Amare un uomo con dedizione incondizionata ed accettare un amore condiviso

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Roma 11 febbraio 2016
Intervista a cura di D. Cavallini per “La Voce” quotidiano on line di informazione e cultura

 

Daniela Cavallini:
Grazie Dott. Salerno per essere ancora con noi. La nostra precedente intervista, intitolata “La condanna di non saper ricevere amore” , pubblicata in questa stessa rubrica, ha toccato davvero il cuore di molti lettori. Un tema complesso che ha origine nell’amore tanto anelato, ma negato o percepito negato, procurando dolore. Dolore al punto di costruire uno schema associativo devastante: “amore uguale dolore”.

 

Dott. Marco Salerno:
Buona sera Daniela grazie a lei per questo nuovo stimolante invito. Il tema delle relazioni di coppia e’ molto sentito in questo periodo storico, connotato da smarrimento ed idealizzazione. Lo schema secondo cui amare significa soffrire affonda le sue radici nella storia della letteratura e tocca in modo differente uomini e donne, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Amore come rinuncia a se’ e ai propri bisogni pur di avere una relazione e’ un pensiero insano che accompagna a volte la propria vita, sin dall’adolescenza. Questa modalita’ si ripete come uno schema di comportamento disadattivo quando, pur di fronte ai ripetuti fallimenti sentimentali, si ha l’incapacita’ di modificare quei comportamenti che alimentano la creazione di una relazione disfunzionale e svalutante. Ricordiamo che la coppia e’ un’ entita’ dinamica che si evolve continuamente, per cui anche le modalita’ relazionali devono essere riadattate da entrambi i partner alle circostanze evolutive del rapporto.

Daniela Cavallini:
Oggi, parliamo di un altro tipo di amore negato, ovvero quello che suscita una dedizione totale, che oso definire priva di equilibrio: l’accettazione passiva delle condizioni di un rapporto. Atteggiamento mentale ben diverso dall’amore incondizionato. Manifestare un comportamento remissivo e subente, pur di ottenere “quell’avanzo” che arriva come l’osso al cane maltrattato, ma che con la fantasia si vuole esaltare, sino a percepirlo “vero”, trasformandolo in un pasto lauto ed esclusivo. E’ d’accordo con il mio pensiero?

 

Dott. Marco Salerno:
Le persone che “elemosinano”amore presentano spesso un basso livello di autostima, mascherato a volte con un atteggiamento di pazienza ed autocommiserazione, di estrema comprensione verso l’altro anche quando questa e’ mal riposta. Chi “subisce”una relazione di coppia e’ attratto da persone piacevoli ad un primo impatto che poi si rivelano sgradevoli ed inaffidabili, e’ presente un desiderio magico e fantasioso di cambiare l’altro pur non accettando l’idea che nessuno ha il potere di modificare un’altra persona. La persona bisognosa d’amore si spende in ogni modo nel curare l’altro e dedica poco tempo ad occuparsi di se’ e a soddisfare i propri bisogni perche’ immagina che piu’ si occupera’ del proprio partner piu’ questo, in un meglio indefinito futuro, si accorgera’ di lei.

 

Daniela Cavallini:
Come si sente un uomo, tralasciando la categoria dei “maschi grezzi”, nell’essere oggetto di un amore così totalizzante?

 

Dott. Marco Salerno:
Occorre fare un distinguo per rispondere a questa domanda. Un uomo psicologicamente sano, emotivamente maturo ed adulto non ha bisogno di una partner geisha e/o madre che si adatti completamente a lui e neghi i propri bisogni, accontentandolo in ogni modo. Un partner adulto vive un amore totalizzante in modo soffocante non perche’ non voglia impegnarsi nella relazione, ma perche’ una relazione equilibrata si caratterizza per scambio e ascolto reciproco. Alla lunga la “devozione assoluta” genera noia, annulla il desiderio di scoperta e abbatte la libido. Ben diverso e’ il discorso se prendiamo in considerazione un partner apparentemente evoluto ma psicologicamente bisognoso di una donna che lo compiaccia, da dominare e svilire. Un tipico esempio e’ l’uomo narcisista, stereotipo molto diffuso in questo periodo storico, il quale vive la relazione esclusivamente
come mezzo per ricevere conferme del suo valore e non e’ assolutamente in grado di provare empatia e ascolto. Ovviamente vi sono anche donne narcisiste! Il dramma dell’avere una relazione con un narcisista e’ che spesso il/la partner rimangono incantate dalle promesse fatte loro, senza verificare la loro validita’. Il/la narcisista promette ma non concretizza mai quello di cui parla, attribuendo all’altro il fallimento o gli errori della relazione.

