+393474661496 Via della Frezza 44, 00186 - Roma dottmarcosalerno@gmail.com

I narcisisti e la vita di coppia


Roma 9 marzo 2020

A cura del dott. Marco Salerno

Quando incontrate qualcuno che entra nella vostra vita e la devasta senza esitazione, probabilmente avete di fronte non solo un narcisista ma un soggetto (può essere sia uomo sia donna) che presenta una personalità di cui il narcisismo e’ solo un aspetto e si inscrive in un quadro più complesso definito da Delroy Paulhus e Kevin Williams, “Triade oscura”. La triade oscura si caratterizza per essere composta dal narcisismo, dal machiavellismo e dalla psicopatia, dove per machiavellismo si intende la tendenza ad usare la conoscenza degli altri al fine di manipolarli per un proprio tornaconto e arrecando loro un danno fisico o psicologico. La psicopatia invece coincide con la propensione ad aggredire e far del male ad altri senza provare alcun rimorso ne tantomeno vergogna per le conseguenze delle proprie azioni e per la sofferenza provocata. Di solito questi individui sono persone che mentono con estrema facilità, presentano un disturbo antisociale della personalità e un equilibrio emotivo instabile. Sembrano di avere la capacità di comprendere le emozioni altrui ma sono completamente impermeabili a ciò  che gli altri provano perché comprendono solo in modo logico e astratto le emozioni. Chi rientra nella triade oscura e’ una persona che ha un basso livello di empatia e di ansia, ricerca alti livelli di eccitazione uniti ad una marcata tendenza a sopravvalutarsi. L’indifferenza alla sofferenza, il senso di superiorità e la manipolazione della mente altrui. completano il quadro. Questo tipo di persona non ha sviluppato alcune aree cerebrali grazie a cui si attivano quei circuiti che consentono di entrare in risonanza con la sofferenza altrui. Gli studi di Paulhus e Williams hanno dimostrato che gli appartenenti alla triade oscura abbiano fantasie sessuali peculiari, la psicopatia infatti e’ associata ad una marcata pulsione sessuale e a particolari fantasie erotiche di tipo promiscuo, impersonale, sono amanti del feticismo, del sesso tra sconosciuti e del sadomasochismo. Il narcisismo invece e’ associato a fantasie sessuali incentrate sul bisogno di essere ammirato, a volte sono individui freddi, inclini a perseguire la performance, altre volte invece sono individui dalla sessualità coinvolgente per se’ e per la coppia. Il problema con una persona narcisista non e’ tanto il sesso quanto l’affettività’ e la vita emotiva al di fuori della camera da letto dove mostra crepe significative nell’entrare in una relazione reciproca ed empatica.

 

Perché  continuo a sperare che cambi e mi consideri?

Questa e’ la domanda che chi sta in relazione con un narcisista o con chi appartiene alla triade oscura dovrebbe porsi. I narcisisti presentano una compromessa capacità di stabilire e mantenere relazioni intime, all’insegna dell’affetto, del sostegno reciproco e della fedeltà. Per i narcisisti “darsi” in un rapporto affettivo e’ molto difficile anzi spesso impossibile perché secondo loro lo stabilire una relazione affettiva comporterà chiedere aiuto quando si sentiranno vulnerabili o quando avranno il bisogno di un supporto. Quando il narcisista mostra il suo lato fragile, ha paura che l’altro o lo trascuri e si approfitti di lui e delle sue debolezze o se si comporta in modo autonomo, l’altro si mostra debole e lo ricatta con i sensi di colpa. Se invece chiede conferme ed ammirazione, l’altro o lo fa sentire unico o lo rimprovera di non avere fatto abbastanza, per cui il narcisista sente di non valere nulla. In ogni caso da ognuna di queste situazioni ne esce sconfitto, per cui il/la partner di un narcisista ai suoi occhi e’ una persona inaffidabile, sprezzante, critica da cui e’ meglio tenersi lontani adottando  un comportamento di distacco, ed indifferenza o in alternativa coltivare una o più relazioni extra. In ogni caso il raggiungimento dell’intimità’ affettiva e’ un obiettivo che il narcisista difficilmente riesce a conseguire, poiché sente il/la partner come un peso, un essere problematico che non lo comprende abbastanza e lo costringe a vivere in un modo insopportabile, per cui l’unica via di uscita e’ la fuga o il tradimento. A completamento del quadro si aggiunge un tratto distintivo che e’ la difficoltà nel descrivere i propri stati emotivi e le emozioni all’interno di una relazione. Parla spesso di passione, amore ma non riesce ad distinguere a comunicare le gradazioni emotive degli stati d’animo propri ed altrui ad eccezione della rabbia che avverte in modo chiaro e travolgente.

