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La positivita’ tossica

 

Roma 8 ottobre 2021

A cura del dott.Marco Salerno

 

 

“Andrà tutto bene” e’ la frase più diffusa da quando e’ iniziata la pandemia, la troviamo su cartelli, lenzuola, la ascoltiamo dalle persone che incontriamo pur di sentirci rassicurati e per calmare l’ansia di fronte ad un futuro incerto. Sembra impensabile ma anche una semplice frase come questa può avere una ricaduta negativa sulle persone poiché diventa un obbligo a provare per forza emozioni positive evitando tutto quello che genera una condizione emotiva di difficile tolleranza. Quando siamo costretti ad avere a tutti i costi un pensiero positivo, indipendentemente da quello che proviamo, si parla di positività tossica. Con il termine positività tossica ci si riferisce ad un atteggiamento eccessivamente positivo, che nega ogni emozione non classificabile come positiva. È la convinzione che se ignoriamo le emozioni difficili e  le parti della nostra vita che non funzionano, saremo molto più felici. La positività tossica e’ pericolosa perché e’ uno stato di negazione della realtà e ci costringe a reprimere le nostre autentiche emozioni.

Viviamo immersi in un clima dove l’essere felici e pieni di speranza ad ogni costo e’ un obbligo, basta navigare su social network come facebook ed istagram per rendersi conto del proliferare di personaggi che invitano a vedere tutte le esperienze in chiave positiva, a darsi obiettivi, a superare i propri limiti fino ad affermare che e’ possibile scegliere se vivere emozioni positive o crogiolarsi in quelle definite negative. Insomma non e’ concesso essere tristi, e’ sinonimo di inadeguatezza ed e’ una scelta come se le emozioni fossero prodotti da scegliere sullo scaffale di un supermercato.

In realtà tutte le emozioni hanno un valore e una finalità adattiva, per cui dipende dall’”uso” che ne facciamo, se ci crogioliamo in esso o se, dopo averlo provato, diventa uno strumento per capire meglio noi stessi e per metterci in gioco. Le emozioni ignorate o travestite da un abito di positività diventano disfunzionali, generando una positività tossica che ci confonde  e mina la nostra serenità’. Ogni emozione come la rabbia, il dolore, l’invidia va vissuta ed espressa, bisogna attraversarla perché e’ l’unico modo per non evitarla ed ingigantirla. Scomodando Freud e il suo inconscio, tutto quello che evitiamo e rimuoviamo, rientra nella nostra vita sotto forma di sintomi, per cui non possiamo mai fuggire da noi stessi. Inoltre la positività tossica o toxic positivity, tema approfondito da Stephanie Preston, professoressa di psicologia presso l’università’ del Michingan, e’ una condizione che richiede di essere per forza positivi, alimenta il senso di colpa nell’esprimere le preoccupazioni e le paure, diventando uno stato invalidante poiché  sopprimere il  dolore con dichiarazioni oltre modo felici non è d’aiuto ma  disadattivo.

Al tema di essere positivi a tutti i costi se ne aggiunge un altro molto in voga in questo periodo storico che e’ quello di mostrare di non avere mai o poco tempo libero ed essere sempre indaffarati. Facebook ed istagram sono vetrine in cui le persone pubblicano foto mentre lavorano sorridenti insieme ai colleghi ad orario degni della schiavitù, non a caso e’ stato chiamato in causa Confucio e la sua massima “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita “.

Lo psicologo Jaime Zuckerman sostiene  che la pressione a essere sempre  produttivi sia una forma di positività tossica come anche il misurarsi con attività nuove o con improbabili sfide fine a se stesse. Zuckerman sostiene che si deve evitare di riempire continuamente la vita di attività nuove, nella vana speranza che ci facciano sentire meglio. Anche in questo caso la fantasia che fare qualcosa di nuovo e sfidante risolva i problemi e ci aiuti ad acquisire fiducia in noi e’ dannosa poiché ci fa scontrare spesso con l’impossibilita’ di raggiungere obiettivi irrealistici.  Zuckerman sostiene che l’evitare il disagio, sostituirlo con fantasie di rinascita o vibrazioni positive e’ dannoso per la salute mentale poiché il dolore va affrontato e non aggirato o rimosso. Piuttosto che essere positivi a tutti i costi e stemperare le emozioni negative, fornendo ricette preconfezionate per raggiungere la felicità,  e’ più indicato ascoltare ed accogliere senza giudizi tutte le emozioni. Se si vuole aiutare sul serio una persona e’ meglio dirle che siamo con lui piuttosto che affermare che andrà tutto bene quando non e’ vero, perché la vicinanza, l’ascolto e l’affetto autentico e’ un dono impagabile che nessuna ricetta può sostituire. E’molto più utile insegnare alle persone ad identificare le emozioni che provano, affrontandole ed elaborandole, piuttosto che sostituirle con la una forzata positività poiché ogni emozione ha valore e deve essere riconosciuta ed espressa.

Guarire dalla relazione con un narcisista

 

Roma 4 ottobre 2021

A cura del dott.Marco Salerno

 

 

Chi vive una relazione con un narcisista e’ esposto per un periodo più o meno lungo ad una alternanza di traumi continui e di speranze di cambiamento sistematicamente deluse. Essere esposti al contatto con un narcisista comporta sviluppare una tensione interna continua dovuta al fatto di essere continuamente in allerta per paura di ricevere un nuovo attacco che può essere costituito da una critica, da una svalutazione, da vessazioni emotive o fisiche, fino a sviluppare una condizione emotiva ed affettiva definita trauma complesso. Tale condizione e’ costituita dai seguenti cinque sintomi:

 

