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Narcisismo e tradimento

 

 

Roma 7 luglio 2021

 

A cura del dott Marco Salerno

 

La qualità delle cure genitoriali ricevute nella prima infanzia indicano se la
monogamia o la non monogamia potranno essere strategie emotive e
riproduttive di successo. Se gli apprendimenti che hanno avuto luogo in età
infantile servono a preparare le persone ad un funzionamento sano nel mondo
adulto, i bambini imparano sicuramente molto attraverso l’osservazione dei
genitori. Non a caso spesso i figli di genitori monogami sono monogami mentre i
figli di genitori divorziati hanno maggiore probabilità di divorziare a loro volta, così
come i figli di genitori infedeli sono più esposti al tradimento. L’assenza del padre
predice un atteggiamento sessuale più promiscuo sia nei maschi che nelle
femmine mentre un investimento genitoriale stabile può essere un segnale di un
ambiente ricco di risorse emotive.

I partner infedeli hanno una determinata organizzazione di personalità e un
attaccamento spesso insicuro. Si tratta di persone che hanno punteggi elevati
nella “triade oscura” che racchiude un gruppo di personalità caratterizzate da
narcisismo, intelligenza machiavellica e psicopatia che si accompagna a bassi livelli
di empatia. Tutte le situazioni che favoriscono l’infedeltà’ possono attivare un
assetto mentale più orientato al narcisismo, emozioni come la passione e
l’infatuazione, possono sollecitare l’egocentrismo e un atteggiamento egoista. Le
persone travolte dalla passione hanno minore probabilità di riflettere sulle
conseguenze a lungo termine della gratificazione immediata dei propri desideri di
soddisfacimento sessuale o di coinvolgimento romantico. Il tipo di personalità che
ha maggiore probabilità di essere infedele e’ quello che riesce a suscitare
attrazioni fatali che rendono alcune persone più vulnerabili allo sfruttamento
sessuale ed emotivo. Spesso le illusioni e la negazione possono appannare il buon
senso e la capacità di riconoscere un tradimento in atto. i narcisisti spesso si
attraggono tra loro nel gioco relazionale della conoscenza e della seduzione. Le
persone con elevati tratti narcisistici non solo sono più esposti all’infedeltà’ ma
sono anche attratte da persone infedeli perché credono di vivere nella realtà le
loro grandiose fantasie romantiche. I narcisisti pensano che tutti coloro che non
possiedono le loro caratteristiche di personalità siano dei perdenti. Per loro e’
difficile riconoscere i punti di forza e di miglioramento senza cadere nel
compiacimento e nella vergogna. Allo stesso modo faticano ad individuare le

caratteristiche altrui senza sentirsi invidiosi e sentirsi inadeguati, ma di fronte ai
limiti delle altre persone provano disprezzo o disgusto. La capacità di accettare se
stessi e gli altri con pregi e difetti e’ ridotta. Le opinioni dei narcisisti sui criteri di
fedeltà spesso riflettono una duplicità dei criteri di giudizio che rivela una certa
dose di ipocrisia: e’ accettabile che il narcisista sia infedele ma non che lo sia il suo
partner. Alcuni studiosi hanno rilevato che le persone che hanno la pretesa di un
trattamento speciale sono inflessibili di fronte ad una trasgressione relazionale.
Quindi sembra che le persone più propense ad essere infedeli e a razionalizzare
questo comportamento, siano quelle più implacabili quando vengono tradite. Si
tratta di un atteggiamento che nasconde la convinzione che la propria infedeltà
sia completamente attribuibile alle mancanze del partner. Considerarsi la vittima
innocente di un coniuge pessimo disattiva qualsiasi senso di colpa latente a
proposito dell’infedeltà’. Viceversa non e’ possibile immaginare che il partner
possa avere una valida ragione per essere infedele e quindi i suoi tradimenti
costituiscono una grave offesa da punire.

Le persone con elevati tratti narcisistici poiché sono attratte da persone con
caratteristiche simili, possono non solo essere più predisposte a tradire ma anche
ad essere tradite e in questo caso ne restano sconvolte perché sono certe di non
aver fatto nulla che meriti un tale trattamento. A causa del loro egocentrismo non
riescono ad immaginare in quale misura i tratti della loro personalità possono
contribuire alle complicate situazioni relazionali nelle quali sono spesso coinvolte.
Inoltre a causa dell’inefficacia del loro funzionamento riflessivo e’ difficile che
comprendano quale influenza esercitano sulle altre persone: spesso non
capiscono quanto e’ difficile per il partner convivere con le caratteristiche
narcisistiche della loro personalità tra cui il bisogno di controllo, la pretesa di
avere sempre ragione e la scarsa disponibilità.
Superare l’infedelta’ e’ molto difficile per i partner traditi se il disturbo da stress
post traumatico, insorto dopo il tradimento si combina con un precedente
disturbo narcisistico. Questi pazienti non vogliono assumersi le responsabilità
nell’aver contribuito alle problematiche coniugali. Il narcisista che tradisce ha
difficoltà ad empatizzare con le circostanze che influenzano il comportamento del
partner e comprendere in quale modo il loro modo di comportarsi li renda
responsabili dell’esito delle loro relazioni. Il narcisista tende ad attribuire il
successo della relazione a se stesso e l’insuccesso al partner. Questo tipo di
pensiero contribuisce a far sì che i traditori pensino che il loro comportamento sia
legittimo e i traditi possano giustificare la propria furia vendicativa.