 

Daniela Cavallini:
Si dice che l’amore genera amore… pertanto non essendo facile essere amati con tanta devozione può divenire irresistibile… diviene così, per ‘contagio’ , il caso di due dipendenti affettivi che costituiscono un rapporto insano?

 

Dott. Marco Salerno:
Mi permetto di dire che sfortunatamente non sempre amore genera amore, anzi vi sono situazioni in cui l’amore non supera alcuna barriera nelle relazioni tra adulti. Di solito un dipendente affettivo e’ complementare ad un manipolatore affettivo, per cui la figura “bisognosa” d’amore si incastra con chi invece non e’ in grado di amare, generando una spirale infinita e distruttiva in cui la coppia non arriva mai a definirsi ma vive in un perenne stato di attesa tra l’assaporare il rapporto tanto agognato e l’ intima paura che questo momento non arrivera’ mai. Si alternano momenti di idealizzazione e di profondo sconforto fino a quando il dipendente affettivo non acquista la forza e la capacita’ di liberarsi dal meccanismo di manipolazione. Nel caso di due individui codipendenti la relazione si caratterizza come un rapporto disfunzionale di tipo simbiotico. Tale tipo di relazione si genera quando uno o entrambi i partner cercano nell’altro la compensazione delle proprie carenze, dei propri bisogni insoddisfatti, al fine di sostenersi reciprocamente. Per rompere questo circolo e’ fondamentale riconoscere quali sono i propri bisogni piu’ profondi e autentici, assumendosi la responsabilita’ che ognuno di noi e’ in grado di soddisfarli non attendendo che arrivi qualcuno e se ne faccia carico.

 

Daniela Cavallini:
Supponiamo che l’uomo in questione, “capitoli” sino a corrispondere questa donna. Tutto bene, verrebbe da dire, ma… poiché lei vive “di e per lui”, quest’uomo porterà sempre il peso della responsabilità della felicità e dell’infelicità di lei. Una situazione non facile…

 

Dott. Marco Salerno:
Come ha correttamente espresso, quando l’uomo “capitola” ad una donna che lo inonda d’amore (amore insano), abdica ad un tipo di relazione disfunzionale e simbiotica, in cui si ritrovera’ a ricoprire il ruolo di colui che deve prendersi cura della partner come se questa fosse una bambina, impossibilitata ad accettare una relazione paritaria, costellata di momenti di apparente condivisione ma in realta’ di profonda solitudine. Il leit motiv che contraddistingue tale rapporto e’ ” ti prego non lasciarmi perche’ io farei di tutto per te e la mia vita senza te non ha valore”. L’uomo che si trova di fronte ad una responsabilita’ del genere, che la partner gli ha messo sulle spalle come uno zaino pieno di pietre, probabilmente non potra’ mai vivere in modo autentico la relazione, determinando un modello relazionale sbilanciato che alla lunga o stagnera’ in un rapporto immobile non soggetto agli inevitabili cambiamenti del tempo o andra’ incontro alla rottura.

 

Daniela Cavallini:
Questa intervista prende spunto da un successo musicale, tuttavia ritrae una realtà ancora molto diffusa. Come vede questo tipo di
donna il Dott. Salerno?