  • flashback emotivi: sono emozioni che compaiono improvvisamente, collegate ad un evento traumatico passato di cui al momento non si ricorda il contenuto. Si avvertono emozioni forti e travolgenti del tutto inaspettate e non collegate alla situazione che si vive in quel momento, per cui sono emozioni difficili da inquadrare. Per esempio, si può vivere uno stato di ansia improvviso, un attacco di panico pur non avendo alcuna condizione esterna che ne spieghi l’origine o anche reagire con rabbia ingiustificata alla situazione che si vive al momento. Quando si riesce a risalire alla questione che origina tale ondata emotiva o flashback emotivo, i sintomi tendono ad attenuarsi o a scomparire del tuttoL’origine dei flash back emotivi risiede nel meccanismo di separazione tra l’emozione provata durante un abuso narcisistico e il vissuto dell’abuso durante il quale si allontana l’emozione dolorosa vissuta dall’evento violento che si vive. Questo comporta che le emozioni passate non siano state elaborate ma devono essere ancora riconosciute e superate. Il modo più indicato per limitare i flashback emotivi e’  cercare di accettare e ricollegare le emozioni emerse all’evento durante le quali si sono verificate per poi elaborarne il vissuto.
  • vergogna patologica: questo sintomo consiste nel provare forte imbarazzo non tanto per qualcosa che si è fatto, come nel caso della vergogna sana, ma per come si è, come se ci fosse qualcosa che non va nella propria persona e nel modo di essere e non di agire. Le conseguenze della vergogna patologica sono un cronico senso di inutilità, bassa autostima, odio verso sé stessi e la convinzione di essere una persona cattiva e colpevole. Questo sintomo si manifesta con il rimuginare spesso su ricordi traumatici del passato che hanno determinato vergogna, una forte diffidenza verso gli altri aspettandosi sempre che facciano qualcosa di male e la sensazione di bassa autostima e di non meritare nulla dovendosi accontentare sempre. La vergogna patologica ha un significativo impatto sull’immagine e il valore di sé, influenza l’insieme di credenze e di convinzioni che si hanno sulla propria persona e che orientano le azioni della propria vita.

 

  • auto-abbandono: consiste nel non perseguire una passione o un desiderio poiché quando la si esprime è accolta da una critica svalutante e distruttiva. Pur di non esporsi a queste situazioni, la persona che sta con il narcisista preferisce abbandonare ogni tentativo di realizzare i propri obiettivi. La conseguenza e’ che si tende a dire di si quando invece si vorrebbe dire di no e non si esprime quello che si pensa e si prova realmente. A questo si accompagna una forte dose di adattamento solo per accontentare l’altro e mettere da parte se stessi fino al punto di consentire di essere maltrattati e criticati per ogni decisione che si vuole prendere. La conseguenza ultima è che si sviluppa una condizione di paura permanente delle reazioni del partner narcisista ogni qual volta si vuole esprimere il proprio punto di vista o fare una scelta fino ad arrivare a credere che la “colpa” di queste reazioni sia la propria. Per affrontare questa condizione è indispensabile iniziare a porsi delle domande come, per esempio, cosa si ha paura di perdere se si persegue un desiderio o un bisogno e perché lo si mette sempre al secondo posto. La risposta a questa domanda la si può trovare solo prendendo contatto con sé stessi e chiedendosi come ci si sente. Questo comporta spostare l’attenzione dal partner narcisista dalle sue reazioni a sé stessi e al domandarsi quali sono i propri pensieri ed emozioni.  All’inizio non è semplice avviare questo processo ma è indispensabile e deve essere affrontato come un vero esercizio giornaliero che ha come obiettivo quello di prestare attenzione a tutto ciò che e’ importante per sé e che viene sempre accantonato in favore del partner.

 

  • critica interiore: chi ha una relazione di lungo corso con un partner narcisista o ha avuto un genitore narcisista, ha sviluppato una forte voce critica interiore che coincide con una feroce autocritica per ogni azione compiuta o emozione provata. Questa voce critica interiore non riguarda una situazione specifica ma e’ generalizzata a tutta la propria esistenza. Esistono diversi tipi di voci critiche interiori tra cui quella del perfezionista secondo cui si deve essere sempre perfetti e non sbagliare mai altrimenti non si sarà mai voluti bene o apprezzati. La conseguenza di questa voce potrebbe essere che per paura di non fare perfettamente qualcosa, si rinuncia a farla. Un’altra voce critica e’ quella del formatore che vuole modellare la persona in base alle aspettative dell’altro, rinunciando ai propri desideri. L’accusatore e’  una delle voci critiche ricorrenti che ha lo scopo di svalutare la persona e non solo i suoi desideri facendola sentire colpevole di tutto ciò che la circonda. Lo schiavista invece e’ quella voce critica che impone di non fermarsi mai, di fare sempre qualcosa poiché il riposo non e’ consentito se si vuole essere accettati. Il supervisore invece e’ quella voce interiore che monitora ed osserva ogni azione ed intenzione e ha lo scopo di prevenire le critiche del narcisista e controlla ogni aspetto della vita della vittima.Per affrontare queste voci critiche e’ indispensabile riconoscerle e domandarsi quale funzione hanno nella propria vita. Accettarle e’ il primo passo per smettere di agire compulsivamente, chiedersi quali sono le paure nel non seguirle più ma, soprattutto, creare un dialogo interiore che aiuti a chiedersi come e cosa si vorrebbe rispondere alla voce critica, come se fosse una persona in carne ed ossa di fronte a sé
  • ansia sociale: si manifesta quando ci si relaziona con altre persone sia in incontri individuali sia di gruppo, con persone conosciute o sconosciute. La paura di chi soffre di ansia sociale è riconducibile al fatto di non comprendere perché’ altre persone dovrebbero essere interessate a lui. Si crede che ogni pensiero o idea che si ha sia inutile e insignificante, arrivando a sentirsi a volte non degni della situazione o delle persone vicine. Inoltre è presente anche l’idea che gli altri siano sempre pronti al giudizio verso la propria persona e che abbiano ragione. L’ansia sociale si manifesta con sintomi ben precisi tra cui una forte tensione che pervade tutto il corpo, la voce trema, sensazioni di calore, respiro corto, nebbia mentale, sudorazione, incapacità di pensare e di trovare le parole.

