Genitori manipolatori

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Roma 9 febbraio 2015

 

A cura del dott. Marco Salerno

 

 

I genitori sono la fonte di protezione, rassicurazione, accoglienza e amore incondizionato che agiscono per il bene dei figli e favoriscono la loro crescita, soddisfando i loro bisogni e  favorendo l’acquisizione dell’autonomia. La coppia genitoriale e’ composta da due individui  distinti, che vivono, agiscono e pensano a seconda del grado di consapevolezza e di maturazione affettiva emotiva che hanno raggiunto. E’ possibile distinguere genitori sani ed equilibrati che allevano i loro figli amandoli in modo nutriente e responsabile, riconoscendoli come esseri viventi a se’ stanti. Sono consapevoli dei loro punti di forza e dei loro limiti, desiderosi di migliorarsi e di ascoltare i propri figli per garantire loro una  vita equilibrata ed emotivamente soddisfacente. I genitori affetti da problemi psicologici, da nodi esitenziali irrisolti, da dipendenze e da patologie psichiatriche, situazione molto diffusa piu’ di quanto si possa immaginare, manifestano ogni giorno nella relazione con i figli il loro disagio  sotto forma della manipolazione affettiva. Essere genitori non implica avere la capacita’ di amare consapevolmente i propri figli, un genitore e’ colui che genera i figli fisicamente o li adotta ma sono solo le singole persone che attribuiscono un significato autentico  a questo ruolo. Coloro che pur essendo genitori, vivono nella relazione con i figli le loro ferite infantili, si caratterizzano per un alto grado di immaturita’ che crea un clima emotivamente tossico nella famiglia.

La profonda confusione tra i bisogni dei figli e i bisogni infantili dei genitori che si comportano ancora come bambini con la loro prole, e’ alla base del processo di manipolazione affettiva che si innesta sul bisogno di accudimento che ogni bambino ha. Un bambino ha bisogno della presenza e dell’assistenza di almeno un adulto per fare fronte ai propri bisogni, il genitore in quanto adulto deve adeguarsi alle esigenze dei figli e non viceversa. I bambini hanno bisogno di sentirsi amati, l’amore deve essere manifestato in modo chiaro, non ambiguo, con parole e gesti coerenti tra loro, hanno bisogno di una guida e di protezione, di genitori che mantengono le promesse e danno la possibilita’ ai figli di esprimere i loro sentimenti negativi e positivi. Il sentimento piu’ importante che un bambino puo’ e deve provare e’ la fiducia in se stesso che affonda le sue basi nell’amore, nell’approvazione dei genitori, nella percezione del proprio corpo e nell’accettazione di se’. I figli che non si sentono amati, non attribuiscono la mancanza di amore ai genitori ma a se stessi, si sentono in colpa di avere fatto qualcosa che ha portato il genitore ad allontanarsi da loro e si sentiranno inadeguati e non amati. Pur di ricevere amore un bambino arriva a negare le proprie emozioni, ad adeguarsi a tutti i tipi di richieste dei genitori, riducendosi a mendicare l’amore.  Secondo la psicologa Kathya Bonatti, i bambini non amati cercano in ogni modo di rendere felici i genitori, adeguandosi alle loro richieste e modificando il proprio sentire nella speranza di essere riconosciuti. In questo caso si parla di “bambini ammaestrati” che secondo la Bonatti rimangono legati ai genitori solo compiacendoli ed illudendosi attraverso la dipendenza di essere amati. Questi bambini domani saranno adulti che mendicheranno amore e cercheranno l’appagamento emotivo all’esterno, si aspetteranno che i loro bisogni vengano soddisfatti da un’altra persona, nell’attesa di essere continuamente nutriti. La psicologa Kathya Bonatti distingue due tipi di cause  all’origine  delle ferite emotive di un bambino:

 