Quando il matrimonio si dimostra frustrante e il narcisista inizia a rammaricarsi della scelta
che ha fatto oppure quando tutti i migliori partner sentimentali sembrano già
impegnati e restano disponibili solo quelli che definiscono gli “avanzi”,come
conseguenza tradire, iniziare una relazione con una persona coniugata oppure
vendicarsi per l’infedeltà’ del coniuge possono sembrare giuste forme di
risarcimento delle scorrettezze e delle ingiustizie subite. Una persona può subire
di disturbo “post traumatico da amarezza” ovvero una reazione traumatica alle
ingiustizie e alle umiliazioni inevitabili della vita. La realtà non e’ sempre all’altezza
delle proprie fantasie sessuali e sentimentali nonostante i migliori sforzi tesi a
realizzare questi desideri. Poiché le persone narcisiste si sentono in diritto di
godere di un trattamento privilegiato, possono anche essere più vulnerabili
all’esasperazione traumatica. Chi tradisce ha un’abilita’ di manipolare gli altri,
definita intelligenza machiavellica che descrive l’abilità di manipolare gli altri al
fine di un guadagno personale spesso contro l’interesse altrui. Alcune persone
sono più manipolatorie di altre. Inoltre, alcune persone possono essere più
facilmente suggestionabili perché il loro pensiero illusorio le induce ad essere più
facilmente ingannabili. L’intelligenza machiavellica è associata ad una maggiore
predisposizione all’inganno sessuale e all’infedeltà’ e persone dotate di tale
intelligenza possono fingere di amare qualcuno solo per ottenere un rapporto
sessuale. Il fatto che molte persone in una relazione monogamica si fidino
ingenuamente del partner e abbiano un legittimo interesse a credere nella sua
fedeltà le predispone ad ignorare i velati indizi di un possibile tradimento e a
razionalizzarli; l’ingenuità’ del partner rende facile essere infedeli e farla franca.
Inoltre la fiducia nella propria astuzia li incoraggia a ritenere che ciò. che un
coniuge tradito ignora non possa farlo soffrire e che la probabilità di essere
scoperti sia sufficientemente ridotta. A fronte della intensa gratificazione sessuale
ed emotiva che può offrire una relazione extraconiugale, vale allora la pena di
affrontare il rischio di essere smascherati. E’ anche possibile ritenere che l’utilizzo
dell’intelligenza e della furbizia consenta di limitare i danni e di ridurre
significativamente le conseguenze dello smascheramento oppure di controllarle.
Chi tradisce ha una idea grandiosa di sé che lo autorizza a non rispettare le regole
e utilizzare l’intelligenza per avere successo con le menzogne. L’infedeltà’ richiede
un’ altra caratteristica di personalità che e’ la volontà di trasgredire e di mentire
pur sapendo che si tratta di un comportamento immorale e nocivo.

L’infedelta’ richiede un certo tipo di freddezza che e’ la caratteristica più evidente della
personalità psicopatica e si traduca nell’indifferenza del fedifrago verso la sofferenza che

può causare alle persone che afferma di amare ovvero il coniuge,
figli, genitori, suoceri, amanti ecc. ai quali ha rubato il partner. Il narcisista
psicopatico difficilmente riesce ad ammettere di possedere caratteristiche di
personalità egoistiche e di essere in grado di mettere in atto sconsideratamente
comportamenti dei quali ci si può pentire. La personalità psicopatica che tradisce
e’ caratterizzata da disinvoltura e fascino superficiale, grandiosità, tendenza
patologica a mentire, inclinazione all’inganno e alla manipolazione, mancanza di
rimorso o senso di colpa, affettività superficiale, una vita emotiva cinica e priva di
empatia e incapacità di assumersi le proprie responsabilità. E’ necessario essere a
proprio agio nel mentire ripetutamente nel nascondere la relazione
extraconiugale e per riuscirvi con successo e’ importante manipolare tutti coloro
verso i quali si dichiarano sentimenti amorosi, senza l’interferenza del senso di
colpa e del rimorso e senza empatia per il trauma del tradimento inflitto al
partner.
Se si viene scoperti e’ necessario negare ogni responsabilità, dichiarare la propria
innocenza, affermando che il partner muove accuse false ed e’ paranoico. Una
volta detta la verità e’ necessario sostenere che la colpa e’ esclusivamente del
partner e che si e’ stati indotti all’infedeltà’ dal suo comportamento
emotivamente trascurante o maltrattante come se il traditore non possedesse
una libera volontà e stesse solo reagendo agli eventi senza averne il controllo.
L’inganno aveva l’unica funzione di protegger il partner dalla dolorosa verita’ della
situazione ed era quindi di fatto un atto d’amore.

Il narcisista in amore: la perversione affettiva

 

 

Roma 3 maggio 2021

A cura del dott. Marco Salerno

Nelle manifestazioni del disturbo narcisistico più eclatanti e severe molti temi correlati alla vita amorosa sono compromessi; non é la stessa cosa per le forme meno gravi, in cui spesso si e’ sottolineato come vi siano dei paradossi. Il narcisismo e’ una questione spinosa nelle relazioni romantiche perché da un lato i narcisisti sono esperti nell’avvio di una relazione romantica perché appaiono desiderabili come partner. Queste relazioni sono problematiche perché tempestose e distruttive per le persone che si lasciano coinvolgere. Vi sono diversi modo di inquadrare la questione in ambito scientifico. Secondo l’Agency Model (Brunell e Campbell) le relazioni servono al narcisista per mantenere equilibri precisi, mantenere la sensazione di agire in prima persona, un’immagine del se’ ipertrofica, uno sfruttare gli altri per regolare l’autostima. La ricerca ha indagato
in quale misura e con quali articolazioni i soggetti narcisisti si muovono in queste direzioni. C’è, per esempio, ampio ricorso ad ostentare il proprio status esibendo beni materiali, a essere performanti in situazioni transitorie, ad usare qualsiasi mezzo per venirsi a trovare al centro dell’attenzione nell’immediatezza mostrando di essere dominanti., anche in competizioni pubbliche di diverso tipo. Possono essere anche affascinanti spendendo molto per i primi appuntamenti (Jones, Olderback 2014). Spesso c’e’ anche il bisogno di confermare le proprie aspettative cercando relazioni con persone che attestino la propria forza, partner che per bellezza, appartenenza, ricchezza, diano un immediato riscontro, un partner trofeo (Campbell 1999). C’e’ una costante ricerca di situazioni che diano rinforzo: nel breve periodo tale spinta può procurare un certo successo ma sul periodo medio-lungo quasi fisiologicamente emergeranno i limiti (Miller, Campbell, Pilkonis 2007). Tuttavia, quando i partner soddisfano le necessità narcisistiche (in termini di statu per esempio) le relazioni possono essere anchedurature (Seidman 2016).