Il trauma complesso che deriva dal rapporto con un narcisista può essere affrontato attraverso la comprensione e l’accettazione della situazione, la consapevolezza di poter scegliere e di non essere la causa del fallimento della relazione o delle reazioni del partner. Ma soprattutto e’ fondamentale comprendere che il partner narcisista e’  una persona malata, incapace di controllare le proprie azioni e di valutarne le conseguenze a causa di una mancanza di empatia. Questo passo è molto importante poiché’ aiuta a ridimensionare notevolmente le aspettative di guarigione del partner e a collocarlo in una categoria diagnostica.  Successivamente  bisogna riappropriarsi dei propri pensieri ed emozioni, uscire dal ruolo della vittima consapevoli del fatto che un partner narcisista ha trovato terreno emotivamente fertile nell’altro per stabilire una relazione. Questo aiuta ad uscire dalla dinamica della ricerca del colpevole e a iniziare a comprendere quali tratti e aspetti della propria persona hanno contribuito ad alimentare la relazione con un narcisista. Solo attraverso questo processo di consapevolezza e di assunzione di responsabilità si evita in futuro di ricadere in una relazione tossica e si impara a scegliere chi si vuole avere accanto a sé.

Gli effetti di genitori narcisisti sulla vita dei figli adulti

Roma 23 settembre 2021

A cura del dott. Marco Salerno

 

Un figlio/a che nasce e cresce con uno o con entrambi i genitori narcisisti sperimenta costantemente una profonda paura dell’abbandono emotivo poiché un genitore narcisista e’  solamente in grado (non sempre) di garantire la sopravvivenza di un figlio ma non di provvedere ai suoi bisogni emotivi ed affettivi. Non essendo in grado di educare un figlio/a a prendersi cura di sé, quando questo sarà adulto presenterà significative difficoltà nel rilevare i propri bisogni e cercherà in ogni modo di soddisfare i bisogni altrui mettendo da parte i propri, Questo quadro si delinea in modo più dettagliato se si osservano le lacune affettive che i figli di genitori narcisisti presentano a causa dell’abuso subito e perpetrato su loro dalla nascita alla vita adulta.

Uno dei deficit maggiormente presenti nei figli di genitori narcisisti e’ la tendenza ad ignorare i propri bisogni e desideri che affonda le radici nel rapporto con una madre o un padre narcisista i quali hanno sempre bisogno di attenzioni e manipolano gli altri in funzione dell’appagamento delle loro necessità. La ricaduta di questo comportamento e’ che i figli crescono con il bisogno di compiacere il genitore narcisista per ricevere in cambio accadimento ed attenzione. Tale dinamica relazionale si traduce nella mente del figlio con l’adagio secondo cui “vengo amato se faccio di tutto per soddisfare quello che mi chiedi”, per cui i figli non imparano mai a percepirsi come individui degni di attenzione ma diventano il riflesso di ciò che la madre si aspetta da loro.  La madre li premia solo se raggiungono determinati risultati e solo dopo averli conseguiti sono meritevoli di affetto, per cui diventano adulti sempre sintonizzati sui bisogni altrui e mancanti di consapevolezza dei propri.

 

Un genitore narcisista manifesta affetto ai figli quando richiede qualcosa in cambio da loro, li mette costantemente alla prova per soddisfare le sue aspettative le quali, quando non sono appagate li fa non degni di amore. Da adulti questi figli si sentono costantemente inadeguati, incapaci, colpevoli e con bassa autostima. La conseguenza e’ che non sviluppano le “competenze emotive” per amare se stessi e per accettarsi come sono, per cui non sono a loro agio nella propria pelle poiché nessun obiettivo raggiunto per quanto grande sia, placa il senso di inadeguatezza ed insoddisfazione.

 

I figli di un genitore narcisista sviluppano la tendenza ad essere sempre al servizio di chi sta loro vicino (amici, partner, colleghi, capi) per risolvere i loro problemi, soddisfare i suoi bisogni e occuparsi di renderlo felice. Sono dei veri assistenti personali, coinvolti in situazioni che non competono loro sin dall’infanzia, si assumono responsabilità e diventano bambini adultizzati, più simili ad un partner che ad un figlio/a. Sono adulti con notevoli doti di problem solving, ipersensibilizzati ad intercettare i bisogni altrui ma completamente incapaci a considerare le proprie necessità. Il figlio di un genitore narcisista inoltre e’ sottoposto al “trattamento della negatività” poiché riceve continuamente messaggi negativi per qualunque scelta faccia. Questo determina a volte una condizione definita “effetto specchio” secondo cui i messaggi negativi che i figli interiorizzano vengono a loro volta proiettati sulla realtà e sulle persone loro vicine.

L’effetto più drammatico di una relazione con un genitore narcisista e’ che il bambino nega completamente la propria identità, i bisogni e desideri al fine di mostrarsi come la madre si aspetta da loro. Quando sono adulti mostrano rilevanti difficoltà a riconoscersi, a comprendere cosa vogliono veramente da se stessi e dagli altri, oltre ad avere una notevole resistenza a sintonizzarsi sui propri stati emotivi.

Per quanto possano raggiungere obiettivi alti durante la loro vita, i figli di un genitore narcisista porta  sempre con sé il messaggio che non sono abbastanza bravi o all’altezza delle situazioni. La conseguenza e’ che queste persone si aspettano sempre   il peggio  dalla loro vita. Alcuni di loro tendono a non “osare” ad esplorare nuove esperienze, non esprimono mai le proprie emozioni, chiedono il permesso di esistere, alimentando un circolo di ansia ed insicurezza che condiziona la loro esistenza.

 

 

Narcisismo e tradimento

 

 

Roma 7 luglio 2021

 

A cura del dott Marco Salerno

 

La qualità delle cure genitoriali ricevute nella prima infanzia indicano se la
monogamia o la non monogamia potranno essere strategie emotive e
riproduttive di successo. Se gli apprendimenti che hanno avuto luogo in età
infantile servono a preparare le persone ad un funzionamento sano nel mondo
adulto, i bambini imparano sicuramente molto attraverso l’osservazione dei
genitori. Non a caso spesso i figli di genitori monogami sono monogami mentre i
figli di genitori divorziati hanno maggiore probabilità di divorziare a loro volta, così
come i figli di genitori infedeli sono più esposti al tradimento. L’assenza del padre
predice un atteggiamento sessuale più promiscuo sia nei maschi che nelle
femmine mentre un investimento genitoriale stabile può essere un segnale di un
ambiente ricco di risorse emotive.

