Roma 30 settembre 2023

 

A cura del dott. Marco Salerno

 

Molte vittime che cadono nella trappola del narcisista si
domandano come è stato possibile, oppure come possono
liberarsi del costante pensiero del fallimento una volta scartate
dal soggetto tossico e lasciate in uno stato di profondo
smarrimento, o anche di quello di non essere riuscite a dare il
massimo nel rapporto.
Insomma, si chiedono cosa è andato storto, quando in fondo ce
l’avevano messa tutta per non far naufragare la relazione.
E come possano ritrovare la serenità, la quiete psicologica,
dopo tanti abusi e manipolazioni subiti da parte del loro
carnefice.

Anzitutto c’è una grande differenza fra coloro che credono nelle
proprie potenzialità e dunque che una via d’uscita, anche dopo
tanta sofferenza e dolore, possa sicuramente esserci, e coloro
che invece davanti a sé vedono come un muro insormontabile,
un ostacolo insuperabile fatto di tutto il patimento e il veleno che
il narcisista ha somministrato nel tempo alla propria vittima.
Credere di poter riuscire a rinnovare la nostra vita, a tornare a
respirare a pieni polmoni, è il primo passo da compiere se si
vuole davvero mettere alle proprie spalle tutto il male subito.
Certamente, l’aiuto di un buon terapeuta è necessario, anzi
essenziale, ma non si può chiedere aiuto e sperare che questo
generi risultati apprezzabili se non si costruisce un guscio solido
in cui accogliere le indicazioni di chi ci guiderà verso la fine del
tunnel, e il materiale principale di questo involucro non può che
essere la fiducia nel cambiamento e nella capacità di rinnovarsi.
Una delle tecniche abusanti più efficaci che i narcisisti mettono
in atto per demolire autostima e amor proprio delle loro vittime è

il logorante e continuo evidenziare i difetti di queste ultime.
Tanto che, anche dopo lo scarto (chiunque ne sia l’oggetto,
ovvero sia che a lasciare il partner sia stato il narcisista o la
vittima, stanca dei continui abusi), la vittima stessa seguiterà
per lungo tempo a sentirsi sbagliata.
Ecco, è proprio il senso di inadeguatezza instillato nella sua
preda ciò che rende il narcisista a lungo invincibile e soggetto
prevaricante nella relazione.
Tanto è vero che le vittime che si ribellano subito a queste
vessazioni e insistenze sui propri difetti, perché magari
particolarmente sensibili a certi commenti, in qualche maniera
abbreviano il percorso abusante: o fuggono in tempo,
avvertendo immediatamente che qualcosa non va, o comunque
vengono scartate dal narcisista più rapidamente.
Coloro che invece si accettano di più, sono meno suscettibili
alle critiche riguardo i propri difetti, soprattutto fisici, impiegano
più tempo a rendersi conto del lento sgretolamento messo in
atto dal partner tossico.
Ad ogni modo, accettarsi per quel che si è, che non significa
sentirsi perfetti e non sottoponibili a critiche, è un’ottima corazza
difensiva per respingere gli attacchi diretti e indiretti di soggetti
patologici.
Accettare il fatto di essere unici al mondo, con tutto il carico di
imperfezioni, ma anche di bellezza di cui ognuno di noi è
portatore sin dalla nascita, è un riconoscimento fondamentale
per non subire passivamente gli strali di coloro che ci vogliono
demolire.

L’abbiamo sottolineato più volte: l’antidoto migliore, più efficace,
contro i narcisisti, i soggetti abusanti, per prevenirne o
comunque combatterne le diaboliche manipolazioni volte a
distruggere chi capita loro a tiro, è amarsi, per quel che si è.
Chi muove delle critiche agli altri con il sincero intento di far loro
del bene, per tirar fuori potenzialità che altrimenti resterebbero

nascoste o inutilizzate, lo fa con garbo, con tatto, con l’energia
e a volte anche l’ostinazione dell’amore e dell’amicizia, non
certo con la malizia subdola della crudeltà.

Altra cosa fondamentale che la vittima di un narcisista deve
imparare presto ad accettare è che, anche se ha dato quanto
più ha potuto per far andare avanti il rapporto nel solco
dell’amore e dell’affetto reciproco, e alla fine è stato ridotto a
brandelli oppure è dovuto fuggire a gambe levate, non deve
assolutamente imputarsi il fallimento della relazione.
Deve piuttosto aver chiaro in mente che il narcisista è un
individuo malato, di cui si può anche avere in un certo senso
compassione, in quanto quasi sicuramente è stato a sua volta
abusato o ha subito la mancanza di un amore sano durante
l’infanzia, ma ad ogni modo da adulto, pur potendo scegliere,
ha consapevolmente imboccato la strada della distruzione
(psicologica, quando non anche fisica) degli altri.
Bisogna accettare il fatto che un narcisista non lo si può
cambiare, lo si può solo fuggire.
Perché è tale la paura che prova all’idea di essere pugnalato
alle spalle, tradito, scartato, sbeffeggiato, che agirà sempre a
sua volta compiendo per primo esattamente le azioni che teme
possano essere rivolte contro di lui (o lei) e lo farà contro le sue
vittime inermi, senza alcuna pietà (sentimento che non prova
mai).

 

Credits: www.pierandreapriolo.it

Bibliografia: Bibi Hayworth, 7 anni di buio, Amazon