Un certo grado di narcisismo (Hermann, Brunnell,Foster 2018) o di una delle sue componenti favorisce gli incontri e quindi, fino ad
un certo punto, aumenta quasi statisticamente le possibilità di vita affettiva. In generale e’ difficile connotare come fallimento in toto per i narcisisti la difficoltà di avere relazioni di lungo periodo, poiché essi non sembrano proprio desiderarle data la loro natura altamente individualistica. Potrebbe essere che da un lato perdano in intimità e progettualità ma dall’altro “guadagnino” su altri fronti. Vi sono ragioni per credere che i narcisisti traggano qualche beneficio dalle loro relazioni anche se si tratta per lo più di incontri brevi ed orientati alla sessualità (Hermann, Brunel, Foster 2018). In altri termini possiamo affermare che il tema non e’ solo, come nella tradizione, il fallimento relazionale nel lungo periodo quanto piuttosto il successo relazionale a breve termine e nelle situazioni che prevedono rinforzo e la tendenza alla caduta nel lungo periodo. La spinta a
piacere, lo charme, la confidenza a volte esagerata ma inizialmente non per forza esagerata, la disinvoltura sociale dei narcisisti fa di loro degli ottimi seduttori. E’utile ricordare come questa incapacità relazionale sia relativa a legami profondi mentre, anche se con relativa reciprocità, il narcisista e’ in grado di costruire relazioni di maggiore misura rispetto al borderline o all’evitante/schizoide. Questi aspetti sono importanti perché offrono potenziali occasioni di cambiamento che per altri funzionamenti sono meno frequenti. Sul versante della vita sessuale, le conseguenze della attitudini narcisistiche comportano una disposizione a comportamenti poco restrittivi con incontri più frequenti, partner più numerosi, ricerca più intensa di appuntamenti brevi e finalizzati alla sessualità, preferita rispetto a intimità di altro tipo (Foster, Shira, Campbell 2006). Comprensibilmente visto l’orientamento descritto, i narcisisti appaiono anche infedeli sessualmente, uno studio che ha usato il questionario per rilevare il disturbo narcisisticodi personalità, ha mostrato come chi ha ottenuto punteggi alti correlassero con la propensioni con appuntamenti al di fuori della
coppia.

Per le donne ciò si traduce in comportamenti quali baciare, flirtare, avere incontri saltuari, avere brevi relazioni estemporanee, avere relazioni
estemporanee brevi ma non più strutturate. In generale sembrerebbe che il tradimento, per i narcisisti e le narcisiste sia più un modo per procurare nuovi rinforzi che una reale volontà di cambiare la situazione. Interessante notare che nella coppia eterosessuale, é comunque il narcisismo femminile a predire problemi coniugali rispetto a quello maschile: inoltre é emerso che il narcisismo delle donne suscita più rabbia nei partner maschi che viceversa. Rispetto all’infedeltà é da riportare anche come i narcisisti siano spesso molto gelosi e vittime di infedeltà forse per via del clima relazionale che tendono ad imporre. Rispetto alle relazioni di lunga durata la ricerca sottolinea come siano terreno difficile quando e’ coinvolto un narcisista. I motivi sono vari, fra questi oltre quelli già ricordati, riportiamo la predisposizione a comunicazioni ostili e rabbiose come
anche la tendenza a rispondere in modo sproporzionato anche a lievi critiche, ad insultare e ad alzare la voce nelle discussioni, ad indurre gelosia nei partner per mantenere potere e controllo, a rivolgersi a partner diversi dopo eventi relazionali spiacevoli.

Molte ricerche degli ultimi anni hanno dimostrato che la bassa empatia, la tendenza ad usare gli altri, l’essere autocentrati fanno dei narcisisti grandiosi dei pessimi partner stabili ma e’ la componente relativa all’assertività’ a favorire gli incontri. Nel caso di incontro fra due narcisisti la bassa attenzione al partner condivisa parrebbe avere una paradossale funzione protettiva sul legame anche se si tratta di un legame ad alto tasso di aggressività reciproca forse per la particolare e condivisa attitudine a percepire attacchi al proprio Sé. Viceversa la presenza di propensione alla ricerca continua di nuove emozioni non sembra particolarmente frequente nei partner dei narcisisti. Se molte delle ricerche riportate fin ora riguardano prevalentemente il narcisista grandioso anche il narcisista vulnerabile pare poco propenso alle relazioni durature ma non tanto per la necessità di nuovi rinforzi quanto per la delusione provata e prefigurata.