I partner infedeli hanno una determinata organizzazione di personalità e un
attaccamento spesso insicuro. Si tratta di persone che hanno punteggi elevati
nella “triade oscura” che racchiude un gruppo di personalità caratterizzate da
narcisismo, intelligenza machiavellica e psicopatia che si accompagna a bassi livelli
di empatia. Tutte le situazioni che favoriscono l’infedeltà’ possono attivare un
assetto mentale più orientato al narcisismo, emozioni come la passione e
l’infatuazione, possono sollecitare l’egocentrismo e un atteggiamento egoista. Le
persone travolte dalla passione hanno minore probabilità di riflettere sulle
conseguenze a lungo termine della gratificazione immediata dei propri desideri di
soddisfacimento sessuale o di coinvolgimento romantico. Il tipo di personalità che
ha maggiore probabilità di essere infedele e’ quello che riesce a suscitare
attrazioni fatali che rendono alcune persone più vulnerabili allo sfruttamento
sessuale ed emotivo. Spesso le illusioni e la negazione possono appannare il buon
senso e la capacità di riconoscere un tradimento in atto. i narcisisti spesso si
attraggono tra loro nel gioco relazionale della conoscenza e della seduzione. Le
persone con elevati tratti narcisistici non solo sono più esposti all’infedeltà’ ma
sono anche attratte da persone infedeli perché credono di vivere nella realtà le
loro grandiose fantasie romantiche. I narcisisti pensano che tutti coloro che non
possiedono le loro caratteristiche di personalità siano dei perdenti. Per loro e’
difficile riconoscere i punti di forza e di miglioramento senza cadere nel
compiacimento e nella vergogna. Allo stesso modo faticano ad individuare le

caratteristiche altrui senza sentirsi invidiosi e sentirsi inadeguati, ma di fronte ai
limiti delle altre persone provano disprezzo o disgusto. La capacità di accettare se
stessi e gli altri con pregi e difetti e’ ridotta. Le opinioni dei narcisisti sui criteri di
fedeltà spesso riflettono una duplicità dei criteri di giudizio che rivela una certa
dose di ipocrisia: e’ accettabile che il narcisista sia infedele ma non che lo sia il suo
partner. Alcuni studiosi hanno rilevato che le persone che hanno la pretesa di un
trattamento speciale sono inflessibili di fronte ad una trasgressione relazionale.
Quindi sembra che le persone più propense ad essere infedeli e a razionalizzare
questo comportamento, siano quelle più implacabili quando vengono tradite. Si
tratta di un atteggiamento che nasconde la convinzione che la propria infedeltà
sia completamente attribuibile alle mancanze del partner. Considerarsi la vittima
innocente di un coniuge pessimo disattiva qualsiasi senso di colpa latente a
proposito dell’infedeltà’. Viceversa non e’ possibile immaginare che il partner
possa avere una valida ragione per essere infedele e quindi i suoi tradimenti
costituiscono una grave offesa da punire.

Le persone con elevati tratti narcisistici poiché sono attratte da persone con
caratteristiche simili, possono non solo essere più predisposte a tradire ma anche
ad essere tradite e in questo caso ne restano sconvolte perché sono certe di non
aver fatto nulla che meriti un tale trattamento. A causa del loro egocentrismo non
riescono ad immaginare in quale misura i tratti della loro personalità possono
contribuire alle complicate situazioni relazionali nelle quali sono spesso coinvolte.
Inoltre a causa dell’inefficacia del loro funzionamento riflessivo e’ difficile che
comprendano quale influenza esercitano sulle altre persone: spesso non
capiscono quanto e’ difficile per il partner convivere con le caratteristiche
narcisistiche della loro personalità tra cui il bisogno di controllo, la pretesa di
avere sempre ragione e la scarsa disponibilità.
Superare l’infedelta’ e’ molto difficile per i partner traditi se il disturbo da stress
post traumatico, insorto dopo il tradimento si combina con un precedente
disturbo narcisistico. Questi pazienti non vogliono assumersi le responsabilità
nell’aver contribuito alle problematiche coniugali. Il narcisista che tradisce ha
difficoltà ad empatizzare con le circostanze che influenzano il comportamento del
partner e comprendere in quale modo il loro modo di comportarsi li renda
responsabili dell’esito delle loro relazioni. Il narcisista tende ad attribuire il
successo della relazione a se stesso e l’insuccesso al partner. Questo tipo di
pensiero contribuisce a far sì che i traditori pensino che il loro comportamento sia
legittimo e i traditi possano giustificare la propria furia vendicativa.

Quando il matrimonio si dimostra frustrante e il narcisista inizia a rammaricarsi della scelta
che ha fatto oppure quando tutti i migliori partner sentimentali sembrano già
impegnati e restano disponibili solo quelli che definiscono gli “avanzi”,come
conseguenza tradire, iniziare una relazione con una persona coniugata oppure
vendicarsi per l’infedeltà’ del coniuge possono sembrare giuste forme di
risarcimento delle scorrettezze e delle ingiustizie subite. Una persona può subire
di disturbo “post traumatico da amarezza” ovvero una reazione traumatica alle
ingiustizie e alle umiliazioni inevitabili della vita. La realtà non e’ sempre all’altezza
delle proprie fantasie sessuali e sentimentali nonostante i migliori sforzi tesi a
realizzare questi desideri. Poiché le persone narcisiste si sentono in diritto di
godere di un trattamento privilegiato, possono anche essere più vulnerabili
all’esasperazione traumatica. Chi tradisce ha un’abilita’ di manipolare gli altri,
definita intelligenza machiavellica che descrive l’abilità di manipolare gli altri al
fine di un guadagno personale spesso contro l’interesse altrui. Alcune persone
sono più manipolatorie di altre. Inoltre, alcune persone possono essere più
facilmente suggestionabili perché il loro pensiero illusorio le induce ad essere più
facilmente ingannabili. L’intelligenza machiavellica è associata ad una maggiore
predisposizione all’inganno sessuale e all’infedeltà’ e persone dotate di tale
intelligenza possono fingere di amare qualcuno solo per ottenere un rapporto
sessuale. Il fatto che molte persone in una relazione monogamica si fidino
ingenuamente del partner e abbiano un legittimo interesse a credere nella sua
fedeltà le predispone ad ignorare i velati indizi di un possibile tradimento e a
razionalizzarli; l’ingenuità’ del partner rende facile essere infedeli e farla franca.
Inoltre la fiducia nella propria astuzia li incoraggia a ritenere che ciò. che un
coniuge tradito ignora non possa farlo soffrire e che la probabilità di essere
scoperti sia sufficientemente ridotta. A fronte della intensa gratificazione sessuale
ed emotiva che può offrire una relazione extraconiugale, vale allora la pena di
affrontare il rischio di essere smascherati. E’ anche possibile ritenere che l’utilizzo
dell’intelligenza e della furbizia consenta di limitare i danni e di ridurre
significativamente le conseguenze dello smascheramento oppure di controllarle.
Chi tradisce ha una idea grandiosa di sé che lo autorizza a non rispettare le regole
e utilizzare l’intelligenza per avere successo con le menzogne. L’infedeltà’ richiede
un’ altra caratteristica di personalità che e’ la volontà di trasgredire e di mentire
pur sapendo che si tratta di un comportamento immorale e nocivo.

