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Amare un uomo con dedizione incondizionata ed accettare un amore condiviso

 

Roma 11 febbraio 2016 Intervista a cura di D. Cavallini per “La Voce” quotidiano on line di informazione e cultura

 

Daniela Cavallini: Grazie Dott. Salerno per essere ancora con noi. La nostra precedente intervista, intitolata “La condanna di non saper ricevere amore” , pubblicata in questa stessa rubrica, ha toccato davvero il cuore di molti lettori. Un tema complesso che ha origine nell’amore tanto anelato, ma negato o percepito negato, procurando dolore. Dolore al punto di costruire uno schema associativo devastante: “amore uguale dolore”.

 

Dott. Marco Salerno: Buona sera Daniela grazie a lei per questo nuovo stimolante invito. Il tema delle relazioni di coppia e’ molto sentito in questo periodo storico, connotato da smarrimento ed idealizzazione. Lo schema secondo cui amare significa soffrire affonda le sue radici nella storia della letteratura e tocca in modo differente uomini e donne, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Amore come rinuncia a se’ e ai propri bisogni pur di avere una relazione e’ un pensiero insano che accompagna a volte la propria vita, sin dall’adolescenza. Questa modalita’ si ripete come uno schema di comportamento disadattivo quando, pur di fronte ai ripetuti fallimenti sentimentali, si ha l’incapacita’ di modificare quei comportamenti che alimentano la creazione di una relazione disfunzionale e svalutante. Ricordiamo che la coppia e’ un’ entita’ dinamica che si evolve continuamente, per cui anche le modalita’ relazionali devono essere riadattate da entrambi i partner alle circostanze evolutive del rapporto.

Medicare le ferite dell’anima: come rinascere dopo la fine di un rapporto con un narcisista

Roma 28 gennaio 2016

 

a cura del dott. Marco Salerno Il passo piu’ importante da compiere per riprendersi emotivamente dopo aver avuto una relazione con un/a narcisista e’ quello di mettersi al centro del proprio mondo, prendendo coscienza che non puo’ esserci altra persone se non se stesso che puo’ prendersi cura, rispettare e garantire protezione e stabilita’ emotiva.  Trattare se stessi come vorremo che gli altri facessero con noi e’ l’unico modo per tenere lontano le persone che intossicano la propria esistenza con ricatti, manipolazioni e sensi di colpa. Dopo aver interrotto la relazione con un/a narcisista e’ indispensabile  non farsi piu’ riagganciare e ritornare a verificare se la persona e’ cambiata per alleviare il senso di vuoto e la sua mancanza. Il narcisista patologico nella maggioranza dei casi non cambia mai. Quando e’ presente il desiderio di tornare ad avere una relazione con un narcisista si innesca un processo di scissione e di rimozione, secondo il quale si separano i ricordi negativi  da quei pochi positivi e si rimuove tutto cio’ che ha fatto stare male, ricordando solo la sensazione di inebriamento e di piacere che le sue parole procuravamo quando  raccontava quanto amava e teneva alla relazione. Tali parole pero’ non si sono mai tradotte in azioni e tanto meno hanno costituito la base per avviare un progetto di vita comune. Il ritornare sui propri passi su spinta della nostalgia e della mancanza puo’ essere evitato solo ricordando il dolore  e le aggressioni verbali e fisiche ricevute, in questo modo si evitera’ di confondere la dipendenza e l’ossessione con la mancanza di un rapporto sano.

Strategie efficaci per liberarsi da un narcisista

Roma 13 settembre 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Come posso difendermi da un manipolatore narcisista?