Come capiamo se la persona a noi vicina e’ un narcisista? Il narcisismo la malattia del XXI secolo

 

Roma 25 febbraio 2020

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta

 

Il narcisista si riconosce facilmente perché cerca continuamente attenzione e consenso, e’ permaloso, non gode mai di quello che ha realizzato, non e’ in grado di far auto ironia e di non prendersi troppo sul serio.  Sperimenta  una esperienza di vuoto, di fragilità, di assenza di senso, noia, ed inconsistenza, e’ una persona schiacciata da un forte giudizio interiore da cui si sente svalutato in ogni momento.

Come e’ possibile capire se la persona a noi vicina e’ narcisista?

Basta osservarne il comportamento e i seguenti stati d’animo:

  • Rabbia: una costante rabbia che a tratti esplode riconducibile ad irritabilità permanente’, continui tentativi di realizzare l’impossibile e la costante sensazione che siano gli altri ad impedirlo. La rabbia protegge il narcisista da chi cerca di minare la sua fiducia, spesso vorrebbe liberarsi da quel legame doloroso che la alimenta. Il narcisista per tenere sotto controllo la sua vittima inoltre usa l’arma del disprezzo che ha la funzione di attutire la rabbia. Non e’ capace di godere dei propri successi, li sfiora e se ne compiace ma il tutto svanisce rapidamente poiché il suo senso di superiorità e’ solamente determinato al modo con cui viene guardato dagli altri. Rileva ogni errore che nota in chi gli sta vicino e grazie alla strategia del disprezzo si protegge dal suo senso di fragilità.
  • Vuoto: il narcisista ha la percezione continua che la vita non abbia alcun senso, si caratterizza per l’incapacità di godersi la vita e per un profondo senso di vuoto che nel tempo porta all’isolamento. Il vuoto e’ l’unico spazio in cui la vulnerabilità e’ attenuata, la consapevolezza di non far parte della vita, di essere spettatore. Il punto centrale del disturbo narcisistico e’ la passività e l’immobilismo, la  totale assenza di sentire qualunque desiderio o passione che guida per il conseguimento di un obiettivo
  • Il senso di superiorità: lo provano per breve tempo sotto forma di disprezzo per chi li circonda.
  • L’esperienza dell’abisso: una sensazione mista di angoscia, paura, vergogna e la paura di essere scoperto per come e’ realmente. Il narcisista si protegge da queste sensazioni ricorrendo a strategie ben distinte. La prima e’ quella di cimentarsi in azioni mirabolanti, spesso e’ una persona di successo, immagina una vita grandiosa ma coltiva il risentimento incolpando il mondo per le occasioni mancate e manifesta improvvisi scatti di ira quando qualcuno mette in discussione le sue idee. La paura e la vergogna emergono saltuariamente nella psiche del narcisista ma difficilmente ne parla e le sente fino in fondo. Paura e vergogna sono strettamente connesse poiché chi ha paura e’ vulnerabile e debole e il destino dei deboli e’ il disprezzo che per il narcisista equivale alla morte
  • Il senso di colpa altruistico: una profonda e strisciante sensazione che per vivere la propria vita ha dovuto deprivare qualcun altro e arrecargli dolore. Spesso il narcisista e’ cresciuto circondato da una famiglia insofferente ad ogni tentativo di autonomia e di indipendenza. Questo sentimento accompagna in ogni momento la sua vita, ogni volta che lo sente, reagisce violentemente, in modo cinico ed insensibile. In realtà questa strategia e’ l’unico modo che conosce per affrontare il ricatto affettivo ma appena vede che l’altro soffre, si sente in colpa e pensa che deve rinunciare a se stesso per farlo stare meglio. L’arroganza del narcisista in parte nasce dal bisogno di vivere e di prendere tutto per proteggersi da chi immagina possa privarlo di esistere.
  • Il senso di appartenere ad una ristretta cerchia di persone uniche e scelte.