L’infedelta’ richiede un certo tipo di freddezza che e’ la caratteristica più evidente della
personalità psicopatica e si traduca nell’indifferenza del fedifrago verso la sofferenza che

può causare alle persone che afferma di amare ovvero il coniuge,
figli, genitori, suoceri, amanti ecc. ai quali ha rubato il partner. Il narcisista
psicopatico difficilmente riesce ad ammettere di possedere caratteristiche di
personalità egoistiche e di essere in grado di mettere in atto sconsideratamente
comportamenti dei quali ci si può pentire. La personalità psicopatica che tradisce
e’ caratterizzata da disinvoltura e fascino superficiale, grandiosità, tendenza
patologica a mentire, inclinazione all’inganno e alla manipolazione, mancanza di
rimorso o senso di colpa, affettività superficiale, una vita emotiva cinica e priva di
empatia e incapacità di assumersi le proprie responsabilità. E’ necessario essere a
proprio agio nel mentire ripetutamente nel nascondere la relazione
extraconiugale e per riuscirvi con successo e’ importante manipolare tutti coloro
verso i quali si dichiarano sentimenti amorosi, senza l’interferenza del senso di
colpa e del rimorso e senza empatia per il trauma del tradimento inflitto al
partner.
Se si viene scoperti e’ necessario negare ogni responsabilità, dichiarare la propria
innocenza, affermando che il partner muove accuse false ed e’ paranoico. Una
volta detta la verità e’ necessario sostenere che la colpa e’ esclusivamente del
partner e che si e’ stati indotti all’infedeltà’ dal suo comportamento
emotivamente trascurante o maltrattante come se il traditore non possedesse
una libera volontà e stesse solo reagendo agli eventi senza averne il controllo.
L’inganno aveva l’unica funzione di protegger il partner dalla dolorosa verita’ della
situazione ed era quindi di fatto un atto d’amore.

Modelli di relazione di coppia con un narcisista patologico

 

Roma 3 aprile 2021

A cura del dott. Marco Salerno

 

Una relazione di amore sana si caratterizza per la presenza di una eccitazione sessuale che si trasforma in desiderio erotico per il partner, oltre ad essere presente la tenerezza nei confronti dello stesso. La capacità di empatia consente di identificarsi con l’altro e di comprendere i suoi stati d’animo e si accompagna ad una forma matura di idealizzazione insieme ad un profondo impegno nei confronti dell’altro. Infine, è presente il carattere passionale della relazione d’amore nei seguenti aspetti: la relazione sessuale, l’investimento sulla coppia e la relazione affettiva ed emotiva.  In questi ambiti il narcisista mostra i suoi limiti perché l’unico investimento affettivo che attua e’ su se stesso amplificando in modo grandioso il proprio sé e tenendo emotivamente lontano il partner. La conseguenza di questa situazione è l’impossibilitàdi passare dall’eccitazione al desiderio condiviso, di provare tenerezza e di identificarsi con il partner. Il narcisista si ferma ad una attrazione sul piano estetico/fisico ma non riesce ad entrare nella dimensione affettiva dell’altro e della coppia. Inoltre, spesso ha più relazioni contemporaneamente per evitare di dipendere da una unica persona, mostra una incapacità di provare gratitudine e condivisione sia reale che ideale,nonché una incapacità di perdonare e di essere grati. Le varianti più severe della tipologia del narcisismo presentano anche tratti aggressivi fino ad arrivare ad aspetti sadici che si traducono in violenze fisiche e psicologiche. Il narcisista pretende che il partner diventi come lui lo desidera, per tenere a freno i sentimenti di invidia e di svalutazione. Imposta la relazione in una dinamica di sudditanza e di subordinazione, pretendendo dal partner che lo rispecchi nella sua grandiosità e che si assuma le responsabilità dei problemi della relazione che sono sempre attribuiti alle mancanze del partner stesso.

Le possibili interazioni tra soggetti che hanno tratti narcisistici e soggetti con altri assetti sono numerosi tanto da determinare differenti combinazioni di coppia. Alcune coppie tipiche possono essere costituite da due narcisisti che esaltano l’uno le doti dell’altro o che condividono la forte tendenza a innamorarsi costantemente o a essere sensibili agli aspetti estetici (apparenza fisica). Oppure e’ possibile che si crei una coppia tra il narcisista e il partner con aspetti di dipendenza affettiva che appare inizialmente gratificato ed è poi incapace di ribellarsi. Una ulteriore combinazione può essere tra una persona con disturbo narcisistico e un’altra con disturbo borderline di personalità. Entrambe le strutture di personalità  sono caratterizzate da un ‘organizzazione simile ( senso di vuoto e di non appartenenza), inoltre è presente in forme diverse il timore di entrare in relazione intima con l’altro. La differenza sostanziale tra  le due e’ che il narcisista ha una struttura grandiosa di sé rispetto al borderline più coesa e unitaria che gli permette di mettere meno in atto comportamenti abbandonici ed impulsivi. Un narcisista può essere attratto da un borderline perché le forme di idealizzazione che questi mette in atto lo portano ad una totale ammirazione nei confronti del partner, spesso visto in modo distorto rispetto alle sue caratteristiche positive o negative.  Il borderline non conosce sfumature emotive per cui il narcisista verrà lusingato ed adulato al fine di prevenire un possibile abbandono. Inoltre, il soggetto borderline nonostante abbia paura di essere lasciato, si trova a suo agio in una relazione priva di una reale intimità che lo spaventerebbe, per cui riesce a tollerare l’andare e il venire del narcisista. L’iniziale clima di equilibrio nel quale sia il narcisista sia il borderline si pone come colui che colmerà il vuoto dell’altro, e’ destinato a terminare poiché nessuno dei due soggetti ha il potenziale per costruire una relazione d’amore matura e nessuno dei due si fida dell’altro. Questi presupposti sono destinati ad esplodere in litigi nei quali, alla svalutazione e al disprezzo che il narcisista mostrerà nei confronti del partner, seguiranno reazioni rabbiose di quest’ultimo che a sua volta svaluterà il narcisista, salvo poi tornare sui suoi passi. Infatti i soggetti con disturbo borderline sono caratterizzati da bassa autostima e forti vissuti di colpa alternati ad un senso grandioso di sé. In caso di rottura della relazione, si attribuirà le cause della fine della relazione e tornerà a cercare di riconquistare il narcisista in ogni modo. Il narcisista essendo a sua volta svalutato e rifiutato, accetterà le nuove lusinghe e il ritorno nella relazione eciòinnescherà una dinamica perenne di reciproca distruzione.