 

L’unico modo per difendersi da un manipolatore narcisista  e’ quello di evitarlo e non avere alcun contatto con lui/lei.  Ogni qual volta abbiamo un contatto con un narcisista ci sentiamo incredibilmente fragili e suscettibili, questo perche’ il narcisista conosce i nostri punti deboli e le fragilita’ e ne abusa in ogni modo. Quando ti logori dentro e ti struggi per comprendere i suoi comportamenti non fai altro che cadere nella sua trappola,  lui e’ consapevole che stai soffrendo e hai bisogno di parlare e capire per cui fa leva sul tuo bisogno, ti tormenta e ti umilia per irretirti nuovamente.   Finche’ avrai la presunzione di instaurare un contatto con il narcisista, di fargli capire che le sue azioni ti feriscono, di sperare che cambi ne uscirai sempre ferito e perdente poiche’ il suo gioco e’ proprio quello di tormentare la vittima e di instaurare una relazione di dipendenza con lei. Ti vede come un oggetto di sua proprieta’ e nulla piu’, non illuderti che nel suo profondo possa amarti perche’ il narcisista utilizza l’altro esclusivamente per alimentare se stesso. L’unico passo da fare per salvarti e’ quello di imparare ad amare te stesso e prenderti cura dei tuoi bisogni interrompendo ogni contatto con il narcisista. Il non contatto significa non rispondere ai suoi sms, email, telefonate, non controllare la sua pagina face book, il suo stato di whats up e non parlare di lui con persone in comune.  Ricordati che il narcisista abusa di te perche’ non rispetta le tue richieste e i tuoi divieti.

I colori dell’amore: teorie della vita amorosa

Roma 9 settembre 2015

 

A cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Psicologi e ricercatori hanno proposto un numero di differenti teorie sullamore, considerato una emozione umana di base non comprensibile facilmente pur coinvolgendo ogni persona. Lo psicologo ZickRubin sostiene che l’amore è composto da tre elementi di base che sono: l’attaccamento, il prendersi cura e l’intimità. Per attaccamento si intende il bisogno di ricevere cure, approvazione e contatto fisico con un’altra persona, il prendersi cura invece si riferisce ad una azione attiva tramite cui ci si prende cura di chi si ama, valutandone i bisogni nello stesso modo con cui si valutano i propri, mentre con il termine intimità si intende la propensione di condividere pensieri, desideri e sentimenti con un’altra persona. Oltre  a questo modello dell’amore è possibile individuare quello della psicologa Elaine Hatfield la quale rintraccia due tipi di amore di base: l’amore compassionevole e l’amore appassionato. L’amore compassionevole è caratterizzato da rispetto reciproco, attaccamento, affetto e fiducia e si caratterizza per sentimenti di comprensione e reciprocita’. L’amore appassionato invece si distingue per emozioni intense, attrazione sessuale, affettività e bisogno di vicinanza, per cui quando queste emozioni intense sono corrisposte, le persone sono felici e appagate.

I 12 comandamenti per liberarsi dalla dipendenza affettiva

Roma 8 settembre 2015

 

a cura del  dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

Come capisco se sono un dipendente affettivo?

 

Il dipendente affettivo mostra i seguenti sintomi: paura dell’abbandono, paura di perdere l’amore, senso di colpa e di inferiorita’, timore di mostrarsi per come  e’, ansia, depressione , insonnia, inappetenza, gelosia, bisogno di controllo.

 

Che cosa e’ esattamente la dipendenza affettiva?

 

La dipendenza affettiva o love addiction e’ una condizione psicologica che si crea  quando un rapporto affettivo si trasforma in un’abitudine a soffrire e si caratterizza per la paura dell’abbandono.  E’ presente un marcato bisogno di approvazione e una visibile difficolta’ nel fare scelte libere dal giudizio.

 

Quali sono le tre principali caratteristiche della dipendenza affettiva?

La personalita’ liquida: il rifiuto di diventare adulti

Roma 30 luglio 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma La personalita’ liquida fa riferimento ad un tipologia di persona che si caratterizza per costante insoddisfazione, per la continua ricerca del compagno ideale, di una persona che “la possa far stare bene”, di qualcuno che dia significato alla propria vita. Le personalita’ liquide sono sia uomini che donne e si riconoscono perche’ attribuiscono al partner la responsabilita’ di definire la loro identita’, instaurando un rapporto simbiotico che richiede una dedizione assoluta e continua. Per comprendere meglio questo tipo di personalita’ prendiamo come esempio l’acqua e la bottiglia, la personalita’ liquida e’ come l’acqua, non ha una propria forma ma assume quella del suo contenitore con cui sta in totale contatto e che conferisce al liquido una identita’ attraverso la forma della bottiglia. In riferimento a questo esempio, l’acqua senza bottiglia si disperderebbe e non avrebbe confini, per cui non puo’ fare a meno della bottiglia.