Il profilo psicologico di un narcisista manipolatore

Roma 18 luglio 2017

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Quando si parla di manipolazione di intende la capacita’ di influenzare le decisioni e le scelte di una persona, inducendola ad adottare comportamenti, che  molto probabilmente non ha scelto di agire liberamente, attraverso il ricorso alla seduzione e facendo leva sulla sua sensibilita’ e vulnerabilita’. Ogni manipolazione e’ una aggressione piu’ o meno esplicita, chi vi e’ soggetto si riconosce poiche’ perde la capacita’ di opporsi a decisioni prese dal manipolatore, di riflettere e di scegliere in piena autonomia. Il paradosso di una relazione con un narcisista manipolatore e’ che la vittima pur riconoscendo l’abuso che subisce presenta enormi difficolta’ per liberarsene. L’incastro relazionale tra narcisista manipolatore e la sua vittima e’ determinato dal fatto che entrambi sono segnati da esperienze traumatiche relazionali precoci a cui hanno reagito in modo differente, rendendo apparentemente impossibile reagire alla seduzione, al senso di colpa e alle false promesse che la vittima subisce. E’ fondamentale ricordare che il narcisista manipolatore puo’ essere sia un uomo che una donna, per convenzione in questo articolo si usera’ il genere maschile quando si parlera’ di narcisista manipolatore ma giova sempre ricordare che e’ una modalita’ di comportamento e puo’ essere rintracciata in entrambi i generi.

Quali sono gli elementi che consentono di riconoscere un narcisista manipolatore?

Al fine di identificare un narcisista manipolatore  e’ indispensabile riconoscere alcune sue caratteristiche peculiari tra cui si annoverano:

  1. Reazioni amplificate rispetto a qualunque situazione che arreca fastidio fino a determinare comportamenti violenti.
  2. Appare amabile ed educato in pubblico mentre nel privato mostra aggressivita’, violenza e svalutazione verbale e fisica.
  3. Le sue reazioni sono imprevedibili poiche’ non e’ possibile comprendere cosa e quando possa dare fastidio, per cui la sua presenza genera un continuo stato di allerta e di tensione in chi gli sta vicino.
  4. Non si assume la responsabilita’ e quando sbaglia attribuisce gli errori ad altri.
  5. Ha ben chiaro gli obiettivi che vuole raggiungere e le modalita’ con cui conseguirli.
  6. Il suo punto di vista e’ unico ed indiscutibile e pur di mantenerlo tale mette in discussione e non accetta le opinioni altrui anche se motivate.
  7. Ricorre al ricatto in modo diretto o indiretto.
  8. Non e’ chiari nell’esprimere le sue opinioni e si aspetta che gli altri le comprendano come se dovessero ricorrere alla lettura del suo pensiero. Cambia idea quando comprende che non e’ piu’ utile per conseguire i suoi obiettivi.
  9. A seconda delle situazioni cambia opinioni e comportamenti in modo opportunistico.
  10. Non si mette in gioco e strumentalizza le persone per esprimere le sue idee.
  11. E’ molto volubile ma non accetta che lo siano anche gli altri.
  12. E’ permissivo con se stesso ma rigido ed intollerante con le persone vicine rispetto alle quali non tollera gli errori poiche’ si aspetta che siano perfetti.
  13. E’ critico rispetto a tutto e tutte le persone mettendo in dubbio capacita’ e competenze altrui.
  14. E’ insicuro, preferisce frequentare sempre le stesse persone e gli stessi ambienti poiche’ allontanarsi da modelli e relazioni conosciute non gli consente di controllarle.
  15. Sminuisce e svaluta gli altri per compensare la sua insicurezza.
  16. Considera le persone ignoranti ed incompetenti per sottolineare la sua superiorita’.
  17. Sfrutta le relazioni amicali, familiari e di coppia per il suo tornaconto personale.
  18. Non ascolta e dice bugie.
  19. Interpreta la realta’ per ottenere un suo tornaconto.
  20. Controlla e limita la liberta’ di scelta delle persone con cui entra in contatto ed ha una relazione.
  21. Si spaccia per vittima quando ha bisogno della compassione altrui.