Una altra combinazione di coppia e’ quella tra un soggetto narcisista e’ uno masochista. Nelle relazioni sentimentali i masochisti tendono a legarsi a partner fortemente idealizzati ma che poi  si dimostrano frustranti e deludenti. Solitamente le personalità masochiste hanno sperimentato in adolescenza una prima esperienza amorosa non corrisposta verso qualcuno di irraggiungibile e il sentimento provato non diminuisce con il passare del tempo ma si amplifica. Di solito portano avanti relazioni insoddisfacenti con partner maltrattanti poiché inconsciamente nascondono una tendenza all’autodistruttività e un sentimento di piacere legato alla sofferenza. Questo aspetto si manifesta anche nelle relazioni sessuali in cui l’eccitazione erotica può essere catalizzata da esperienze fisiche dolorose. Questi individui possono instaurare relazioni con persone narcisiste che presentano una componente sadica marcata, i quali provano piacere a infliggere sofferenza e sono caratterizzati da una sessualità egoista ed aggressiva. Sia durante l’atto sessuale sia durante la relazione, si instaura una dinamica di ruolo che richiama la forma di dominante e dominato: in una coppia sposata il soggetto narcisista può mettere in atto atteggiamenti violenti a livello sia fisico che psicologico ed intrattenere relazioni extraconiugali, frustrando e ferendo il partner ma questi difficilmente interromperà la relazione, giustificando la scelta di restare con motivazioni poco chiare del tipo “il bene dei figli”. Quando la diade coniugale e’ caratterizzata da due individui affetti da una patologia conclamata, la relazione può degenerare in una più grave situazione psicopatologica di entrambi i partner. La dipendenza affettiva può essere anche considerata la risultante delle proiezioni narcisistiche sul partner che finiscono per farlo sentire un’appendice dell’altro svuotato e privo di senso senza la persona amata, conseguenza delle lesioni profonde inflitte alla sua autostima. Il partner del narcisista attribuisce a se stesso la responsabilità dell’indifferenza dell’altro e del suo atteggiamento così diverso dalle prime fasi della relazione, senza rendersi conto che in precedenza si stava relazionando con una falsa identità.  La tendenza del narcisista ad evitare il confronto, genera confusione e i contenuti del pensiero del partner finiscono per essere completamente orientati verso il tentativo di chiarire l’ambiguità’ che le discussioni si lasciano dietro. Spesso l’ansia generata dalla relazione si manifesta attraverso somatizzazioni (inappetenza, cefalea, ecc.). Il rapporto con un narcisista può generare un’esperienza traumatica che lascia segni profondi sul partner, il quale si sentirà sempre più vulnerabile provando la paura di provocare reazioni negative nel partner e finirà per sentirsi impotente e privo di risorse.

Il narcisista grandioso non percepisce i suoi aspetti disfunzionali come negativi anzi cerca di mantenere questi aspetti disadattavi intatti.  Il modello “Agency Model” (Campbell, Foster, Green, 2008) considera le relazioni narcisistiche come parte di un processo funzionale alla regolazione dell’autostima del soggetto. Il modello individua cinque caratteristiche:

  1. L’attenzione rivolta al dominio sull’altro anziché alla creazione di relazioni basate sull’intimità;
  2. Un’immagine di sé grandiosa;
  3. Il mantenimento e l’incremento di una autostima ipertrofica;
  4. Un senso di diritto;
  5. La reiterazione a mantenere la sua condizione inalterata.

Per un soggetto narcisista la certezza di essere interessante agli occhi degli altri si accompagnerà ad un atteggiamento estroverso e alla convinzione di essere ammirato e questo aumenterà a sua volta l’autostima, di conseguenza il senso di grandiosità del narcisista aumenta. Le persone che lo circondano sono il carburante per l’autostima del narcisista e sono funzionali al suo modo di essere. I modi in cui utilizza le persone a lui vicine passano per lo sfruttamento della loro ammirazione oppure del loro successo. Infine, li usa come contenitori in cui depositare la sua rabbia e i suoi fallimenti. Il narcisista di solito nasconde i suoi tratti disfunzionali quando si trova in situazioni nuove e suscita simpatia ed interesse negli altri per il fascino che lo contraddistingue. Con il passare del tempo le persone che lo iniziano a conoscere, avanzano richieste che il narcisista non riesce a soddisfare anche a causa dell’eccessiva sicurezza in se stesso. Il narcisista prende decisioni rischiose e superficiali e diventa meno attraente agli occhi degli altri anche per le sue maniere arroganti.

Chi sta in relazione con un  narcisista entrerà in una spirale  discendente che Campbell rappresenta con il modello “Chocolate Cake model”. In tale modello il narcisista è paragonato ad una torta al cioccolato in virtù del suo fascino iniziale che viene preferito al cibo salutare (relazione sana) ma che crea dipendenza e alla lunga nuoce alla salute come il narcisista che attrae e distrugge. Il partner narcisista inizialmente sembra una persona affascinante e attraente mentre con il passare del tempo si rivela egocentrico, materialista, ingannevole, controllante, provocando la sensazione di sentirsi usati. La percezione del partner narcisista cambia in peggio con il progredire della relazione e lascia pesanti strascichi sul piano emotivo con una significativa presenza di rabbia, impotenza e dolore.