  1. Cause omissive: si intendono mancanze, assenze, carenza di attenzioni riscontrabili sin dalla nascita, mancanza di cure igieniche che comportano sofferenze e ferite nei bambini. Tra queste cause si annovera anche l’assenza di contatto, calore, carezze, scarso o nessun ascolto, prestare poca attenzione, non sostenerli nelle loro scelte e non sottolineare il loro valore. Tutto questo crea dei veri “buchi emotivi” che vanno a minare l’autostima del figlio.
  2. Cause commissive: sono comportamenti di natura violenta sia fisica che psichica messi in atto volontariamente. Le violenze psicologiche sono quelle che vengono attuate senza forza fisica ma il cui effetto e’ altrettanto devastante, sono esercitate attraverso la comunicazione verbale e non verbale, punizioni, denigrando i figli con il sarcasmo, l’ironia, sminuendo i loro obiettivi e sforzi, facendo paragoni, riversando su loro la propria insoddisfazione e rabbia. Tra le cause commissive sono annoverate altri tipi di violenza tra cui le violenze energetiche,quando i bambini non subiscono ne violenza fisica ne psicologica diretta ma vivono in una condizione di terrore costante, minacciati da eventi imprevedibili come quando hanno genitori alcolisti. Sia le cause omissive che quelle commissive sono all’origine della manipolazione affettive e mentali.
Le manipolazioni affettive e mentali sono un tipo di interazioni che hanno lo scopo di influenzare gli altri senza che questi se ne rendano conto. Sono attuate  tramite le parole, i comportamenti e gli atteggiamenti, i pensieri e le discussioni (K. Bonatti).  Nello specifico della relazione genitori-figli la manipolazione e’ molto facile da mettere in atto perche’ i bambini sono dipendenti fisicamente ed emotivamente dai genitori ed assorbono tutte le informazioni che provengono da loro senza metterle in discussione ma le considerano una inconfutabile verita’ anche se contraddetta dai fatti.
Si possono annoverare quattro tipologie di manipolazione:

 

  1. Manipolazione omissiva: si attualizza attraverso comportamenti omissivi perpetrati dal padre o dalla madre o da entrambi con azioni come il “non dire”o il “non fare” attraverso le quali i genitori conseguono i loro obiettivi svalutativi nei confronti dei figli. (Es. non coccolare, non ascoltare i figli, interromperli quando parlano, non prendersi cura di se stessi, facendo arrivare ai figli il messaggio che essi non sono cosi’ importanti).
  2. Manipolazione commissiva: i genitori mettono in atto tale manipolazione per ottenere un loro tornaconto personale di tipo psicologico, sociale, economico. (I genitori che spingono i figli a sposarsi per avere nipoti, li usano come mezzo per dare un senso alla loro vita a prescindere dai desideri dei figli. I genitori che inviano messaggi ambigui e ambivalenti ai figli chiedendo due cose opposte, distruggono l’autostima dei figli che si sentono incapaci di raggiungere due obiettivi in antitesi. I genitori che creano rivalita’ tra i figli, che impediscono il raggiungimento dell’autonomia economica ed affettiva, che criticano le loro scelte del partner).
  3. La manipolazione raffinata: questo tipo di manipolazione e’ preceduta da un atteggiamento di generosita’ e di attenzione per i figli per cui e’ difficile da riconoscere. (Es. quando i genitori hanno garantito il benessere ai loro figli pretendono poi che questi li ripaghino soddisfacendo i loro bisogni, confidare ad uno dei figli di essere il preferito il quale poi si sente di non avere il diritto di chiedere altro, oppure lodare un comportamento dei figli che va ad esclusivo vantaggio dei genitori come usare i figli come parafulmine per i problemi coniugali, piuttosto che richiedere comprensione dei figli quando questi svolgono professioni di tipo medico, legale, ecc).
  4. Il vittimismo: e’ il tipo di manipolazione grazie a cui i manipolatori si auto vittimizzano per raggiungere i loro scopi. ( Es. quando un genitore trascura la propria salute per lamentarsi ed attirare l’attenzione del figlio, chiedere sempre aiuto per cose che potrebbero fare da soli). Il vittimismo permette di controllare i figli senza chiedere loro nulla in modo adulto, diretto, non assumendosi la responsabilita’ delle loro richieste.
  5. Il senso di colpa: e’ il modo principale per controllare i figli e mantenere il potere su di loro facendoli sentire in colpa per qualunque motivo, l’obiettivo ultimo e’ far si che loro non sentano mai i loro bisogni ma siano sempre sintonizzati su quelli dei genitori.
  6. Ricatti affettivi: tipico esempio di questo tipo di manipolazione e’ la frase: ”se non fai questo mamma o papa’ non ti vuole piu’ bene”. In questo tipo di manipolazione il genitore si dipinge come un martire e il figlio deve salvarlo in ogni modo per non farlo stare male, compiacendolo completamente e negando i propri bisogni e desideri. I genitori che adottano questo tipo di manipolazione presentano ai figli il conto di quanto hanno dato loro, per cui i figli sentono che non hanno ricevuto dai genitori in modo incondizionato e si adeguano alla richiesta di restituire quello che hanno ricevuto. (Es. la madre non ha abortito per cui il figlio deve essere grato; la madre si e’ sacrificata per cui i figli devono starle vicino;il padre e’ infelice per cui i figli devono rendergli la vita piu’ vivibile).
Quando la manipolazione e’ attuata con un figlio piccolo, questi non sapendo cosa significhi “essere cattivo” ma lo apprende in base al significato che i genitori attribuiscono a questa affermazione,  congela le proprie emozioni e  si adegua completamente al volere genitoriale per non perdere l’oggetto d’amore. Quando la manipolazione avviene con i figli adulti, questi a causa del ricatto emotivo, non riescono ad esprimere la rabbia  verso i genitori per paura di far loro del male. Tali dinamiche rimangono sempre uguali anche quando i figli diventano adulti, perche’ la paura della perdita ha congelato le emozioni al periodo in cui sono avvenute le manipolazioni, per cui le reazioni che gli adulti mettono in atto sono le stesse che adottavano quando erano piccoli.