Le personalità narcisistiche sia maschili sia femminili nel ciclo di vita come descritte nel manuale diagnostico psicoanalitico PDM-2 (Lingiardi McWilliams 2017) si collocano lungo un continuum di gravità che va da un livello nevrotico fino ad uno psicotico. All’estremo nevrotico troviamo individui narcisisti che possono essere socialmente adeguati, avere fascino e successo e pur non essendo capaci di intimità, essere ragionevolmente adattati alle proprie vite familiari, al lavoro e agli interessi che coltivano. All’estremo più patologico troviamo individui che presentano problemi di identità poco definita che spesso celano dietro un modo grandioso di presentarsi, mancano di un sentimento profondo e radicato di moralità e possono comportarsi in modo distruttivo per se e per gli altri Narcisismo maligno Kernberg 1984).Le caratteristiche chiave della personalità narcisistica sono:

  • Il tentativo di stabilire e mantenere un sentimento coeso di sé; le loro
    preoccupazioni sono i temi dell’autonomia, del controllo, dell’autostima e
    dell’identità’.
  • L’esperienza soggettiva caratteristica dei narcisisti e’ un sentimento di
    vuoto interiore e mancanza di significato che richiede ricorrenti infusioni di
    conferme esterne circa il proprio valore e la propria importanza.
  • Chi ottiene conferme del proprio valore mediante ricchezza e successo
    prova euforia e tende a comportarsi in modo grandioso ed arrogante, esige
    un comportamento privilegiato e tratta gli altri con disprezzo, soprattutto le
    persone che reputa inferiori.
  • Chi non ottiene dal contesto sufficienti conferme del proprio valore si sente
    depresso, prova vergogna ed invidia chi riesce ad ottenere ciò che lui non
    ha.
  • I narcisisti non traggono un vero piacere dal lavoro ma fantasticano di avere
    successi sconfinati, gloria e potere.
  • L’attaccamento e’ di tipo insicuro.
  • Difendono l’autostima ferita mediante una combinazione di idealizzazione e
    svalutazione degli altri.

Modelli di relazione di coppia con un narcisista patologico

 

Roma 3 aprile 2021

A cura del dott. Marco Salerno

 

Una relazione di amore sana si caratterizza per la presenza di una eccitazione sessuale che si trasforma in desiderio erotico per il partner, oltre ad essere presente la tenerezza nei confronti dello stesso. La capacità di empatia consente di identificarsi con l’altro e di comprendere i suoi stati d’animo e si accompagna ad una forma matura di idealizzazione insieme ad un profondo impegno nei confronti dell’altro. Infine, è presente il carattere passionale della relazione d’amore nei seguenti aspetti: la relazione sessuale, l’investimento sulla coppia e la relazione affettiva ed emotiva.  In questi ambiti il narcisista mostra i suoi limiti perché l’unico investimento affettivo che attua e’ su se stesso amplificando in modo grandioso il proprio sé e tenendo emotivamente lontano il partner. La conseguenza di questa situazione è l’impossibilitàdi passare dall’eccitazione al desiderio condiviso, di provare tenerezza e di identificarsi con il partner. Il narcisista si ferma ad una attrazione sul piano estetico/fisico ma non riesce ad entrare nella dimensione affettiva dell’altro e della coppia. Inoltre, spesso ha più relazioni contemporaneamente per evitare di dipendere da una unica persona, mostra una incapacità di provare gratitudine e condivisione sia reale che ideale,nonché una incapacità di perdonare e di essere grati. Le varianti più severe della tipologia del narcisismo presentano anche tratti aggressivi fino ad arrivare ad aspetti sadici che si traducono in violenze fisiche e psicologiche. Il narcisista pretende che il partner diventi come lui lo desidera, per tenere a freno i sentimenti di invidia e di svalutazione. Imposta la relazione in una dinamica di sudditanza e di subordinazione, pretendendo dal partner che lo rispecchi nella sua grandiosità e che si assuma le responsabilità dei problemi della relazione che sono sempre attribuiti alle mancanze del partner stesso.

Le possibili interazioni tra soggetti che hanno tratti narcisistici e soggetti con altri assetti sono numerosi tanto da determinare differenti combinazioni di coppia. Alcune coppie tipiche possono essere costituite da due narcisisti che esaltano l’uno le doti dell’altro o che condividono la forte tendenza a innamorarsi costantemente o a essere sensibili agli aspetti estetici (apparenza fisica). Oppure e’ possibile che si crei una coppia tra il narcisista e il partner con aspetti di dipendenza affettiva che appare inizialmente gratificato ed è poi incapace di ribellarsi. Una ulteriore combinazione può essere tra una persona con disturbo narcisistico e un’altra con disturbo borderline di personalità. Entrambe le strutture di personalità  sono caratterizzate da un ‘organizzazione simile ( senso di vuoto e di non appartenenza), inoltre è presente in forme diverse il timore di entrare in relazione intima con l’altro. La differenza sostanziale tra  le due e’ che il narcisista ha una struttura grandiosa di sé rispetto al borderline più coesa e unitaria che gli permette di mettere meno in atto comportamenti abbandonici ed impulsivi. Un narcisista può essere attratto da un borderline perché le forme di idealizzazione che questi mette in atto lo portano ad una totale ammirazione nei confronti del partner, spesso visto in modo distorto rispetto alle sue caratteristiche positive o negative.  Il borderline non conosce sfumature emotive per cui il narcisista verrà lusingato ed adulato al fine di prevenire un possibile abbandono. Inoltre, il soggetto borderline nonostante abbia paura di essere lasciato, si trova a suo agio in una relazione priva di una reale intimità che lo spaventerebbe, per cui riesce a tollerare l’andare e il venire del narcisista. L’iniziale clima di equilibrio nel quale sia il narcisista sia il borderline si pone come colui che colmerà il vuoto dell’altro, e’ destinato a terminare poiché nessuno dei due soggetti ha il potenziale per costruire una relazione d’amore matura e nessuno dei due si fida dell’altro. Questi presupposti sono destinati ad esplodere in litigi nei quali, alla svalutazione e al disprezzo che il narcisista mostrerà nei confronti del partner, seguiranno reazioni rabbiose di quest’ultimo che a sua volta svaluterà il narcisista, salvo poi tornare sui suoi passi. Infatti i soggetti con disturbo borderline sono caratterizzati da bassa autostima e forti vissuti di colpa alternati ad un senso grandioso di sé. In caso di rottura della relazione, si attribuirà le cause della fine della relazione e tornerà a cercare di riconquistare il narcisista in ogni modo. Il narcisista essendo a sua volta svalutato e rifiutato, accetterà le nuove lusinghe e il ritorno nella relazione eciòinnescherà una dinamica perenne di reciproca distruzione.

Una altra combinazione di coppia e’ quella tra un soggetto narcisista e’ uno masochista. Nelle relazioni sentimentali i masochisti tendono a legarsi a partner fortemente idealizzati ma che poi  si dimostrano frustranti e deludenti. Solitamente le personalità masochiste hanno sperimentato in adolescenza una prima esperienza amorosa non corrisposta verso qualcuno di irraggiungibile e il sentimento provato non diminuisce con il passare del tempo ma si amplifica. Di solito portano avanti relazioni insoddisfacenti con partner maltrattanti poiché inconsciamente nascondono una tendenza all’autodistruttività e un sentimento di piacere legato alla sofferenza. Questo aspetto si manifesta anche nelle relazioni sessuali in cui l’eccitazione erotica può essere catalizzata da esperienze fisiche dolorose. Questi individui possono instaurare relazioni con persone narcisiste che presentano una componente sadica marcata, i quali provano piacere a infliggere sofferenza e sono caratterizzati da una sessualità egoista ed aggressiva. Sia durante l’atto sessuale sia durante la relazione, si instaura una dinamica di ruolo che richiama la forma di dominante e dominato: in una coppia sposata il soggetto narcisista può mettere in atto atteggiamenti violenti a livello sia fisico che psicologico ed intrattenere relazioni extraconiugali, frustrando e ferendo il partner ma questi difficilmente interromperà la relazione, giustificando la scelta di restare con motivazioni poco chiare del tipo “il bene dei figli”. Quando la diade coniugale e’ caratterizzata da due individui affetti da una patologia conclamata, la relazione può degenerare in una più grave situazione psicopatologica di entrambi i partner. La dipendenza affettiva può essere anche considerata la risultante delle proiezioni narcisistiche sul partner che finiscono per farlo sentire un’appendice dell’altro svuotato e privo di senso senza la persona amata, conseguenza delle lesioni profonde inflitte alla sua autostima. Il partner del narcisista attribuisce a se stesso la responsabilità dell’indifferenza dell’altro e del suo atteggiamento così diverso dalle prime fasi della relazione, senza rendersi conto che in precedenza si stava relazionando con una falsa identità.  La tendenza del narcisista ad evitare il confronto, genera confusione e i contenuti del pensiero del partner finiscono per essere completamente orientati verso il tentativo di chiarire l’ambiguità’ che le discussioni si lasciano dietro. Spesso l’ansia generata dalla relazione si manifesta attraverso somatizzazioni (inappetenza, cefalea, ecc.). Il rapporto con un narcisista può generare un’esperienza traumatica che lascia segni profondi sul partner, il quale si sentirà sempre più vulnerabile provando la paura di provocare reazioni negative nel partner e finirà per sentirsi impotente e privo di risorse.

Il narcisista grandioso non percepisce i suoi aspetti disfunzionali come negativi anzi cerca di mantenere questi aspetti disadattavi intatti.  Il modello “Agency Model” (Campbell, Foster, Green, 2008) considera le relazioni narcisistiche come parte di un processo funzionale alla regolazione dell’autostima del soggetto. Il modello individua cinque caratteristiche:

  1. L’attenzione rivolta al dominio sull’altro anziché alla creazione di relazioni basate sull’intimità;
  2. Un’immagine di sé grandiosa;
  3. Il mantenimento e l’incremento di una autostima ipertrofica;
  4. Un senso di diritto;
  5. La reiterazione a mantenere la sua condizione inalterata.

Per un soggetto narcisista la certezza di essere interessante agli occhi degli altri si accompagnerà ad un atteggiamento estroverso e alla convinzione di essere ammirato e questo aumenterà a sua volta l’autostima, di conseguenza il senso di grandiosità del narcisista aumenta. Le persone che lo circondano sono il carburante per l’autostima del narcisista e sono funzionali al suo modo di essere. I modi in cui utilizza le persone a lui vicine passano per lo sfruttamento della loro ammirazione oppure del loro successo. Infine, li usa come contenitori in cui depositare la sua rabbia e i suoi fallimenti. Il narcisista di solito nasconde i suoi tratti disfunzionali quando si trova in situazioni nuove e suscita simpatia ed interesse negli altri per il fascino che lo contraddistingue. Con il passare del tempo le persone che lo iniziano a conoscere, avanzano richieste che il narcisista non riesce a soddisfare anche a causa dell’eccessiva sicurezza in se stesso. Il narcisista prende decisioni rischiose e superficiali e diventa meno attraente agli occhi degli altri anche per le sue maniere arroganti.

Chi sta in relazione con un  narcisista entrerà in una spirale  discendente che Campbell rappresenta con il modello “Chocolate Cake model”. In tale modello il narcisista è paragonato ad una torta al cioccolato in virtù del suo fascino iniziale che viene preferito al cibo salutare (relazione sana) ma che crea dipendenza e alla lunga nuoce alla salute come il narcisista che attrae e distrugge. Il partner narcisista inizialmente sembra una persona affascinante e attraente mentre con il passare del tempo si rivela egocentrico, materialista, ingannevole, controllante, provocando la sensazione di sentirsi usati. La percezione del partner narcisista cambia in peggio con il progredire della relazione e lascia pesanti strascichi sul piano emotivo con una significativa presenza di rabbia, impotenza e dolore.