 

 

 

Le motivazioni per cui un narcisista vuole chiudere una relazione: noia, ricatto, mancanza di empatia

Roma 15 febbraio 2021

A cura del dott. Marco Salerno

 

Quando il partner vuole dedicare tempo a se stesso, a coltivare attività ed
interessi o a riposarsi, lo psicopatico non lo accetta. I momenti di solitudine lo
turbano profondamente poiché non avendo una coscienza non ha nulla a cui
pensare per cui se chi gli sta accanto non lo ricopre di attenzioni, la noia e’ in
agguato. L’individuo tossico tende ad annoiarsi ed e’ alla continua ricerca di
stimoli per distrarsi da questa condizione persistente. Non sopporta di stare solo
per lunghi periodi a differenza dei soggetti sani che sanno apprezzare
l’introspezione e il contatto con le proprie emozioni. Lo psicopatico non ha una
propria identità definita e trascorre il tempo ad imitare gli altri creando un falso
. E’ mancante di empatia per cui non e’ in grado di entrare in contatto con
alcuno, costretto a stare da solo o ad impiegare il tempo ricorrendo al sesso,
alcool, droga o alla manipolazione degli altri.

Le relazioni sentimentali sono l’unico
mezzo che lo psicopatico ha per combattere la noia e per ricevere attenzioni.
Inizia a maltrattare la propria vittima quando ne trova una nuova di cui immagina
di essere innamorato. La fase di idealizzazione per lo psicopatico e’ solo un
momento transitorio per combattere la noia ed infliggere abusi per ricaricarsi
emotivamente. Dopo l’idillio iniziale la vittima si sente esausta perché’ ha
l’impressione di non sentirsi mai sola, sempre indaffarata a programmare impegni
per riempire il vuoto dello psicopatico che si circonda di persone con uno spiccato
senso genitoriale che lo sostengono in continuazione. Ha bisogno di circondarsi di
molte persone per ricevere continuamente attenzione e per non passare molto
tempo da solo. La noia più dolorosa arriva quando perde ogni interesse verso il
partner e le qualità che ammirava in lui/lei sono diventati solo difetti insostenibili.
Il coinvolgimento e la passione del passato sono solo un lontano ricordo e la
vittima si sente abbandonata ed isolata senza ragione, ridotta ad essere una delle
alternative a sua disposizione pur di non chiudere la relazione.
Lo psicopatico ha una personalità litigiosa ma non lo ammette mai, accusa sempre
gli altri di non capire mai i suoi bisogni. Provoca continuamente litigi pur
mantenendo un’aria innocente e non assumendosi mai la responsabilità delle sue
azioni. Fa osservazioni impercettibili mentre gli altri si arrabbiano e vengono feriti
ma lo psicopatico non si sente toccato in alcun modo da queste reazioni. La
modalità comunicativa che usa con le persone si caratterizza per maldicenze ed
insulti dopo averli idealizzati per un certo tempo. In ogni caso si dipinge sempre
come vittima di persone che gli fanno un torto senza che lui abbia fatto o detto nulla.

Lo psicopatico dopo aver criticato le sue vittime, le cerca a distanza di
tempo, suscitando in loro compassione senza che venga condannato il suo
comportamento. Durante la relazione la vittima ha potuto anche sperimentare
rabbia ed antipatie verso terzi di cui lo psicopatico le ha parlato negativamente
senza alcuna ragione, causando invidia e dissapori verso persone che non hanno
compiuto nulla di grave, generando un diffuso risentimento reciproco. Durante
l’idealizzazione e il “love bombing” la vittima considera lo psicopatico una persona
normale e che tutti gli altri siano invidiosi e malintenzionati; la relazione con lui
sembra unica poiché viene visto come la persona a lungo desiderata. Dopo
qualche tempo la realtà cambia, lo psicopatico inizia a parlare male di chi gli sta
accanto, la sensazione che il soggetto tossico vuole infondere e’ che la realtà sia
contro di lui in modo tale da diventare l’unica fonte di felicità. Si definisce una
vera e propria realtà fittizia in cui la vittima deve inventarsi sempre giustificazioni
per tutelare lo psicopatico che si sente vittima di chi lo circonda. Dopo aver
interrotto la relazione con lo psicopatico e durante il processo di guarigione, la
vittima si rende conto che la realtà che aveva vissuto fino ad allora era solo un
inganno. Prende coscienza che il partner non era quella persona unica che
credeva ed inoltre inizia anche a dubitare di tutte le persone che la circondano,
sentendosi profondamente sola. Gradualmente si ristabilisce la fiducia con le
persone vicine che non sono inaffidabili come lo psicopatico aveva fatto credere e
grazie a questo si medicano le ferite che la relazione con un individuo tossico ha
provocato nel tempo. Alla fine la vittima si rende conto che l’unica persona
negativa e disturbata era il proprio partner e non chi la circondava.

Bibliografia:

J.Mckenzie, Questo amore fa male, Giunti Editore 2019

Le strategie emotive del narcisista per sedurre la propria vittima

Roma 19 settembre 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Quando incontri un narcisista psicopatico non lo riconosci subito, la maggior parte delle volte ti sembra di aver trovato un tesoro, la persona che hai sempre desiderato, l’uomo o la donna che ti capisce davvero, che prova quello che hai provato tu, l’altra metà della mela. Sfortunatamente queste impressioni durano ben poco ma quanto basta per innescare un processo irreversibile che vi condurrà nelle braccia del vostro aguzzino. Quanto più il narcisista vi elogia e vi desidera tanto più si rifornisce di energia e colma il proprio vuoto emotivo attraverso la vostra presenza e il vostro amore fino a quando il vostro cuore non e’ nelle sue mani e lui/lei ne potrà disporre come vorrà facendovi patire un dolore che mai avreste immaginato. Il processo che conduce alla creazione di una relazione con un narcisista si articola lungo tre fasi:

 