Il narcisismo e la coppia

Roma 16 marzo 2017

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

 

Il narcisista (uomo e donna) quando vive una relazione sperimenta una enorme  senso di perdita poiche’ immagina che non possa esistere un rapporto senza che uno dei due partner sia sottomesso all’altro,  non concepisce l’idea che sia possibile stare in relazione senza rinunciare alle propria persona. Il narcisista crede che per avere una relazione il partner la debba pensare come lui e non possa avere opinioni differenti poiche’ questo porterebbe  alla distruzione del rapporto.  Nel libro “ Essere insieme” lo psicoterapeuta E. Giusti sottolinea come per il narcisista la relazione deve essere fusionale, di accordo e unione totale ma allo stesso tempo questa fantasia costituisce anche una immensa minaccia alla sua integrita’, proprio per tale ragione il rapporto con un o una narcisista si dissolve in breve tempo o nella maggiore dei casi preferisce rimanere solo, adducendo la scusa di non trovare la persona adatta.

L’incastro relazionale: motivazioni che conducono a scegliere e a lasciare con difficolta’ un partner narcisista

Roma 12 gennaio 2017

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Quando si vive una relazione con un narcisista e’ importante, oltre a riconoscere le caratteristiche del partner e dei suoi comportamenti disadattavi e svalutanti, anche cosa accade dentro noi, quali sensazioni proviamo quali comportamenti ripetitivi attuiamo per non riuscire a liberarci da una relazione che ci fa soffrire, quale percezione abbiamo di noi e perche’ ci sentiamo in trappola. Le domande che piu’ frequentemente passano per la mente quando viviamo una relazione con un narcisista sono, “cosa non va in me” o perche’ sono cosi’ sciocco/a?” oppure “sono masochista?” o “perche’ non riesco a parlargli/e?”. Queste domande, se pur legittime, indicano il grado di tossicita’ che stiamo vivendo  e la difficolta’ ad accedere alle nostre risorse e a scoprire quali modalita’ di comportamento disadattive mettiamo in atto nello scegliere ripetutamente una relazione svalutante. Alla base dell’incastro relazionale in un rapporto con un narcisista (uomo o donna) vi sono degli schemi maladattivi che entrambi i componenti della coppia mettono in atto. Con il termine “schemi maladattivi”  lo psicologo Jeffrey Young si riferisce a credenze e cognizioni disfunzionali che comprendono anche sensazioni emotive e corporee che una persona ha maturato durante le proprie esperienze infantili e adolescenziali ansiogene. I bisogni fondamentali non sono stati soddisfatti in modo adeguato e chiaro, compromettendo lo sviluppo stabile ed equilibrato della persona. Gli schemi maladattivi contengono una lettura della realta’ che viene assunta come vera e assoluta,  maturata in base alle proprie esperienze di vita e di relazione precoci, sono verita’  connesse a ricordi infantili dolorosi, vissuti in modo viscerale, non percepiti a livello di coscienza.  Tali schemi si azionano inconsapevolmente e non sono basati su eventi presenti ma sono attivati da una lettura errata di un evento presente che porta alla luce emozioni dolorose antiche e la paura che possa ripetersi lo stesso vissuto emotivo. All’interno di una relazione tossica, sia il/la narcisista che il/la partner portano con se’ una serie di schemi maladattivi, che nell’incontro tra i due determinano un incastro relazionale il quale attiva in ognuno emozioni e sensazioni fisiche dolorose e genera comportamenti autodistruttivi.

Lui non ti telefona? L’assenza di un segnale e’ essa stessa un segnale

Roma 12 ottobre 2016

Intervista sul quotidiano on line “La Voce” sulla comunicazione di coppia a cura di DanielaCavallini.

La mia posta è colma di mail e/o messaggi Fb, di Amiche che lamentano la “latitanza” maschile proprio di quest’ultima categoria.

Ho visitato alcuni siti web inerenti l’argomento e purtroppo ho rilevato molta superficialità di giudizio oltre ad un’infarcitura di epiteti nei confronti di questi soggetti, accompagnati dall’oramai storica frase “se si comporta come se non gl’importasse nulla di te, è perché non gliene importa nulla”.

Una “sentenza senza possibilità d’appello”? Ci risponde il Dott. Marco Salerno – Psicoterapeuta –nuovamente mio ospite.

Daniela Cavallini:

Ciao Marco, bentornato! So che sei molto impegnato, ma per me ed i miei lettori ti sei “inventato” il tempo per rispondere ad una breve intervista. Grazie… lo apprezzo molto.

Dott. Marco Salerno:

Ciao Daniela, in effetti ricevo pazienti fino a tarda sera, ma ad un’amica non nego certo la mia disponibilità. E’ un piacere ritrovarci dopo la pausa estiva…

Daniela Cavallini:

Marco, a volte – se considero la posta che mi perviene… devo dire “spesso” – accade che un uomo dichiari di tenere ad una donna, ma la ignori. Non le telefona; chatta in modo sfuggente con lei, dedicandosi ad altre persone dei vari social; in caso di distanza logistica promette – o non esclude – incontri, tuttavia con astratta pianificazione. Una sorta di palese distonia tra il dichiarare interesse ad una donna e… lanciarle ogni tanto un osso come ad un cane randagio. “Non gli piaci abbastanza”, è l’unica percezione che mi sovviene, ma è davvero così?

Dott. Marco Salerno:

Daniela, ti ringrazio di avermi coinvolto in questa breve intervista. E’ un argomento che spesso tratto con le pazienti. Invito i nostri lettori e lettrici a soffermarsi sul fatto che oggi più che in passato le persone hanno il bisogno sempre piu’ marcato di ricevere continuamente conferme, ricorrendo ai molteplici strumenti telematici a disposizione che consentono di mantenere un contatto virtuale costantemente attivo. Il limite di questa “connessione permanente” e’ quello di contribuire a creare l’illusione che l’altro, pur stando in contatto con noi, abbia maturato un reale interesse verso la nostra persona. La realtà invece e’ che spesso l’eccesso di informazione e di comunicazione non veicola contenuti di valore. Per cui, quando una persona si chiede perché nonostante centinaia di messaggi, non c’è un reale desiderio di incontrarsi o perchè a volte scompare, la risposta e’ che il contenuto di quei messaggi, non e’ costituito da reali intenzioni. L’interesse dichiarato alimenta il bisogno narcisistico di essere apprezzato e riconosciuto come persona capace di amare ma che in realtà non desidera realmente l’altro, bensì vuole solo alimentare il circuito virtuale del corteggiamento a cui non segue la traduzione dell’intenzione in azione. Posso consigliare a chi ci legge di non crearsi aspettative magiche nei confronti di chi promette troppo ed e’ sfuggente, ma di rimanere ancorati alla realtà dei fatti e di chiudere la corrispondenza se alle parole non segue una azione. Inseguire non paga mai perchè non fa altro che alimentare il circuito della dipendenza affettiva e della frustrazione di non sentirsi corrisposti, facendo scivolare in una spirale di ostinazione continua che va interrotta sul nascere. Inoltre ci troviamo spesso a generare nella nostra mente l’idea di una persona solo in base a quello che ci ha scritto o detto ma questo non corrisponde alla persona vera e propria la quale, al dunque, appare essere diversa da quello che abbiamo immaginato. Per cui teniamo presente che realtà ed immaginazione, sono due dimensioni ben distinte e separate, dove la realtà è tale proprio perché può essere verificata e vissuta in prima persona, altrimenti rimane solo una fantasia.