 

 

 

Le motivazioni per cui un narcisista vuole chiudere una relazione: noia, ricatto, mancanza di empatia

Roma 15 febbraio 2021

A cura del dott. Marco Salerno

 

Quando il partner vuole dedicare tempo a se stesso, a coltivare attività ed
interessi o a riposarsi, lo psicopatico non lo accetta. I momenti di solitudine lo
turbano profondamente poiché non avendo una coscienza non ha nulla a cui
pensare per cui se chi gli sta accanto non lo ricopre di attenzioni, la noia e’ in
agguato. L’individuo tossico tende ad annoiarsi ed e’ alla continua ricerca di
stimoli per distrarsi da questa condizione persistente. Non sopporta di stare solo
per lunghi periodi a differenza dei soggetti sani che sanno apprezzare
l’introspezione e il contatto con le proprie emozioni. Lo psicopatico non ha una
propria identità definita e trascorre il tempo ad imitare gli altri creando un falso
. E’ mancante di empatia per cui non e’ in grado di entrare in contatto con
alcuno, costretto a stare da solo o ad impiegare il tempo ricorrendo al sesso,
alcool, droga o alla manipolazione degli altri.

Le relazioni sentimentali sono l’unico
mezzo che lo psicopatico ha per combattere la noia e per ricevere attenzioni.
Inizia a maltrattare la propria vittima quando ne trova una nuova di cui immagina
di essere innamorato. La fase di idealizzazione per lo psicopatico e’ solo un
momento transitorio per combattere la noia ed infliggere abusi per ricaricarsi
emotivamente. Dopo l’idillio iniziale la vittima si sente esausta perché’ ha
l’impressione di non sentirsi mai sola, sempre indaffarata a programmare impegni
per riempire il vuoto dello psicopatico che si circonda di persone con uno spiccato
senso genitoriale che lo sostengono in continuazione. Ha bisogno di circondarsi di
molte persone per ricevere continuamente attenzione e per non passare molto
tempo da solo. La noia più dolorosa arriva quando perde ogni interesse verso il
partner e le qualità che ammirava in lui/lei sono diventati solo difetti insostenibili.
Il coinvolgimento e la passione del passato sono solo un lontano ricordo e la
vittima si sente abbandonata ed isolata senza ragione, ridotta ad essere una delle
alternative a sua disposizione pur di non chiudere la relazione.
Lo psicopatico ha una personalità litigiosa ma non lo ammette mai, accusa sempre
gli altri di non capire mai i suoi bisogni. Provoca continuamente litigi pur
mantenendo un’aria innocente e non assumendosi mai la responsabilità delle sue
azioni. Fa osservazioni impercettibili mentre gli altri si arrabbiano e vengono feriti
ma lo psicopatico non si sente toccato in alcun modo da queste reazioni. La
modalità comunicativa che usa con le persone si caratterizza per maldicenze ed
insulti dopo averli idealizzati per un certo tempo. In ogni caso si dipinge sempre
come vittima di persone che gli fanno un torto senza che lui abbia fatto o detto nulla.

Lo psicopatico dopo aver criticato le sue vittime, le cerca a distanza di
tempo, suscitando in loro compassione senza che venga condannato il suo
comportamento. Durante la relazione la vittima ha potuto anche sperimentare
rabbia ed antipatie verso terzi di cui lo psicopatico le ha parlato negativamente
senza alcuna ragione, causando invidia e dissapori verso persone che non hanno
compiuto nulla di grave, generando un diffuso risentimento reciproco. Durante
l’idealizzazione e il “love bombing” la vittima considera lo psicopatico una persona
normale e che tutti gli altri siano invidiosi e malintenzionati; la relazione con lui
sembra unica poiché viene visto come la persona a lungo desiderata. Dopo
qualche tempo la realtà cambia, lo psicopatico inizia a parlare male di chi gli sta
accanto, la sensazione che il soggetto tossico vuole infondere e’ che la realtà sia
contro di lui in modo tale da diventare l’unica fonte di felicità. Si definisce una
vera e propria realtà fittizia in cui la vittima deve inventarsi sempre giustificazioni
per tutelare lo psicopatico che si sente vittima di chi lo circonda. Dopo aver
interrotto la relazione con lo psicopatico e durante il processo di guarigione, la
vittima si rende conto che la realtà che aveva vissuto fino ad allora era solo un
inganno. Prende coscienza che il partner non era quella persona unica che
credeva ed inoltre inizia anche a dubitare di tutte le persone che la circondano,
sentendosi profondamente sola. Gradualmente si ristabilisce la fiducia con le
persone vicine che non sono inaffidabili come lo psicopatico aveva fatto credere e
grazie a questo si medicano le ferite che la relazione con un individuo tossico ha
provocato nel tempo. Alla fine la vittima si rende conto che l’unica persona
negativa e disturbata era il proprio partner e non chi la circondava.

Bibliografia:

J.Mckenzie, Questo amore fa male, Giunti Editore 2019

Infedeltà e relazioni extraconiugali

Roma 16 febbraio 2019

A cura del dott. Marco Salerno

Il tema dell’infedeltà’ costituisce da sempre un terreno di confronto e di scontro per una coppia, attivando dinamiche emotive  che affondano le loro radici sia in cause biologiche sia psicologiche. Secondo Attili (2000) negli uomini e nelle donne potrebbe esserci una naturale propensione all’infedeltà’ poiché le scelte del partner sono riconducibili al complesso coadattato secondo cui le donne scelgono gli uomini alti, più anziani e con uno status socio economico che possa garantire a loro e alla prole il sostegno necessario affinché possano prendersi più a lungo cura dei loro figli. Gli uomini invece tendono a scegliere partner più giovani poiché la giovane età è garanzia di salute e di un buon patrimonio genetico e di un maggiore potenziale riproduttivo. Nonostante i maschi tendano ad avere più relazioni, mantengono un rapporto monogamico nel quale investire risorse e cure al fine di assicurare protezione e sopravvivenza alla propria discendenza. Il minore investimento da parte dei maschi in una relazione affettiva stabile può essere ricondotto al concetto espresso dal detto latino mater semper certa est, pater numquam (la madre è sempre certa, il padre mai). La motivazione biologica dell’infedeltà’ maschile è riconducibile alla strategia riproduttiva per propagare il proprio patrimonio genetico secondo cui diffondere i propri geni a basso costo anche in altre relazioni differenti da quella ufficiale. Allo stesso modo nella specie umana il successo riproduttivo femminile è assicurato non solo dalla scelta di uomini che hanno una posizione economicamente stabile ma anche dall’avere legami alternativi con altri a cui far credere di essere padri dei propri figli e quindi garantirsi un nuovo compagno nel caso in cui si perda il proprio. Secondo Baker (1996) per una donna potrebbe essere utile farsi fecondare di nascosto da un maschio portatore di geni migliori di quelli del proprio partner, poiché il compagno stabile potrebbe essere stato scelto per assicurare risorse economiche piuttosto che un buon patrimonio genetico. L’autore sostiene che una percentuale compresa tra il 10% e il 30%  di bambini nate da coppie stabili sia da attribuire a un tradimento da parte della donna.  Trevis (1972) spiega come la gelosia maschile sia legata alla possibilità che la propria partner abbia altri legami sessuali, per cui comporterebbe il rischio di allevare i figli di altri maschi mentre la gelosia femminile è legata all’idea che il proprio partner abbia un altro legame affettivo che implicherebbe lo spostamento di risorse su un’altra donna e su i suoi figli.

Da un punto di osservazione psicoanalitico il tradimento affonda le sue radici nell’insicurezza poiché per un uomo constatare il buon funzionamento del proprio pene è di per sé una soddisfazione, per cui il tradimento maschile può essere spiegato, al di là delle tendenze biologiche, come conferma dell’insicurezza  sul corretto funzionamento del proprio sesso. Inoltre i maschi tendono a confrontarsi con il padre che idealizzano come esempio di potenza sessuale rispetto alle femmine che si concentrano sulle capacità generative e sul bisogno di sicurezza e stabilità.  Lingiardi e Madeddu (1994) evidenziano che se i partner non sono sereni ed appagati individualmente, tendono ad attribuire la crisi del rapporto all’altro piuttosto che a se stessi, dimostrando di non essere capaci di assumersi la responsabilità delle proprie scelte ma di sentirsi vittime. Da un punto di vista psicoanalitico il tradimento può essere considerato una compulsione generato dai seguenti fattori:

Dal conflitto irrisolto alla crisi di coppia: fattori che determinano la fine di una relazione

Roma 23 gennaio 2019

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta

 

Ogni coppia durante il proprio ciclo di vita si confronta con momenti di crisi che riesce ad affrontare efficacemente se nel tempo ha sviluppato un insieme di strumenti che garantiscono un alto livello di qualità del rapporto. Alcuni autori (Snyder 1979, Beach e O’Leary 1985) identificano la qualità della relazione come il risultato della combinazione di comunicazione, accordo, percezione di supporto, gestione del conflitto, altri (Fincham e Bradbury 1987, Huston, Michale e Crouter, 1986)  ritengono che sia riconducibile a una valutazione globale negativa o positiva dell’unione. Infine gli studi più recenti identificano il benessere della coppia non come due opposti che si contrappongono (felicità e infelicità coniugale) ma concepiscono la qualità di una relazione come un costrutto formato da dimensioni positive e negative indipendenti piuttosto che in relazione ad una singola dimensione bipolare, positiva e negativa (Weiss e Heyman, 1997).

Le valutazioni che i partner possono esprimere riguardo alla via di coppia sono:

  • Valutazioni positive se sono coppie soddisfatte.
  • Valutazioni sia poco positive sia poco negative se sono coppie indifferenti.
  • Valutazioni molto positive e molto negative se sono coppie ambivalenti.
  • Valutazioni negative se sono coppie insoddisfatte.

Recenti ricerche hanno preso in considerazione non solo la qualità della relazione ma anche la stabilità, intesa come impegno e il rapporto tra queste due variabili. Per cui se aumenta la qualità, migliora anche la stabilità ma non è detto che al contrario possa valere lo stesso principio poiché alcune relazioni, pur essendo stabili, sono caratterizzate da elevati livelli di conflitto e bassi livelli di soddisfazione. Un alto grado d’impegno reciproco o commitment consente di superare il conflitto e di migliorare il rapporto. Qualità e stabilità sono i fattori di base su cui s’innestano una serie di elementi che possono favorire lo sviluppo e il mantenimento delle relazioni o esporla a rischio di rottura. Tra questi, secondo Cigoli e Sabatini (2000), si annoverano:

  • Fattori cognitivi e affettivi: le credenze sulla coppia, l’idealizzazione reciproca, lo stile di attaccamento, il livello d’intimità costituiscono un ruolo protettivo fondamentale a sostegno sia della stabilità sia della qualità della relazione poiché sono l’espressione del patto di coppia, della capacità di perdonare l’errore e di individuare il valore dell’altro.
  • Fattori interattivi: sono la comunicazione e il conflitto, il primo costituisce il canale principale attraverso cui la relazione viene vissuta e grazie a cui si definisce il confine reciproco all’interno della coppia, il secondo circoscrive il perimetro all’interno del quale emerge la differente percezione che un partner ha dell’altro.
  • Fattori etici: commitment con cui s’intende l’impegno e la dedizione al rapporto attraverso cui si promuovono comportamenti a favore della relazione che consentono di aumentarne e di mantenerne sia la qualità sia la stabilità. Tra i comportamenti di commitment si rileva quello di accomodamento che è il risultato della decisione di reagire a comportamenti distruttivi in modo costruttivo, inibendo quelli negativi e cercando di metterne in atto di positivi. L’accomodamento ha un valore positivo se è il frutto di una dedizione volontaria alla relazione, finalizzata a creare e ricreare il legame altrimenti si traduce in un evitamento.
  • Fattori riguardanti le reti familiari ed amicali: il rapporto vissuto con le famiglie di origine costituisce un elemento fondamentale che condiziona la modalità di essere e di concepire la coppia.