 

Bibliografia:
Madri e padre manipolatori: Kathya Bonatti: Ma Prem Sangeet: Olosecos Ed.2012
17 Responses to Genitori manipolatori
  1. maura Rispondi

    Non può essere un ricatto affettivo anche tra giovani coppie … assurdo!

  2. Giovanni Rispondi

    Articolo molto interessante e utile, grazie

  3. Licia Rispondi

    Ora comprendo perché mi relaziono con uomini manipolatori e non disponibili perché è quello che meglio ricrea il mio ambiente con due bravi genitori, bravi anche a manipolare. Mi manca il terreno sotto ai piedi in questo momento mi sembra che tutta la mia vita sia stata un’alterazione manipolatoria…tutto questo affanno a compiacere e ad “aiutare” gli altri perdendo se stessi e forse senza mai essersi trovati. Che tristezza, cosa sono stata se non so chi sono? Sono stata “loro”, i miei genitori e i miei compagni. E chissà io dove sono rimasta…chissà infondo a quale cassetto. Grazie per l’articolo.

    • Marc Rispondi

      Mi sento come te, solo che sono un maschio. E non so come uscirne fa ormai parte di me da così tanto tempo.

  4. Paola Rispondi

    Grazie per l’articolo. Anch’io mi sento come Licia. E’ da tempo che sto lottando per uscire dall’antica dipendenza creata… è dura!

  5. Meg Rispondi

    Sfortunatamente mi ritrovo in questo tipo perverso di rapporti. La ricerca costante di attenzione che poi viene negata al momento giusto anche venendo sminuiti del valore che abbiamo perché non rispondiamo ai loro bisogni. Credo difficile spezzare la catena, anche se
    la consapevolezza è già un ottimo punto di partenza

  6. Anonimo Rispondi

    Dentro fino alla gola…l’ultima parte è inquietante…questi genitori meritano un aggettivo “infami”…mia madre lo fa senza scrupoli…per me lo fanno perchè sanno che sono genitori e non puoi fare nulla…pur di tagliarti le gambe fanno di TUTTO…e questo fa ancora più paura…

    • Marc Rispondi

      Sei fortunato/a nel mio caso lo fanno senza esserne consci, vittime a loro volta in tempi remoti. Questo crea sensi di colpa incredibili. Potessi odiarli sarebbe tutto più semplice.