Le conseguenze psicofisiche della dipendenza affettiva

Roma 29 luglio 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

 

La dipendenza affettiva e’ una condizione psicologica riconducibile ad un particolare quadro psicofisico e a determinate condizioni emotivo familiari che contribuiscono a mantenerla e ad alimentarla. Qui di seguito sono elencate quattordici caratteristiche che connotano la dipendenza affettiva, utili per riconoscere se ne si e’ affetti.

 

 

 1) Provenire da un contesto familiare disfunzionale dove i bisogni di intimita’ e di amore non sono stati presi in considerazione dalle figure di riferimento

 

2) Soddisfare i propri bisogni di amore e di riconoscimento solo attraverso la cura del partner

 

3) Scegliere uomini o donne che appaiono bisognosi di aiuto e cercare di aiutarli e salvarli attraverso il proprio amore

 

4) Avere una profonda paura dell’abbandono e fare qualunque cosa per evitarlo

 

5) Farsi carico dei bisogni del proprio partner per averlo vicino, come supportarlo finanziariamente, cercargli lavoro, accudire esclusivamente i figli

 

6) La mancanza di amore durante l’infanzia che, producendo una condizione di vuoto emotivo interno, si cerca di compensare compiacendo il partner

GRUPPO DI SOSTEGNO PSICOLOGICO A ROMA PER MIGLIORARE LA PROPRIA AUTOSTIMA E COSTRUIRE RELAZIONI AFFETTIVE SODDISFACENTI

Che cosa è l’autostima: è la valutazione che una persona ha di se’, delle proprie capacità e del modo di stare al mondo; è il senso di auto accettazione, un atteggiamento positivo verso se stessi e l’intima consapevolezza del proprio valore. Stimare se stessi significa non mettere in discussione la propria importanza ed essere capaci di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e stabilire un rapporto costruttivo con gli altri.

 

Perché partecipare ad un corso sull’autostima:  Hai scarsa fiducia in te stesso? Hai difficoltà ad ascoltarti e ad individuare obiettivi realistici e coerenti con le tue aspirazioni? Ricerchi l’approvazione degli altri  e i tuo umore dipende da chi ti sta vicino? Riconosci di non metterti spesso in gioco e di rischiare? Provi spesso ansia e i tuo umore cambia velocemente durante la giornata? Non riesci ad esprimere le tue emozioni per paura di essere giudicato? Se la risposta a queste domande è affermativa questo corso fa al caso tuo!

 

Un sano livello di autostima è la premessa fondamentale per ri-trovare il proprio benessere psico-fisico, per diventare consapevoli dei propri bisogni ed imparare a soddisfarli, liberi dalle paure e da sensi di colpa. Stare bene con se stessi è una condizione necessaria ed indispensabile per vivere con consapevolezza la propria vita e per sviluppare relazioni affettive soddisfacenti. Avere fiducia in sé e migliorare la propria autostima consente di fare scelte consapevoli e volontarie nel rispetto della propria persona in linea con i propri obiettivi e di sviluppare relazioni chiare, assertive e paritarie.

 

Obiettivi del corso: lo scopo del ciclo di seminari teorico esperienziali è quello di guidare i partecipanti verso il riconoscimento dei propri bisogni ed emozioni, la consapevolezza della stima di sé e l’auto accettazione. Si propone di individuare le convinzioni e i pensieri che impediscono di fare scelte in linea con i propri desideri più profondi, di imparare a dire di “no” ed esprimere i propri sentimenti positivi e negativi senza sentirsi in colpa. Inoltre si acquisirà la capacità di mettere dei limiti, di sviluppare un comportamento assertivo, di chiedere aiuto e di perdonarsi.

