tradimento

Perche’ e’ difficile chiudere la relazione con un partner narcisista

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Roma 1 marzo 2016

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Quando si conosce un narcisista (uomo o donna) si sperimenta la sensazione di avere incontrato la persona che si aspettava da una vita, una sensazione di profonda comprensione e di stretta connessione pervade la propria esistenza. Non a caso i narcisisti/e sono persone molto intuitive, che riconoscono il bisogno di affetto e di riconoscimento della vittima, fanno di tutto per farsi voler bene all’inizio della relazione, sono sempre presenti e disponibili, raccontano del future radioso che li attendera’, arrivando quasi ad essere sempre tra i piedi fino a che il potenziale partner non capitolera’sotto la loro insistenza. La conseguenza di questa onnipresenza portera’ la vittima  a pensare che il narcisista (ancora non venuto allo scoperto) e’ l’unica persona che fino ad oggi la ha amata, e’ l’uomo o la donna perfetta. Anche quando mostrera’ qualche crepa nella sua personalita’, verra’ sempre giustificato pur di recuperare quel momento inziale di totale fusione e amore (apparente). La vittima di solito presenta un passato relazionale costellato di relazioni instabili, di tradimenti o di partner inaffidabili, per cui aver  trovato un compagno/a amorevole, in un primo momento fa vivere loro la speranza di aver ottenuto tutto quello che fin ora avevano sempre desiderato. Il narcisista inizialmente mette la sua vittima su un piedistallo facendola sentire unica, completamente unita a se’, due anime fuse in una, il tutto avvolto in una sensazione di profonda familiarita’. Quella sensazione di profonda unione in realta’ non e’ altro che il primo passo per insediarsi figuratamente nella mente e nello spirito della propria vittima di cui iniziera’ ad appropriarsi gradualmente. Il rapporto che si instaura nella coppia (narcisista-dipendente) e’ quello di totale fiducia e disponibilita’ nei confronti del narcisista, visto come quello/a che e’ in grado di comprendere ed esaudire ogni desiderio e bisogno.

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Perfetti sconosciuti: quando la tecnologia si sostituisce alle relazioni

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Roma 23 febbraio 2016

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta

 

Questo articolo prende spunto da un film attualmente presente nelle sale cinematografiche, dal titolo “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese. La trama  verte sul senso di estraneita’ che ognuno dei protagonisti nutre nei confronti del proprio partner, coltivando relazioni parallele di cui l’altro non e’ a conoscenza. Ma cosa accade quando si ipotizza l’idea di aprire un varco nella vita segreta di ognuno dei protagonisti? Quali scomode verita’ si scoprono, che conducono a rivedere l’identita’ dell’altro, evidenziando particolari di cui non sospettava neanche l’esistenza? I rapporti si disintegrano, non reggono il peso della menzogna e dell’estraneita’, perche’ognuno ha un’idea del partner che non combacia con quello che realmente e’, perdendosi nella delusione di una verita’ banale quanto dolorosa. L’identita’ di ogni protagonista e’ costituita da multiple identita’, tutte racchiuse e tenute ben separate all’interno del proprio telefono cellulare, una scatola nera che e’ meglio non aprire perche’ quello che si vede e si ascolta, e’ troppo scomodo ed infrange la fantasia che ognuno si e’ creato su chi vuole bene. Lo sconcerto nasce non solo dalla scoperta di altre vite custodite nella scatola digitale ma dal fatto che l’identita’ visibile, familiare e’ una delle tante che ogni personaggio sceglie di mettere in scena.

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La condanna di non saper ricevere amore. Intervista al Dott. Marco Salerno

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Giovedi’ 10 dicembre 2011

 

Carissimi Amici, Carissime Amiche, ho spesso affrontato il tema dell’amore non corrisposto, tuttavia, oggi, con Il Dott. Marco Salerno – Psicologo e Psicoterapeuta – esaminiamo una condizione meno “proclamata”, ma di vitale importanza: non saper ricevere amore.
La sensazione di sentirsi rifiutati, sia essa constatabile o solo percepita -non fa molta differenza – conduce alla chiusura, alla mancanza di autostima, creando un circolo vizioso che porta l’individuo ad una drammatica conclusione: “non sono amato perché non sono degno di amore”, seguito dall’altrettanto catastrofico pensiero “io non valgo nulla”. Da qui nasce la diffidenza verso chi gli manifesta amore: chi non ama se stesso, ben difficilmente può credere che possano amarlo gli altri. Coerente con tale stato di autosvalutazione, recepire, stupiti ed increduli,  come falsità le amorevoli esternazioni rivoltegli.

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Quando la coppia va in crisi

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Roma 21 ottobre 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno

 

A volte gli aspetti che hanno fatto innamorare di una persona, le sue qualita’, i suoi pregi assumono un’aura negativa, arrivano ad essere insopportabili fino al punto di generare una vera e propria insofferenza. Lo psicologo F. Walsh ha evidenziato attraverso i propri studi che la differenza tra una coppia funzionale ed una disfunzionale sta nel grado di collaborazione tra i rispettivi partner, le regole stabilite e il loro mantenimento determinano il grado di stabilita’ e di aggregazione della coppia. Uno degli elementi che possono determinare la crisi di coppia e’ una distribuzione asimmetrica nel potere all’interno della coppia. Tale condizione crea una condizione di stanchezza e un calo dell’attrazione e del desiderio sessuale. Inoltre la capacita’ di esprimere le proprie emozioni reciprocamente, favorisce un clima di coesione e di ascolto grazie a cui ognuno si sente libero di essere se stesso. La principale causa che Walsh ha identificato per determinare una separazione e’ la mancanza di capacita’ di problem solving, poiche’ i partner non riescono ad individuare il problema che li affligge e ad esprimere il conflitto per paura di incrementarlo e di non essere piu’ capaci di gestirlo alla lunga. Tale tipo di coppie possono evolversi in due differenti direzioni, o si allineano al fatto di andare d’accordo a tutti i costi, trasformandosi in una coppia che non comunica ma si adatta passivamente l’uno all’altro o diventano i peggiori nemici.

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I colori dell’amore: teorie della vita amorosa

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A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Psicologi e ricercatori hanno proposto un numero di differenti teorie sullamore, considerato una emozione umana di base non comprensibile facilmente pur coinvolgendo ogni persona. Lo psicologo ZickRubin sostiene che l’amore è composto da tre elementi di base che sono: l’attaccamento, il prendersi cura e l’intimità. Per attaccamento si intende il bisogno di ricevere cure, approvazione e contatto fisico con un’altra persona, il prendersi cura invece si riferisce ad una azione attiva tramite cui ci si prende cura di chi si ama, valutandone i bisogni nello stesso modo con cui si valutano i propri, mentre con il termine intimità si intende la propensione di condividere pensieri, desideri e sentimenti con un’altra persona. Oltre  a questo modello dell’amore è possibile individuare quello della psicologa Elaine Hatfield la quale rintraccia due tipi di amore di base: l’amore compassionevole e l’amore appassionato. L’amore compassionevole è caratterizzato da rispetto reciproco, attaccamento, affetto e fiducia e si caratterizza per sentimenti di comprensione e reciprocita’. L’amore appassionato invece si distingue per emozioni intense, attrazione sessuale, affettività e bisogno di vicinanza, per cui quando queste emozioni intense sono corrisposte, le persone sono felici e appagate.

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