Quando la coppia si ammala: offese e risentimenti che inquinano la relazione

Roma 9 ottobre 2017

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Il litigio all’interno della coppia innesca una dinamica emotiva che puo’ avere conseguenze disastrose sulla tenuta della relazione. Di solito  le discussioni di coppia si caratterizzano per aggressivita’ reciproca, dolore, impotenza, umiliazione, disprezzo e un forte senso di valorizzazione. Il desiderio di annientare il partner potrebbe radicalizzarsi fino a diventare l’unico obiettivo per bilanciare il senso di svalutazione e di mortificazione subito. In realta’ un conflitto relazionale che si esplicita nel presente e’ il risultato di una lunga catena di offese irrisolte che si sono stratificate nel tempo, terreno fertile per futuri conflitti. Durante ogni discussione di coppia non  si opera un distinguo tra offesa subita, che sono quelle che gli individui ricevono  e offesa inflitta, che sono quelle procurate da altri.  La prima e’ quella che le persone sperimentano quando si sentono rifiutate e respinte mentre la seconda racchiude tutto cio’ che si attua per ferire gli altri. Tra le offese inflitte e’ possibile racchiudere umiliazioni, discriminazioni,  la critica intenzionale, l’esclusione. Chiaramente non e’ possibile stabilire criteri universali che possano decodificare l’offesa in senso oggettivo poiche’ l’offesa diventa tale e acquista un suo peso specifico in base a come viene elaborata, al significato attribuito all’evento e alla sicurezza interiore, per cui possono esserci offese intenzionali e offese non intenzionali. Cosa accade durante una discussione di coppia? Quali sono le conseguenze di un’offesa ricevuta dal proprio partner?

 

Le conseguenze di una discussione di coppia  connotata da offese, sono il far vacillare la propria autostima e nei casi piu’ gravi il minarne le basi. Offesa e autostima sono legate strettamente tra loro, per comprendere questo concetto e’ necessario rifarsi all’etimologia della parola “offendere” che origina dal latino ob = contro  e fendere = urtare, per cui offendere significa ferire gravemente la dignita’, l’onore, la reputazione di qualcuno con parole o atti. Sul piano psicologico ed emotivo il nesso causale tra offesa ed autostima si puo’ rintracciare su un duplice livello:
  1. Tra gli effetti di una offesa possiamo annoverare la sensazione di valere poco, di non essere all’altezza, di non essere considerati, il senso di offesa deriva dal timore di sentirci inferiori e non ascoltati, anzi addirittura svalutati. Queste sensazioni fanno vacillare la nostra autostima, incidendo sul senso di identita’ ed indebolendo la considerazione di se’.
  2. Di solito le persone con una autostima poco solida si offendono piu’ facilmente poiche’ si sentono colpite nel proprio valore personale dalle critiche e dalle offese dell’interlocutore come se il loro valore dipendesse direttamente dal riconoscimento che l’altro da loro, a differenza di chi possiede una autostima piu’ stabile che non si lascia disarcionare emotivamente con facilita’.

Amore e sesso nel cervello dei maschi

24 aprile 2017

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo pscioterapeuta a Roma

 

Dopo migliaia di anni siamo ancora qui a chiederci perche’ uomo e donna, maschio e femmina non riescono a comprendersi fino in fondo, con differenze e diffidenze che hanno accompagnato ogni generazione in ciascuna epoca storica. La lettura della relazione, emotiva e sessuale, che vorrei proporre in questo articolo, affonda le sue radici in una matrice di duplice stampo,  psicologica e neuro-fisiologica che prende in considerazione  la prospettiva maschile. Uomini e donne sviluppano il desiderio sessuale ed affettivo seguendo binari differenti che si sono strutturati nel corso dell’evoluzione, sotto l’influenza di condizionamenti sociali e culturali. Quando un uomo individua con lo sguardo una donna attraente, si attivano alcuni criteri di selezione che richiamano l’attenzione su alcune caratteristiche fisiche femminili, indicative di fertilita’ e di salute riproduttiva. I ricercatori hanno scoperto che l’attrazione per una figura femminile a clessidra, caratterizzata da seni grossi, vita sottile, ventre piatto e fianchi pieni, accomuna gli uomini di tutte le culture poiche’ tale struttura fisica comunica all’uomo la presenza di una donna giovane e sana, disponibile alla riproduzione. Il principale circuito che guida un uomo nell’iniziale riconoscimento di una compagna  e’ quello visivo. Quando la donna accoglie l’interesse dell’uomo ad avvicinarsi, si innescano una sequenza di comportamenti che vengono definiti “indizi di disponibilita’ al contatto”, secondo i quali si trasmette il reciproco interesse senza ricorre alle parole. E’ stato individuato come alcuni movimenti ed espressioni facciali sia di uomini sia di donne, sono approcci non verbali pre programmati nel profondo del cervello umano e trasversali ad ogni cultura.  Qualora  questi segnali facciali non verbali e fisico prossemici siano armonizzati tra loro e complementari, alla fase di precontatto tra un uomo e una donna segue una fase  di avvicinamento. Da qui in poi si attiva il rituale del corteggiamento proprio di ogni cultura che ha l’obiettivo di attirare la partner a se’ e di far crescere la tensione sessuale nel gioco dell’accoppiamento.  Durante questo processo di conoscenza  la pietra miliare e’ costituita dal bacio che e’ un vero e proprio banco di prova del gusto.