 

Struttura del corso   Il corso è composto dai seguenti 8 incontri:
  1. Autostima: vincere la voce critica interiore, smettere di giudicare negativamente se stessi e sviluppare strategie positive per accrescere l’autostima. 18 marzo 2015
  2. I pensieri negativi che minano l’autostima: riconoscere le modalità di pensiero negative che minano l’autostima. 1 aprile 2015
  3. Imparare a dire di no: sviluppare l’autoefficacia, riconoscere il diritto di dire no, di mettere dei limiti e di cambiare idea nel rispetto dei propri valori, pensieri ed emozioni. 15 aprile 2015
  4. Esprimere e riconoscere le emozioni: contattare le emozioni e riconoscere i sentimenti, contrapporre l’espressione alla repressione emotiva, abbandonare il controllo della ragione e dar libero spazio all’emotività per trovare un equilibrio tra ragione e sentimento. 29 aprile 2015
  5. Dipendenza affettiva: quando l’amore diventa una malattia. 13 maggio 2015
  6. Manipolazione affettiva: riconoscere e liberarsi da un manipolatore affettivo. 27 maggio 2015
  7. Affrontare la paura del rifiuto: distinguere la paura di amare dalla convinzione di non essere degni d’amore. 10 giugno
  8. Imparare a stabilire relazioni affettive soddisfacenti: i 10 passi per costruire una relazione di coppia appagante. 24 giugno   
QUANDO: il corso teorico esperienziale si svolgerà il mercoledi ogni due settimane a partire dal 18 marzo 2015  dalle ore 19.00 alle 20.30 DOVE: Roma EUR, presso Studio di Psicologia in Via Divisione Torino 29 metro B Laurentina COSTO: il costo di ogni incontro è di € 50. La partecipazione e’ da intendersi al numero totale (8) degli incontri. CONDUTTORI DEI GRUPPI:

 

 

Dott. Marco Salerno, psicologo e psicoterapeuta a orientamento umanistico integrato Sito web: www.dottmarcosalerno.com

 

Dott.ssa Ilaria Monticone, psicologa e psicoterapeuta a orientamento umanistico integrato COME ISCRIVERSI CORSO: inviare una mail di richiesta a uno dei seguenti indirizzi di posta elettronica:

 

dottmarcosalerno@gmail.com             ilaria_monticone@hotmail.com o telefonare ai seguenti numeri di telefono:  3474661496   3495311411

Genitori manipolatori

Roma 9 febbraio 2015

 

A cura del dott. Marco Salerno

 

 

I genitori sono la fonte di protezione, rassicurazione, accoglienza e amore incondizionato che agiscono per il bene dei figli e favoriscono la loro crescita, soddisfando i loro bisogni e  favorendo l’acquisizione dell’autonomia. La coppia genitoriale e’ composta da due individui  distinti, che vivono, agiscono e pensano a seconda del grado di consapevolezza e di maturazione affettiva emotiva che hanno raggiunto. E’ possibile distinguere genitori sani ed equilibrati che allevano i loro figli amandoli in modo nutriente e responsabile, riconoscendoli come esseri viventi a se’ stanti. Sono consapevoli dei loro punti di forza e dei loro limiti, desiderosi di migliorarsi e di ascoltare i propri figli per garantire loro una  vita equilibrata ed emotivamente soddisfacente. I genitori affetti da problemi psicologici, da nodi esitenziali irrisolti, da dipendenze e da patologie psichiatriche, situazione molto diffusa piu’ di quanto si possa immaginare, manifestano ogni giorno nella relazione con i figli il loro disagio  sotto forma della manipolazione affettiva. Essere genitori non implica avere la capacita’ di amare consapevolmente i propri figli, un genitore e’ colui che genera i figli fisicamente o li adotta ma sono solo le singole persone che attribuiscono un significato autentico  a questo ruolo. Coloro che pur essendo genitori, vivono nella relazione con i figli le loro ferite infantili, si caratterizzano per un alto grado di immaturita’ che crea un clima emotivamente tossico nella famiglia.