  • L’idealizzazione: durante questa fase vi sentirete come mai prima, pensate solo a lui/lei, volete condividere ogni momento insieme, la sua persona vi coinvolge sul piano emotivo, sessuale, affettivo, vorreste scrivergli e sentirlo in ogni momento dello giornata. Tutto il resto perde di importanza, iniziate a pensare ad un futuro insieme perché e’ lui l’uomo della vostra vita. Tutto questo viene alimentato dal narcisista psicopatico che vi dirà ciò che vorrete sentirvi dire, le sue parole sono la risposta perfetta ai vostri desideri. In realtà dietro a quelle parole non ci sono gli stessi sentimenti che provate voi, sono solo parole vuote per farvi innamorare, un vero bombardamento emotivo che vi porta ad aprire il cuore e a confidarvi con lui. Si innesca in voi un procedimento chimico che va a stimolare i centri del piacere e vi fa abbassare le difese, le insicurezze sembrano finalmente aver trovato pace grazie all’incontro con una persona da cui vi sentite capiti.  Il narcisista psicopatico imita e riproduce quello che la vittima gli dice di sé, si appropria dei vostri desideri e sogni  e vi illude facendovi credere che sono anche i suoi. Niente di più falso, non capisce nulla di quello che imita ma cerca in ogni modo di illudervi con l’idea che non incontrerete mai più nessuno come lui. Lo psicopatico non avendo una sua personalità prende in prestito quella altrui, la imita in modo superficiale e quando ne trova un’altra le getta via senza alcun rimorso mentre voi vi contorcete dal dolore senza capire perché si e’ comportato in questo modo. Vi parla di convivenza e matrimonio dopo poco tempo, siete solo voi gli unici con cui vuole  avere dei figli e creare una famiglia. Intercetta le insicurezze della vittima e le fa proprie riproducendole per farsi compatire, perché i suoi problemi sono più gravi dei vostri. Questo e’ un punto fondamentale perché vi sentirete quasi in dovere di doverlo comprendere e supportare, i prescelti, gli unici che possono davvero capirlo ed aiutarlo. Lo psicopatico apprezza i vostri sforzi e la vostra dedizione e vi spinge a fare sempre di più, lo vedete come una persona fragile e bisognosa che vi ha scelto e che ha bisogno del vostro supporto. Tutto questo però e’ falso perché si basa su una vera simulazione emotiva che il narcisista mette in atto ogni giorno nei vostri confronti solo per legarvi sempre più a lui/lei.  Sul piano fisico il narcisista vi copre di complimenti e vi fa sentire unici, vi adora e vi riempie di elogi, alimenta la vostra autostima e accresce la fiducia in modo artificiale e falso.  Questi complimenti diventeranno dopo poco tempo un lontano ricordo perché le critiche e la svalutazione inizieranno a prendere il sopravvento nella fase successiva quando l’idealizzazione sarà finita.  Il vero cavallo di battaglia del narcisista psicopatico e’ il concetto di anima gemella con cui vi bombarda nella fase iniziale della relazione. Vi convince che siete destinate a stare insieme per sempre, che un volere superiore, a cui non potete sottrarvi,desidera tutto questo. E voi gli credete perché siete persone amorevoli, indulgenti ed empatiche ma soprattutto perché il narcisista psicopatico riproduce le fantasie e i desideri più intimi della sua vittima, convincendola di essere la persona giusta da tempo desiderata. A questa fase farà tra poco da contraltare il processo di svalutazione, durante il quale la vittima si addosserà ogni colpa per ricostruire il ricordo perfetto di quella persona che una volta sosteneva di essere l’anima gemella. Ma ancora peggio sarà quando la vittima si illuderà che lo psicopatico potrà tornare ad essere la persona che era in passato grazie al suo amore. Il vero dolore sarà quello di rendersi conto che l’anima gemella non e’ mai esistita, era solo una illusione generata dalle parole di un essere disturbato e dal nostro bisogno di amore.

 

Come riconoscere un individuo tossico

Roma 30 agosto 2020

A cura del dott. Marco Salerno

 

Ritrovarsi in una relazione con uno psicopatico e’ un vero dramma ma puo’ diventare anche un’occasione per prendere in mano la propria vita e dare una decisa sterzata ad una esistenza flagellata da chi la intossica ogni giorno  per non trovarsi più circondati da persone simili.

Chi sono gli psicopatici?

Tra questi si annoverano i narcisisti, i sociopatici, i manipolatori, un nutrito gruppo di persone che si caratterizzano per la totale assenza di responsabilità,  di empatia e di senso di colpa, danneggiano gli altri anche di proposito in modo sadico e allo stesso tempo li illudono. Non e’ un caso che il ciclo relazionale di tutte queste personalità e’ molto simile e si distingue per le seguenti fasi: idealizzazione, svalutazione ed abbandono. Approfittano della disponibilita’  di chi si innamora di loro, danno sempre risposte vaghe, manipolano la compassione per poi sferrare i colpi quando viene chiesta loro chiarezza e spiegazioni del loro comportamento. Inducono dubbi sulla capacità di amare, umiliano e mortificano le vittime, inducendo ansia e minando l’autostima fino alle fondamenta. I loro comportamenti si spingono talmente oltre che chi sta insieme a loro, vive in  una condizione di perenne terrore di dire le parole sbagliate o di agire in modo non gradito. Una condizione che si riassume nella costante paura dell’abbandono, di essere colpevoli e di rovinare la relazione.

Il primo passo da fare per liberarsi da uno psicopatico e’ quello di imparare a riconoscerlo a distanza o come si dice in gergo ad annusarlo. Per riconnoscere uno psicopatico dovete fidarvi delle vostre emozioni, delle sensazioni che il vostro corpo vi trasmette ma soprattutto dovete fidarvi di voi.

Come posso fidarmi di me?

Smetti di guardare cosa fa l’altro, di chiederti cosa pensa, perché reagisce in un certo modo ed inizia a chiederti cosa senti e pensi TU. La vera svolta e il passaggio dal TU all’IO. Da ora in poi  sarai tu il protagonista di ogni istante della tua vita e non più lui o lei. Lo psicopatico cade dal piedistallo su cui TU lo hai collocato.

Gli psicopatici relazionali secondo J. Mckenzie  si riconoscono attraverso i seguenti segnali: