ci aiuta in alcun modo, anzi rimandare il momento del distacco e prendere atto del fatto che sono rimasti solo i ricordi di una storia, amplifica la paura della fine.

La fine di una storia equivale ad un lutto, e’ una perdita vera e propria, una separazione definitiva ed irreversibile che ci porta a volte a ricordare solo i momenti belli e a dimenticare le ragioni che ne hanno decretato la fine. Ripercorriamo con la mente ogni momento della relazione, andiamo alla ricerca del “colpevole”, di quel fatto o di quella situazione o persone che hanno incrinato in modo irreparabile il rapporto. Ma la realtà e’ che una storia inizia a finire quando entrambi i partner non si rendono conto che i sentimenti di uno o di entrambi stanno cambiando, che alle parole non seguono più  i fatti e che si sta diventando sempre  estranei l’un l’altro. Non ci sono strategie per affrontare la fine di una storia ma esiste una strada per riprendere in mano la propria vita e per liberarsi dal dolore. Ogni evento doloroso che ci capita ha un significato, sono segnali che ci indicano che quello che stiamo vivendo non era adatto a noi, non consentiva di esprimere le parti più profonde della nostra persona e ci relegava ad adattarci ad una situazione  a volte anche comoda pur sempre soffocante e limitante.

Il dolore può essere visto come un’ingiustizia oppure come uno strumento che aiuta a crescere: spetta a noi decidere come sfruttarlo. Bisogna lasciarlo andare, fluire, attraversare, evitare di continuare a chiedersi chi ha sbagliato cosa o darsi tutte le colpe. E’ finita e bisogna ripartire perché la vita e’ una e abbiamo sempre un’altra possibilità di stare bene. Nella fase iniziale della rottura e’ importante imparare a riconoscere e a convivere con le emozioni di rabbia, tristezza e gelosia, non ricercando i motivi della fine della storia, di cosa si avrebbe potuto fare di più o di chi e’ la colpa. L’importante e’ stare nel presente, nel qui e ora, a contatto con le proprie emozioni anche se dolorose.

La presenza di un narcisista maligno in famiglia: effetti e conseguenze relazionali

Roma 2 luglio 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

I comportamenti che caratterizzano la famiglia narcisistica sono: isolamento, rabbia, proiezione, svalutazione, gaslighting, triangolazione, distorsione cognitiva, campagne diffamatorie, suicidio.  Uno degli aspetti più insidiosi e distruttivi della vita di una famiglia narcisistica e’ l’isolamento. I membri della famiglia sono tagliati fuori da ogni tipo di sostegno esterno perché sono veramente poche le persone che comprendono che cosa sia il narcisismo. Inoltre, i narcisisti lavorano attivamente per alienare i loro compagni e i loro figli dal mondo esterno, tra di loro, edalla propria percezione della realtà. Questo tipo di isolamento e’ dovuto al fatto che i narcisisti preferiscono tenere i membri della famiglia tagliati fuori dal mondo esterno per controllarli meglio ed indebolire le loro resistenze. Controllano attentamente quale tipo di informazione viene fornita agli altri e scoraggiano le relazioni con persone che vedono come minacce alla loro “facciata”. Arrivano ad Influenzare negativamente le relazioni di sostegno che i membri della loro famiglia potrebbero avere con parenti, amici, insegnanti, colleghi, ecc. come un modo per assoggettarli al loro volere.

Per quanto riguarda l’isolamento dei componenti della famiglia tra di loro, il narcisista li divide in modo conscio o inconscio al fine di conquistarsi un ruolo primario. Uno dei metodi più usati è quello di minacciare i bambini prendendosela con alcuni e favorendone altri. Cercano anche di creare una atmosfera minacciosa e competitiva che costringe i membri della famiglia a rivaleggiare tra loro per ottenere approvazione o per evitare di essere attaccati. Attacco che può prendere le forme della rabbia, del ridicolo , della svalutazione o della  vergogna. I narcisisti vogliono anche distruggere l’autostima e la propria connessione con la realtà. Fanno azione di gaslighting in modo sistematico nei confronti dei componenti della famiglia, mettendo in discussione o negando le loro percezioni e opinioni e proiettando il loro ragionamento corrotto su di loro. Ciò crea una dissonanza  cognitiva e un conflitto tra ciò che la persona ritiene essere vero e ciò che il narcisista afferma che  stia accadendo, cosa che è fonte di confusione e dubbio e rende ancora più suscettibili a manipolazioni.

 

La rabbia, sia che si presenti in forma attiva o passivo – aggressiva,  guida la vita del narcisista e influenza la vita della famiglia. Molte persone, facilmente irascibili, possono di solito presentare emozioni di stress e di noia che conducono ad uno stato piùo meno apertamente  combattivo ma le persone emotivamente sane mostrano segni premonitori della loro frustrazione e possono tentare di comunicare i loro sentimenti prima di arrivare ad esprimere una rabbia incontenibile. Al contrario, la rabbia del narcisista è sempre in superficie e pronta ad esplodere alla velocità della luce. In particolar modo, il narcisista di tipo esibizionista, salta tutti gli stadi ed è capace di passare rapidamente ad una rabbia devastante come un tornado che spesso sfocia in violenza fisica. In aggiunta al trauma che provocano, i narcisisti raramente chiedono scusa edifficilmente sono pronti a riconoscere la loro rabbia, essi invece proiettano il loro comportamento irrazionale su coloro che hanno traumatizzato (che di solito è il bambino capro espiatorio o il compagno/a), aumentando a dismisura l’angoscia della persona abusata. I narcisisti agiscono con un terribile livello di ipervigilanza che, ironicamente, generano anche negli altri. La loro sensazione di vulnerabilità emotiva e la loro grandiosità compensativa e’ così intensa che sono sempre sulla difensiva contro eventuali umiliazioni che continuano ad interpretare come esperienze reali. I membri della famiglia,di conseguenza, sono sempre in allerta, cercando di capire come placare il narcisista e, se possibile, prevenire il confronto e la sua deflagrazione. Una delle sfide più grandi nel gestire la rabbia del narcisista è quella di disimparare l’abitudine di rimproverare sé stessi. I mantra del narcisista sono: è colpa tua o tu mi hai costretto a farlo. E’ molto probabile che si arrivi a mettere in dubbio sé stessi di fronte a questi comportamenti fino ad  assumersi la responsabilità per azioni compiute dal narcisista e che sono state subite.

I ruoli familiari nella famiglia narcisista

 

 

Roma 22 giugno 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Di solito nella famiglia narcisista può esserci uno o entrambi i genitori narcisisti come anche uno dei figli. Il narcisista e’ il tiranno della famiglia intorno al quale tutti girano, affannandosi a far fronte a questa situazione al meglio delle loro possibilità. Potrebbe esserci anche uno “sciame” di narcisisti nella famiglia allargata (nonni e parenti). Essi possono esprimere il loro narcisismo nel dominio esibizionista ed auto incensatorio o in manipolazioni più celate di tipo passivo aggressivo. Sono soprattutto egoisti ed insensibili ed in casi estremi maligni e violenti.

Entrambi i genitori narcisisti

E’ abbastanza frequente trovare genitori narcisisti nella stessa famiglia, in questo tipo di relazioni, uno dei due può combattere apertamente il ruolo conflittuale mentre l’altro il ruolo del ragionevole, gentile e premuroso o la routine della vittima di lungo corso o variazioni sul tema. Un genitore può essere narcisista e l’altro danneggiato mentalmente o emotivamente, presentando stati di ansia, depressione, borderline, ossessivo compulsivo o fare uso di sostanze. I figli in queste dinamiche possono accusare il genitore palesemente narcisista e negare il comportamento disfunzionale dell’altro poiche’ vedere entrambe le figure come patologicamente egoiste e disturbate, e’ una realtà eccessivamente difficile da sostenere. Spesso questa confusione può persistere fino all’età’ adulta con figli adulti che potrebbero idealizzare il genitore buono e vederlo come vittima. In alcuni casi un “facilitatore” può essere un narcisista segreto (covert), impressionato dalla fiducia apparente e dal successo esteriore di un narcisista esibizionista (overt). O il narcisista segreto può procurarsi soddisfazione sociale e approvazione nel gestire la personalità difficile ed egoista del narcisista esibizionista. In questo tipo di relazione, il narcisista facilitatore può presentarsi come  vittima,  buono,  leale, ragionevole che merita di meglio ma in realtà e’, nel profondo, egoista e sfruttatore.  Quando entrambi i genitori sono narcisisti si supportano a vicenda o sostenendo o negando la loro condotta negligente verso i loro figli.  I facilitatori del narcisista possono essere il partner, i parenti, amici o colleghi. In molti casi il principale facilitatore del narcisista e’ il figlio preferito a cui viene attribuito illusoriamente il ruolo di essere l’unico a poter assciurare la felicità dei genitori.  Questi figli, spesso costruiscono la loro identità intorno alle richieste del genitore, sforzandosi costantemente di piacere e di tranquillizzarli. I partner compiacenti sostengono il narcisista e il suo comportamento offensivo, accettando senza domande, la sua versione della realtà, ripulendo i danni che fa, chiedendo scusa al loro posto mentre assorbono l’offesa e le violenze del narcisista. Essi possono sentirsi confusi dai messaggi paradossali del narcisista, poiché sono presi dal voler evitare il conflitto e gestire la confusione del rapporto. Vivono costantemente nell’illusione di essere i soli a capire il narcisista e a poter far fronte ai suoi bisogni. Rendono possibile l’abuso narcisistico mantenendo lo status quo disfunzionale. Permettono la narcisista di evitare le conseguenze delle sue azioni e impendiscono alla famiglia di liberarsi da questa situazione disfunzionale. Dato che il narcisismo tende a replicarsi in ogni generazione, dove ci sono genitori narcisisti ci sono anche nonni, zii e cugini narcisisti. (Leggi anche: Genitori manipolatori)

 

Il capro espiatorio

I genitori narcisisti proiettano la loro vergogna e l’odio verso sé stessi sul capro espiatorio. Questi porta su di sé la colpa per le sfortune della famiglia  e così facendo permette che si eviti di guardare al reale contenuto dei problemi. Questo tipo di bambino può essere il traditore che scopre la verità e si oppone al narcisista, mette in dubbio il sistema familiare oppure il ribelle arrabbiato che si comporta in questo modo e si mette spesso nei guai. Il comportamento dei familiari nei confronti del bambino “capro espiatorio” può variare dalla partecipazione attiva nell’abuso verso il capro espiatorio fino a simpatizzare passivamente con lo stesso e tentare di difenderlo. Se il capro espiatorio eccelle o il bambino d’oro delude, i genitori possono elevare il capro espiatorio al rango di bambino d’oro, status che quest’ultimo può abbracciare, accettare con ambivalenza o rifiutare completamente in base a quale sia la sua percezione della disfunzione familiare. Come conseguenza del senso di colpa attribuito ai capri espiatori, essi portano su di se’ un senso di colpa profondo, di dubbio, hanno tendenze auto distruttive che possono metterli in grande difficoltà in età adulta. Mentre i capri espiatori possono essere perseguitati dalle difficoltà, sono anche quelli che hanno più probabilità di rompere con le disfunzioni familiari. La loro condizione di outsider, se combinata con una notevole forza interiore e una indipendenza di vedute, può motivarli a confrontarsi con le dinamiche familiari e a cercare una maggiore comprensione e cura da adulti.

Come affrontare la violenza di un narcisista

Roma 11 giugno 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Chi ha patito violenza da parte di un narcisista ha visto la propria autostima incrinata sia da un punto di vista emotivo sia fisico.  Spesso si nega l’effetto della violenza, credendo che accada a tutti o in ogni famiglia ma non e’ così. Si potrebbe credere che il narcisista sia così  bisognoso di aiuto da giustificare ogni suo comportamento e ci si convince di avere torto e di dover cambiare.  Negare la realtà può essere una difesa a breve termine per affrontare sentimenti  che possono altrimenti travolgere.  La negazione può protegger da realtà non chiare e che abbiamo difficoltà a gestire ma diventa disfunzionale quando le consentiamo di paralizzarci e la usiamo per evitare di  intraprendere azioni appropriate per proteggere noi e la nostra famiglia dal narcisista. La negazione a lungo termine mette in grado chi abusa di perpetuare la violenza nel tempo. Quando ci confrontiamo con la negazione possiamo non  riconoscere il narcisista che abbiamo di fronte perché oltre a giustificarlo, all’inizio non e’ sempre facile da riconoscere. Presenta una struttura di personalità disordinata per cui proietta sugli altri la sua colpa, in modo ricorrente rimprovera chi lo circonda dei suoi problemi e viola i confini emotivi, psicologici e fisici.

Le persone che sono state cronicamente accusate da un narcisista e che provano continuamente un senso di colpa, sono tormentate dal dubbio di non avere compreso correttamente la situazione. I narcisisti mettono sempre i propri bisogni prima di quelli altrui e hanno un patologico disordine emotivo che li rende differenti dalle persone psicologicamente sane. Per  chi non e’ mai entrato in contatto con un narcisista, e’ difficile comprendere il suo funzionamento mentale ed emotivo. Il narcisista e’ caratterizzato dall’ipocrisia e dalla contraddizione che sono di difficile comprensione per chi e’ emotivamente stabile e sano. Il narcisista tende ad avere le seguenti caratteristiche:

  • E’ profondamente egoista e manca di un sé definito e strutturato.
  • Disconosce le capacità e i risultati raggiunti dagli altro e sopravvaluta i propri.
  • Prova un profondo senso di colpa ma attribuisce agli altri la responsabilità di questa condizione.
  • E’ ipersensibile nei confronti delle critiche e delle offese .
  • Si aspetta sempre di essere giustificato in tutto ma e’ intollerante ed incapace di perdonare.
  • Si aspetta di essere adorato ma tratta gli altri con indifferenza e disprezzo.
  • Pretende lealtà e sostegno ma molto facilmente tradisce ed abbandona.
  • Ricerca il controllo ma accetta poche responsabilità.
  • Si aspetta che gli altri lo aiutino senza che lui lo chieda.
  • E’ irrispettoso ma pretende trattamenti speciali
  • Ragiona secondo la logica del “doppio”, e’ ingiusto ed irrazionale ma le sue azioni e i loro pensieri hanno senso nella sua mente disordinata; da un punto di vista cognitivo sono adulti ma emotivamente bambini.

 

Comprendere ed accettare la propria rabbia

Chi ha subito un abuso narcisistico e’ inevitabile che provi rabbia. Tuttavia la vittima potrebbe non rendersene conto perché il narcisista presente nella sua vita gli ha detto più volte che non vale nulla e che qualunque cosa pensi a proposito del suo comportamento e’ errata, ingiusta ed e’ colpa sua. Potrebbe sentirsi confuso e provare vergogna della sua stessa rabbia perché il narcisista ha proiettato la sua rabbia su di lui, dicendogli che e’ lui ad avere un problema di irascibilità. E’ possibile che abbia sublimato la sua rabbia e la abbia rivolta contro sé stesso sotto forma di una forte autocritica e di un auto sabotaggio. Potrebbe aver tentato di affogare i suoi sentimenti nell’alcool nelle droghe, nell’autolesionismo, nel gioco d’azzardo, nello shopping compulsivo e in altri comportamenti compulsivi. E’ importante riconoscere la propria rabbia e capire che  e’ giustificata per i maltrattamenti subiti. La rabbia in sé non e’ una cosa errata e’ semplicemente un’emozione  che deve essere vissuta. Può aiutarci  a difenderci da attacchi e da ingiustizie ed incoraggiarci ad intraprendere l’azione necessaria per proteggerci. E’ importante capire che la radice della rabbia e’ un sentimento dovuto all’ingiustizia o a un danno inferto dal narcisista.  Solo se si comprende la rabbia che si prova, si potrà prendere contatto con le proprie emozioni. Sebbene la rabbia in alcuni casi può essere di aiuto, può anche paralizzare o condurre su un sentiero distruttivo.  Comprendere il torto subito e i sentimenti non corrisposti, aiuta a sintonizzarsi sulle proprie emozioni; scoprire quello di cui si ha bisogno e’ il primo passo per trovare un modo di rispondere ai propri desideri. Se non si comprende ciò di cui si ha bisogno, si rischia di intraprendere azioni controproducenti che creano ulteriori problemi nella propria vita. Spesso si attuano comportamenti lontani dai nostri bisogni come la negazione, per non prendere contatto con le problematiche reali che ci affliggono.  Trovare rifugio nella distrazione e’ una soluzione a breve termine che prolunga il danno e finisce per aggravarlo.

I comportamenti nella famiglia narcisistica

Roma 31 maggio 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Le motivazioni familiari che determinano la nascita di una personalità narcisistica non sempre sono chiare. Persi dentro sé stessi ed incessantemente preoccupati per i loro bisogni, i genitori narcisisti sono effettivamente sordi ai bisogni dei figli. Il figlio non può concentrarsi sullo sviluppo della propria personalità ma diviene uno schermo vuoto su cui i genitori (uno o entrambi) proiettano le loro disfunzioni psicologiche. Quando i genitori narcisisti guardano il figlio, vedono solo aspetti di sé stessi.  Quando il figlio cresce è meno soggetto alle proiezioni dei genitori. Se non si adegua alle aspettative genitoriali, viene continuamente svalutato e si fa carico del senso di colpa dei genitori mentre un figlio che si adegua alle aspettative dei genitori, viene continuamente idealizzato perché si faccia carico dei loro bisogni. Quando il figlio che viene rifiutato, si ribella al proprio ruolo, i genitori narcisisti ritengono questo comportamento come un ulteriore prova dell’intransigenza del figlio e lo colpevolizzano per questo. Quando il figlio  adattato sperimenta un successo, i genitori vedono tutto questo come un effetto del loro valore. Fino a quando entrambe le tipologie di figlio aderiscono ai loro ruoli, c’e’ un equilibrio precario ma quando il bambino “rifiutato” riesce ad emanciparsi o il bambino preferito fallisce, tutto questo non e’ preso in considerazione per mantenere quell’equilibrio. Se i figli si allontanano molto dai loro ruoli predefiniti i genitori narcisisti riassegnano i ruoli. Qualunque sia il ruolo che ricoprono, i figli sono delle nullità che rimangono ignorati fino a quando i loro genitori narcisisti non attribuiscono loro un nuovo ruolo. Il fatto di essere ignorati e’ alla base del loro trauma che non può essere sottovalutato.

 

I bambini soggetti ad abuso narcisistico soffrono di profondi problemi che riguardano la loro identità che hanno conseguenze devastanti nel lungo periodo. Questi bambini diventano ipervigilanti ad eventuali attacchi emotivi, psicologici, fisici o sessuali e la risposta del loro sistema limbico è costantemente attivata come per uno stato di allerta continua.

 

Il disturbo post traumatico da stress complesso in bambini soggetti ad abuso narcisistico.

 

In opposizione al disturbo post traumatico da stress (DPTS) che deriva da un unico incidente traumatico, il disturbo post traumatico da stress complesso (DPTSC), concetto sviluppato dalla psichiatra Judith Herman, è la conseguenza di un trauma ripetuto e prolungato che comprende un ampio spettro di possibili sintomi. I figli  di genitori narcisisti sviluppano sintomi di DPTSC che possono persistere e peggiorare nell’età’ adulta senza cure appropriate. Questi sintomi possono variare ed includere le seguenti manifestazioni:

ipervigilanza, sentimenti di impotenza, difficoltà di regolazione emotiva, insonnia, incubi, flashbacks, ansia e attacchi di panico, dissociazione, vuoti di memoria, svogliatezza e procrastinazione, fobie, difficoltà nel fidarsi, depressione, dipendenza, rabbia, auto difesa, sentimenti di disperazione, ricerca continua di un salvatore, di figure materne o paterne, asocialità e isolamento, rischi di comportamenti autodistruttivi, visione limitata del futuro, perfezionismo, auto-sabotaggio, critica interiore eccessiva, dialogo interno svalutante, respirazione spezzata, senso di colpa generalizzato, rapporto con l’autorità’ o di sfida o compiacente, auto-negazione compulsiva, sistema immunitario compromesso.

Una delle più debilitanti problematiche e’ il disturbo cronico del sonno che può includere la difficoltà ad addormentarsi, accentuata sensibilità al rumore durante il sonno, frequenti risvegli, terrori notturni ed incubi ricorrenti.  Questi sintomi riflettono lo stress a cui il sistema nervoso e’ sottoposto, destinati a peggiorare con il tempo come conseguenza di cicli frequenti di privazione del sonno, difese immunitarie basse e salute generale compromessa.  La psicologa Regina Collins ha descritto la famiglia narcisistica come quella dove “ognuno ruota intorno al narcisista in uno stato di continua allerta con elevati livelli di stress e pagando un pesante prezzo fisico”.