Perche’ e’ difficile chiudere la relazione con un partner narcisista

Roma 1 marzo 2016

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Quando si conosce un narcisista (uomo o donna) si sperimenta la sensazione di avere incontrato la persona che si aspettava da una vita, una sensazione di profonda comprensione e di stretta connessione pervade la propria esistenza. Non a caso i narcisisti/e sono persone molto intuitive, che riconoscono il bisogno di affetto e di riconoscimento della vittima, fanno di tutto per farsi voler bene all’inizio della relazione, sono sempre presenti e disponibili, raccontano del future radioso che li attendera’, arrivando quasi ad essere sempre tra i piedi fino a che il potenziale partner non capitolera’sotto la loro insistenza. La conseguenza di questa onnipresenza portera’ la vittima  a pensare che il narcisista (ancora non venuto allo scoperto) e’ l’unica persona che fino ad oggi la ha amata, e’ l’uomo o la donna perfetta. Anche quando mostrera’ qualche crepa nella sua personalita’, verra’ sempre giustificato pur di recuperare quel momento inziale di totale fusione e amore (apparente). La vittima di solito presenta un passato relazionale costellato di relazioni instabili, di tradimenti o di partner inaffidabili, per cui aver  trovato un compagno/a amorevole, in un primo momento fa vivere loro la speranza di aver ottenuto tutto quello che fin ora avevano sempre desiderato. Il narcisista inizialmente mette la sua vittima su un piedistallo facendola sentire unica, completamente unita a se’, due anime fuse in una, il tutto avvolto in una sensazione di profonda familiarita’. Quella sensazione di profonda unione in realta’ non e’ altro che il primo passo per insediarsi figuratamente nella mente e nello spirito della propria vittima di cui iniziera’ ad appropriarsi gradualmente. Il rapporto che si instaura nella coppia (narcisista-dipendente) e’ quello di totale fiducia e disponibilita’ nei confronti del narcisista, visto come quello/a che e’ in grado di comprendere ed esaudire ogni desiderio e bisogno.

Strategie efficaci per liberarsi da un narcisista

Roma 13 settembre 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Come posso difendermi da un manipolatore narcisista?

 

L’unico modo per difendersi da un manipolatore narcisista  e’ quello di evitarlo e non avere alcun contatto con lui/lei.  Ogni qual volta abbiamo un contatto con un narcisista ci sentiamo incredibilmente fragili e suscettibili, questo perche’ il narcisista conosce i nostri punti deboli e le fragilita’ e ne abusa in ogni modo. Quando ti logori dentro e ti struggi per comprendere i suoi comportamenti non fai altro che cadere nella sua trappola,  lui e’ consapevole che stai soffrendo e hai bisogno di parlare e capire per cui fa leva sul tuo bisogno, ti tormenta e ti umilia per irretirti nuovamente.   Finche’ avrai la presunzione di instaurare un contatto con il narcisista, di fargli capire che le sue azioni ti feriscono, di sperare che cambi ne uscirai sempre ferito e perdente poiche’ il suo gioco e’ proprio quello di tormentare la vittima e di instaurare una relazione di dipendenza con lei. Ti vede come un oggetto di sua proprieta’ e nulla piu’, non illuderti che nel suo profondo possa amarti perche’ il narcisista utilizza l’altro esclusivamente per alimentare se stesso. L’unico passo da fare per salvarti e’ quello di imparare ad amare te stesso e prenderti cura dei tuoi bisogni interrompendo ogni contatto con il narcisista. Il non contatto significa non rispondere ai suoi sms, email, telefonate, non controllare la sua pagina face book, il suo stato di whats up e non parlare di lui con persone in comune.  Ricordati che il narcisista abusa di te perche’ non rispetta le tue richieste e i tuoi divieti.

Perche’ non scegliere un partner narcisista

Roma 15 Maggio 2014

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Le persone che scelgono di avere un partner narcisista sono quelle che si trovano ad avere vicino un manipolatore emotivo e che mettono inconsapevolmente nelle sue mani i propri bisogni, il benessere e la realizzazione dei propri desideri. Chi si accompagna ad un partner narcisista di solito e’ una persona molto comprensiva, accogliente, generosa e affidabile che compiace chi ha vicino ma allo stesso tempo viene  manipolata con facilita’ poiche’ assume un atteggiamento passivo, prova un forte senso di colpa e del dovere, profonda paura della rabbia altrui. Preferisce star male e sentirsi ferita piuttosto che vedere il proprio partner arrabbiato, triste o depresso, assumendosi ogni responsabilita’. Si sente facilmente vulnerabile rispetto ad individuai molto centrati su di se e sui propri bisogni. La difficolta’ piu’ grande di chi vive una relazione con un narcista manipolatore e’ che non si rende conto che sta rinunciando a se stesso in funzione del proprio partner, e quando se ne rende conto prova rabbia ma continua ugualmente a stare nella relazione. Questo tipo di rapporti si caratterizzano per essere molto coinvolgenti emotivamente, con il passare del tempo l’apparente equilibrio della coppia, dove i ruoli di chi riceve e di chi da, rigidamente codificati, si amplificano sempre di piu’, e chi riceve vuole sempre piu’ disponibilita’ da parte di chi soddisfa i propri bisogni. Sfortunatamente tale schema relazionale di coppia si irrigidisce ad olranza e ogni tentativo di cambiarlo sara’ vano a meno che non si interrompa la relazione.

Ritratto di un narcisista

Il narcisismo è un aspetto della personalità che si snoda lungo un continuum, ad un estremo sono presenti i tratti narcisistici sani che coincidono con un equilibrato amor proprio, all’altro invece troviamo il disturbo narcisistico di personalità che coincide con una percezione grandiosa di se e una totale mancanza di empatia. Il narcisista è una persona profondamente convinta che i suoi interessi, le sue priorità e opinioni più importanti di quelle di chiunque altro, pur sembrando a volte in pubblico pacato e compassato, in privato assume un atteggiamento prevaricante ed egocentrico. Vive spesso in un mondo immaginario, popolato da fantasie di successo e di amore illimitato ma non si mette in gioco per realizzarle. Crede di essere unico e speciale, solo persone altrettanto speciali possono comprenderlo. Ha continuamente bisogno di essere ammirato e non riesce ad ascoltare attentamente i  discorsi di chi lo circonda perché ha bisogno di stare sempre al centro dell’attenzione. Il sentirsi su un piano diverso rispetto alle persone comuni fa credere al narcisista che il rispetto delle regole, l’impegnarsi e il mettersi in gioco in prima persona non lo riguarda poiché lui è al di sopra di queste cose da cui si sente esentato. Tende a sfruttare le persone senza provare alcun senso di colpa o rimorso e adotta spesso un atteggiamento manipolatorio dal quale cerca di trarre il massimo beneficio con il minimo sforzo. Incapace di provare empatia, è chiuso nel suo delirio di grandiosità, mostra una attenzione superficiale all’inizio delle relazioni per poi provare un totale interesse.