 

Dott. Marco Salerno:
Situazioni come quelle narrate nella canzone “io domani” sono molto diffuse , fanno parte del repertorio relazionale , a differenza dell’epoca in cui e’ stato scritto il testo, oggi si identifica con maggiore facilita’ e chiarezza questo tipo di rapporto disfunzionale, gli si e’ dato un nome che va oltre il classico mal d’amore. La fluidita’ relazionale che caratterizza il periodo storico contemporaneo ha di positivo il fatto che rispetto a qualche decennio addietro, abbiamo la possibilita’ di confrontarci con chi vive esperienze simili, di accedere ad informazioni chiarificatrici e di chiedere auto a professionisti qualora divenga impossibile liberarsi in autonomia da una relazione dannosa per se’. La sfida che ci troviamo ad affrontare oggi e’ quella di coniugare la liberta’ di
scelta di un partner, maggiore rispetto al passato e la necessita’ di assumerci la responsabilita’ del buon andamento di una relazione, di essere consapevoli se veramente vogliamo metterci in gioco in un rapporto o se con onesta’, in primo luogo verso noi stessi, non ne siamo capaci o non ne abbiamo voglia, riconoscendo i nostri veri bisogni.

 

Daniela Cavallini:
E… come la vede Marco?

 

Dott. Marco Salerno:
Auguro a tutte le donne ( e anche uomini) che raccolgono briciole, di fermarsi e chiedersi se vogliono davvero questo, di guardarsi allo specchio e riconoscere le loro capacita’ , la sofferenza che un rapporto dipendente arreca loro e di aprire il loro orizzonte perche’ la vita non passa solo per quel piccolo spiraglio che vivono nella relazione in chi non li vuole.
La Penelope dei tempi moderni e’ spesso una donna piena di virtu’ e di capacita’ che dissipa nell’attesa che un uomo si accorga di lei. Si ritrova ad essere la seconda, l’amante, in paziente attesa che lui finalmente decida di accorgersi di lei per poter vivere finalmente l’amore agognato. Quest’uomo non lascera’ quasi mai la propria famiglia, la sua relazione, o ridurra’ le proprie attivita’ per dare spazio a lei, per cui l’attesa diventa una interminabile agonia, in cui la partner con la sua disponbilita’ compensa le mancanze dell’altro.

 

Daniela Cavallini:
Un consiglio per “lei” e uno per “lui”?

 

Dott. Marco Salerno:
Il consiglio che vorrei dare indistintamente a uomini e donne e’ quello di sviluppare ed alimentare la vostra complicita’, mettendovi l’uno a fianco dell’altro senza volervi sostituire all’altro. Complici sia quando si litiga sia quando giunge il momento di sostenersi, perche’ solo in questo modo la coppia continua ad esistere in una ottica di reciprocita’. Riconoscete la vostra relazione come l’”unica coppia” quella in cui l’esclusivita’, e non mi riferisco solo a quella fisica, vi porta a sentire che quello che accade tra voi e’ unico, il vostro progetto di vita non puo’ essere replicato con nessun’altro. Ed infine e non meno importante e’ conservare la capacita’ di corteggiarvi anche dopo molti anni, certo in modo diverso rispetto all’inizio, cercate di scoprire la persona che avete accanto perche’ ognuno di noi cambia nel tempo, ha desideri diversi, non smettete mai di ascoltare e di chiedere ed imparate a discutere, senza avere l’obiettivo di fare del male e a chiedere scusa.

 

Daniela Cavallini:
Un’intervista che fornisce importanti elementi di riflessione. Grazie, Dott. Salerno.
Non mi resta che ricordare i Suoi riferimenti professionali:
Dott. Marco Salerno- Psicologo e Psicoterapeuta – Roma
dottmarcosalerno@gmail.com; www.dottmarcosalerno.com; www.manipolazioneaffettivaroma.it
mobile +39 3474661496

 

 

Webgrafia: http://www.lavoce.be/index.php/parlare-d-amore-con-amore/6887-amare-un-uomo-con-dedizione-incondizionata-ed-accettare-un-amore-condiviso

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