    • Nerina Rispondi

      Anche io figlia di una madre narcisista patologica è un padre sottomesso da sua moglie. Sin da piccola non sono mai stata amata ne tantomeno ascoltata dai miei genitori già anziani. Tutta la mia vita sono cresciuta con manipolazioni da parte di mia madre, che ci faceva picchiate dal padre in modo che lei non fosse colpevole. Sono cresciuta con una madre Hitler che ci trattava come oggetti. Oggi sono oramai una donna e mamma con figli grandi con un grande dispiacere perché so di essere stata cresciuta senza amore, senza attenzione sono stata trattata come se fossi nessuno, invisibile, con maltrattamenti psicologici e manipolazioni sono state attuate persino sui miei figli..loro nipoti. E un grande peso da sopportare la mancanza d’affett È molto sopratutto non sentirsi parte di una famiglia perché continuamente criticati e accusati.

  7. Anna Maria Rispondi

    Eh sì ….fa male…..vogliono decidere x la mia vita

  8. Vasilica Rispondi

    Mio marito,ahimè è figlio di una “mamma” cosi….dopo 10 anni che stiamo insieme sono riuscita a tirarlo fuori da questa catena marcia solo a metà…rassicurandolo che lo amo per quello che è e cosi com’è…
    I passi in avanti li facciamo ancora di più da quando questa donna ha toccato anche nostro figlio….e lui Va diffeso…ho giurato a me stessa che nn le permetterò di rovinare anche la purezza di mio figlio cosi come ha fatto con il suo
    Bisogna stare vicino a questi figli adulti rovinati…amarli e farli sentire importanti e che hanno un valore…

  9. Adriana Rispondi

    Anche io stessa spiaggia stesso mare!…me ne accorgo ora che di anni ne ho 34 e abito sotto di loro nella vila costruita ad ok x continuare la loro manipolizione anche dopo il matrimonio…non sono mai stata consapevole, credevo di sbagliare sempre io..ora non più. Comincio a rispondere e a 34 anni mi becco anche qualche sberla per la mia “BOCCA LURIDA” manipolata x tutto da anni…sono in crisi..a 30 anni 4 anni fa quindi avrei dovuto chiedere loro il permesso per sposarmi…insulti..insulti…insulti… momenti di felicità a momenti di baratro. Se una cosa non mi piace,è buona,se un ristorante non mi piace andiamo li a festeggiare cene e festicciole…non so come difendermi..devo spezzare quasi vincolo altrimenti morirò aveno vissuto la vita che loro hanno progettato per me…DA CARCERATI PIÙ CHE FISICA MENTALE…

  10. Ragnetto Rispondi

    Ti distruggono dentro e la tua vita non te la rida indietro nessuno. Soprattutto quando hai la consapevolezza di ciò che stanno facendo. Riversano su di te le loro infelicità ed invece di comportarsi come la natura vorrebbe e renderti felice ti fanno vivere un inferno. Sono infami e schifosi. E tu ne sei vittima e non te ne puoi liberare. Ormai ti hanno rovinata devi aspettare solo che spariscono.

    • Nerina Rispondi

      Già ho 55anni e mia madre in modo subdolo ha manipolato per una vita intera. Non ho mai potuto prendere le mie scelte e quando lo facevo, si arrrabbiava e picchiava e picchia forte con parole cattive, ma lo fa sempre quando non ci sono gli altri componenti della famiglia. Nasconde tutto e finge di essere una brava madre e nonna!

  11. Emanuela Rispondi

    Eh già. Genitori, madri o padri che ti trattano come una merda e hanno la pretesa di essere amati spassionatamente e molto.

  12. Nerina Rispondi

    Bisogna distinguere da 2 cose: ci sono genitori che soffrono di narcisismo sin dalla loro infanzia poi si sposano hanno figli e il casinò e fatto. Poi ci sono genitori che si rendono conto di fare del male e quelli sono i peggiori, come mia madre malvagia, falsa che picchia mio padre. Io sono e sono tutt’ ora una vittima di 1 madre inaffettiva, cattiva e narcisista patologica. Triste ma vero

  13. Vavuz Rispondi

    Tutto uguale a mia madre, mio padre in un certo senso pure perché fa tutto ciò che dice lei per paura.Con l’aggiunta che dicono che Sono io a essere cattivo,bugiardo e altro, e mi disprezzano con tutti.

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